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lunedì 10 maggio 2010

Simpatia al parchetto

E' bello la domenica mattina uscire per una passeggiata, anche se è quasi mezzogiorno.
E' bello la domenica a mezzogiorno andare al parchetto, in quanto la Alta decide che è fondamentale per lo sviluppo psicofisico della Bassa.
E' bello fermarti appositamente per salutare una coppia di conoscenti dotati di una bassa quasi nuova e vedere che si fermano a parlare quasi per obbligo, per poi salutarti e dirti "Noi andiamo" anche se vanno nella stessa tua direzione.
E' bello la domenica mattina arrivare al parchetto e scoprire che c'è un'altra coppia di conoscenti con "bassa quasi alta", che ti salutano a fatica in quanto impegnati a parlare con un'altra coppia basso dotata, presumibilmente compagno della scuola privata super chic.
E' bello trattenersi dal tirare un pugno al simpatico "bassoquasialto" della scuola privata che porge alla nostra Bassa uno dei suoi preziosi Gormiti e che, mentre lei sta per prenderlo, glielo sottrae dicendo "Noooo è mio non te lo do!" (della serie: Piccoli stronzetti crescono)
E' bello sentirsi salutare con un "Ciao Bassa, ciao mamma e papà della Bassa" dalla coppia di conoscenti che, oltre a non parlarti, non si degna neanche di chiamarti con il tuo nome.
E' bello scoprire che, siccome si tratta pur sempre del parchetto bilingue dove è impossibile trovare tutti italiani, gli unici che trovi molto simpatici sono una coppia mista lei araba e lui italiano dotati di Basso, semplicemente perchè sono molto easy e non si fanno troppe menate.

venerdì 19 marzo 2010

Le quattro frecce

Il ministro dei trasporti giapponese si è dimesso perchè il ritardo annuale dei treni è stato complessivamente di 15 minuti. Il fatto di aver fatto perdere tempo a così tanta gente lo ha turbato al punto da lasciare il lavoro.
Forse i giapponesi esagerano un po', ma mi domando se un pochino di turbamento, o di senso di colpa, l'avrà percepito anche quell'automobilista che ieri sera alle 19.45 ha lasciato la sua macchina in doppia fila con le quattro frecce, ritardando di un buon 10 minuti il rientro a casa di un autobus carico di pendolari stanchi e, come dire, lievemente incazzati.
Se sono andati a segno tutti gli improperi lanciati, di certo oggi non si sentirà molto bene.

E comunque tanti auguri a tutti i papà (tranne quello con le quattro frecce)!