Visualizzazione post con etichetta linguaggio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta linguaggio. Mostra tutti i post

domenica 8 agosto 2010

CAAAAAAAAAANEEEEEEEEEE


Replica estiva: puntata 5
Non è un caso se lo scorso Natale la Bassa ha ricevuto in regalo 15 pupazzi raffiguranti dei cani (nella foto, una piccola rappresentanza).
Il fatto è che per mesi la mia coinquilina Bassa ha stressato il mondo con l'espressione: CAAAAAAAAAAAANEEEEEEEE!




Per scoprire l'origine di tutto questo, leggete qui. http://papaciaocacao.blogspot.com/2009/09/il-libro-stregato.html


Si evincerà così che la colpa, come da manuale, è sua: della Suocera!

lunedì 26 luglio 2010

La motivatrice

"Accidenti, mi sono fatto male"
"Non ti peoccupae. Vedai che passa" (Nota: La "erre" non è un suono che appartiene ala lingua Bassa)

"Cavolo non riesco proprio a fare questa cosa"
"No, non peoccupati. Vedai che 'iesci"

"Eh, ma no, di qui non riesco a passare"
"Sì, pova. Vedai che ce la fai"

"No, non ce la faremo mai e poi mai a preparare le valigie e partire senza che a tua mamma venga un esaurimento nervoso"
"No. Bassa va al ma'e"

Quando sembrano non esserci più speranze.
Quando credi che non ce la puoi fare.
Rivolgiti a quella Bassa.
Professione: motivatrice

martedì 22 giugno 2010

La cattiva Alta e la perfida Bassa

Driiin.
Nella vita ho poche certezze. Una di queste è che quando la Alta chiama prima delle 10 di mattina, c'è sempre uno scazzo in agguato, più o meno serio.
"Cosa è successo, stavolta?"
Voce affranta. Affrantissima. "Un disastro, un disastro. Lei mi odia"
"Chi lei?"
"La Bassa"
"Va beh, ci dovrai fare l'abitudine. Siete madre e figlia".
"No, tu non capisci, sono tristissima..."
"Ma su dai, non ha ancora due anni... cosa può avere fatto?"
"E' che lei voleva giocare alle costruzioni, io dovevo andare al lavoro e portarla da mia mamma ed ero in ritardo. E le ho detto "Portati dietro le costruzioni" ma lei niente. Allora l'ho lasciata giocare un po', ma alla fine l'ho sollevata di peso e l'ho portata via".
"Giusto, hai fatto valere la matria potestà"
"Già, ma lei piangeva e piangeva, per le scale, in macchina. Poi, mentre guidavo, ha smesso e mi ha detto "Sono arrabbiata". Proprio così"
"Bene. Esterna le proprie emozioni, è positivo"
"Sì, ma poi mi ha detto "Cattiva". E io devo aver fatto un faccia... e lei ha iniziato a fare un sorrisetto furbo e l'ha ripetuto "cattivacattivacattivacattiva". Ma io cattiva?!?! Perchè!?!"
"Ma ha capito che aveva colpito un punto debole e ha infierito. Ha aperto un varco e si è infilata... non farti abbindolare, quella è furba. "
"Ma io non me lo meritavo, capisci? io non me lo meritavo! l'ho portato in grembo 9 mesi, l'ho partorita, l'ho accudita e poi le costruzioni volevo portarle dietro!"
"Ma guarda che quella ha già capito tutto: lei ti dice che sei cattiva così tu ti intristisci e le fai fare quello che ha voglia"
"Ma io stasera glielo dico, che sono triste"
"No! Così lei fa la brava e non ti dice più cattiverie per compassione. E' tale e quale al suo ricatto"
"E quindi, cosa devo fare?"
"Mantieni questa linea: se ti fai mettere i piedi in testa è l'anarchia"
"Ma io non riesco, questo è il fallimento della mia linea pedagogica, sono una mamma cattiva"
"Non è che la stai mettendo giù un tantino dura?"
"No, tu non puoi capire. Sei cattivo".

giovedì 10 giugno 2010

Un esempio calzante

"Rondini fanno uiiiiiiiiii"
"Sì amore che bello stare qui sul balcone, guarda quante rondini!"
"Come fanno rondini?"
"Uiii, Bassa, fanno uiiii, l'hai detto tu un momento fa... soffri di amnesie a breve termine?"
"Cos'è mnesie?"
"Va beh, lasciamo stare... guarda la rondine mamma con la rondine papà e la rondinina! Senti che la rondinina fa i capricci? Perchè non vuole mangiare gli insetti come le dicono mamma e papà, ma vuole mangiare solo l'ovetto kinder!"
"Come Bassa?"
"Eh sì proprio come te che pocanzi facevi i capricci"
"Anche Bassa mangia insetti?"
"Ehm... no, non proprio".
"E rondine mangia ovetto kinder?"
"..."

Eppure l'esempio mi sembrava così calzante.
Questa bambina è una decostruttivista.

martedì 8 giugno 2010

Il paradiso degli scarafaggini

Scena: Esterno, giardino. Io e le mie due coinquiline, la Alta e la Bassa.

"Cooooos'èèèèèèè?" esclama la Bassa mentre raccoglie da terra qualcosa.
"Ma non so amore, fa vedere alla mamma..... BLEAH ARGH PFU CHE SCHIFOOOO E' UNO SCARAFAGGIO MORTO!!!" urla quella Alta lanciandolo via.
L'oggetto rimane inerte per terra. Stecchito.
"Ma che scarafaggio, è minuscolo, è uno scarafaggino" intervengo io per smorzare i toni.
La Bassa lo guarda con interesse. Poi domanda: "Ma... è felice scafaggino?!?!"
"Bah... felice... allo stato attuale non saprei... magari è nel paradiso degli scarafaggini e sì, si potrebbe definire felice..."
"Ma... è monello scafaggino?"
"Monello, no... Magari una volta sì, faceva disperare la sua mamma, ma adesso... proprio no. è morto".
"Motto" ripete la Bassa con lo sguardo pensieroso "Cos'è motto?"
"Beh... morto è quando non ti muovi più"
La bimba è perplessa. Forse pensa che allora fa bene lei che durante il giorno non sta ferma neanche un nano-secondo.
Riproviamo: "è quando l'anima lascia il corpo"
La Bassa alza il sopracciglio, sempre più pensierosa.
"è quando non senti più niente"
"è come se ti addormentassi senza più svegliarti"
"Bravo, così già fa fatica ad addormentarsi non lo farà mai più"
"Ma è tutta colpa tua. Se mi avessi fatto comprare il libro "Il mio papà sa tutto" ci sarebbe stata sicuramente una risposta. Invece non hai voluto e adesso non sappiamo come spiegarle la cosa".

mercoledì 3 marzo 2010

w il bilinguismo!

DUE SETTIMANE FA:
"Sai che quasi tutti i bambini che quella Bassa incontra in ludoteca e al parchetto sono bilingue o addirittura trilingue"
"Ah, cavolo"

Questo discorso pseudo-sociologico sui cambiamenti delle abitudini dei bambini di oggi dovuti alla multiculturalità si preannuncia molto interessante.

"Già. Lei è quasi in minoranza a parlare una lingua sola"
"Ah"
"è un vero peccato che io e te non siamo stranieri o che non abitiamo all'estero"
"..."

Mi starà suggerendo che vuole cambiare Paese o che vuole cambiare marito?

"Però abbiamo una speranza. Ho letto su un sito che si chiama bilinguepergioco che potrei provare lo stesso a parlare in inglese con la Bassa"

Dunque per ora non si espatria e non si divorzia.

"Te lo dicevo anch'io da tempo. Ma tu dicevi che la tua pronuncia fa schifo"
"Sì, ma lì si dice che non c'è problema se poi le facciamo vedere dei dvd originali o prendiamo una baby sitter inglese"
"E posso sceglierla io la baby sitter inglese?"
"Certo, perchè no?".

Adoro il bilinguismo.

IERI

"Sai quel libro che sto leggendo?"
"Quale, quel mattone così alto che una volta che la Bassa l'ha fatto cadere ha bucato il pavimento ed è finito al piano di sotto?"
"Sì, Anna Karenina. Ecco, sai che già a fine ottocento nelle famiglie ricche russe facevano crescere i bambini bilingue o trilingue?"
"Certo che oggi non si inventa niente, eh".
"Eh sì, avevano già allora le tate straniere. Anzi, il romanzo si apre con il fratello di Anna Karenina che tradisce la moglie con la governante francese"
"Ah"
"Quindi ho deciso che per la Bassa il monolinguismo va benissimo"

Non finirò mai di stupirmi del modo in cui le donne siano volubili e facilmente condizionabili da fattori esterni, anche su questioni di una certa importanza.

lunedì 8 febbraio 2010

La settimana del cos'è

Benvenuti nella settimana del cos'è.
Protagonista assoluta è la mia coinquilina Bassa dalla lingua lunga, che parlaparlaparla (sarà che l'uovo-che-fa-parlare-i-bambini ha funzionato davvero?).
Ormai ripete tutto, dice molto di sua iniziativa, è abile anche nel pronunciare le parole difficili (spostati, coccodrillo, eccola) e inizia anche a mettere insieme due parole (due a caso: "cane abbaia") e a contare ("uno, due, cinque").
La sua parola preferita della settimana è "cos'è". Lo chiede di tutto: coooos'è? con un tono cantilenante molto divertente. Cioè divertente una volta, due. Alla fine non si sopporta più. E in più inizia già a fare domande difficili.

"Cooos'è?"
"é una suora"
"Coooos'è?"
"Allora, una suora... è beh ecco..." Come cavolo si spiega una suora a una bimba di un anno e mezzo?

"Cooos'è?"
"Ma dove l'hai preso?"
"Cooos'è?"
"é colpa di quella Alta che lascia tutto in giro"
"Cooooos'è?"
"è un tampax"
"Pacsn. Cooos'è?"
"allora, un tampax... non vuoi andare a giocare con la cucina?!?!"

Lo sapevo. Dovevo comperare quel libro. Quando la Alta era incinta andammo in libreria per scegliere un libro di puericultura. L'unico che mi piaceva (sono contrario a tutti sti manuali che ti infarciscono di informazioni) si chiamava "Il mio papà sa tutto". Non ha voluto che lo comprassi perchè mi accusò di essere in preda a un delirio di onnipotenza. Oggi però sarebbe utile!

martedì 3 novembre 2009

Formichina, ciao ciao

Addio formichina che mangiava il pancino. Addio scarpine. Addio pure al cappellino, alla manina, al piedino e di conseguenza a tutti i Nino e Nina che la Bassa ha conosciuto fino a oggi, visto che ripete solo la finale delle parole. La causa siamo noi, genitori senza arte nè parte, che fino a oggi ci siamo abbandonati spudoratamente e senza ritegno alcuno alla scriteriata pratica di mettere il diminutivo a tutti i nomi.
Da oggi, si cambia: ed ecco le scarpe, il cappello, la mano e il piede.
La zia C., insegnante di asilo nido, è stata perentoria: le nuove frontiere della puericultura sono queste. Anche quella Alta ha confessato che i milioni di libri che ha letto sull'argomento dicevano lo stesso, ma tra il leggere e il fare...
Armati di buona volontà nel parlare a nostra figlia come a una persona grande e non come a una bambina piccolina (anzi, piccola!), ci siamo subito imbattuti in un ostacolo apparentemente insormontabile: la formichina che mangia il pancino, l'unico metodo conosciuto al mondo per farla star buona durante il cambio di pannolino. La formichina, peraltro, è entrata a fare parte del mondo della Bassa proprio per merito della zia C., che ora se ne lava le mani e si professa nemica dei diminutivi... un conflitto d'interessi bello e buono, insomma. Interrogata sulla questione, la zia C. ne è uscita con classe: "Si possono usare in caso di filastrocche o canzone già esistente". Va beh, dai la formichina la salviamo lo stesso anche se non è una vera e propria canzone: è questione di autoconservazione!