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lunedì 10 maggio 2010

Simpatia al parchetto

E' bello la domenica mattina uscire per una passeggiata, anche se è quasi mezzogiorno.
E' bello la domenica a mezzogiorno andare al parchetto, in quanto la Alta decide che è fondamentale per lo sviluppo psicofisico della Bassa.
E' bello fermarti appositamente per salutare una coppia di conoscenti dotati di una bassa quasi nuova e vedere che si fermano a parlare quasi per obbligo, per poi salutarti e dirti "Noi andiamo" anche se vanno nella stessa tua direzione.
E' bello la domenica mattina arrivare al parchetto e scoprire che c'è un'altra coppia di conoscenti con "bassa quasi alta", che ti salutano a fatica in quanto impegnati a parlare con un'altra coppia basso dotata, presumibilmente compagno della scuola privata super chic.
E' bello trattenersi dal tirare un pugno al simpatico "bassoquasialto" della scuola privata che porge alla nostra Bassa uno dei suoi preziosi Gormiti e che, mentre lei sta per prenderlo, glielo sottrae dicendo "Noooo è mio non te lo do!" (della serie: Piccoli stronzetti crescono)
E' bello sentirsi salutare con un "Ciao Bassa, ciao mamma e papà della Bassa" dalla coppia di conoscenti che, oltre a non parlarti, non si degna neanche di chiamarti con il tuo nome.
E' bello scoprire che, siccome si tratta pur sempre del parchetto bilingue dove è impossibile trovare tutti italiani, gli unici che trovi molto simpatici sono una coppia mista lei araba e lui italiano dotati di Basso, semplicemente perchè sono molto easy e non si fanno troppe menate.

mercoledì 3 marzo 2010

w il bilinguismo!

DUE SETTIMANE FA:
"Sai che quasi tutti i bambini che quella Bassa incontra in ludoteca e al parchetto sono bilingue o addirittura trilingue"
"Ah, cavolo"

Questo discorso pseudo-sociologico sui cambiamenti delle abitudini dei bambini di oggi dovuti alla multiculturalità si preannuncia molto interessante.

"Già. Lei è quasi in minoranza a parlare una lingua sola"
"Ah"
"è un vero peccato che io e te non siamo stranieri o che non abitiamo all'estero"
"..."

Mi starà suggerendo che vuole cambiare Paese o che vuole cambiare marito?

"Però abbiamo una speranza. Ho letto su un sito che si chiama bilinguepergioco che potrei provare lo stesso a parlare in inglese con la Bassa"

Dunque per ora non si espatria e non si divorzia.

"Te lo dicevo anch'io da tempo. Ma tu dicevi che la tua pronuncia fa schifo"
"Sì, ma lì si dice che non c'è problema se poi le facciamo vedere dei dvd originali o prendiamo una baby sitter inglese"
"E posso sceglierla io la baby sitter inglese?"
"Certo, perchè no?".

Adoro il bilinguismo.

IERI

"Sai quel libro che sto leggendo?"
"Quale, quel mattone così alto che una volta che la Bassa l'ha fatto cadere ha bucato il pavimento ed è finito al piano di sotto?"
"Sì, Anna Karenina. Ecco, sai che già a fine ottocento nelle famiglie ricche russe facevano crescere i bambini bilingue o trilingue?"
"Certo che oggi non si inventa niente, eh".
"Eh sì, avevano già allora le tate straniere. Anzi, il romanzo si apre con il fratello di Anna Karenina che tradisce la moglie con la governante francese"
"Ah"
"Quindi ho deciso che per la Bassa il monolinguismo va benissimo"

Non finirò mai di stupirmi del modo in cui le donne siano volubili e facilmente condizionabili da fattori esterni, anche su questioni di una certa importanza.

venerdì 2 ottobre 2009

Parchetto bilingue

Il parco giochi dove portiamo di solito quella Bassa è incredibilmente bilingue. Non avrei mai detto che in una piccola città di provincia come quella in cui vivo ci fossero così tante coppie miste. Ogni giorno c'è un genitore che, inaspettatamente, si rivolge a un bimbo in una lingua straniera. FInora ho sentito spagnolo, francese, russo e tedesco. L'altro giorno c'era un papà che addirittura parlava in bergamasco. Che città multietnica! Spero che quella Bassa impari tutti gli idiomi, con la velocità di apprendimento che contraddistingue i bambini della sua età.
Per la cronaca, la mia teoria sulla lavatrice ha funzionato. è bastato staccarle la spina per un giorno per farla andare a posto. Misteri...