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mercoledì 14 luglio 2010

Il mio papà NON sa tutto

L'avevo addocchiato la prima volta quando la mia coinquilina Alta, immobilizzata dal pancione, mi aveva affidato una missione: "Vai in libreria a comprare un manuale d'istruzioni che ci spieghi come funziona un bebè". Tutti i manuali mi sembravano una collezione di luoghi comuni, volti a riempire la testa di cazzate. Tutti, tranne lui: "Il mio papà sa tutto".
Un titolo che era all'altezza del mio ego. Chiamo la Alta, le spiego le mie ragioni, lei non approva e pone il veto all'acquisto urlando improperi. Decido di non turbare il suo status e rimando l'acquisto.

Poi quella Bassa nasce, cresce e inizia a fare domande scomode e ne sento sempre più la mancanza. Finchè, finalmente, decido di comprarlo e lo ordino su internet.
Mi arriva a casa e inizio a leggerlo con grandissime aspettative.










Le premesse erano buone: è la storia di un papà/giornalista americano che ha raccolto le domande più curiose fatte dal figlio e da altri bimbi e ha cercato le risposte con l'aiuto di esperti.
Io mi aspettavo un elenco di domande curiose e divertenti, magari divise per argomento, con le rispettive risposte.

E invece no.

Il tizio racconta la storia della sua vita: di quando era piccolo, di quando è cresciuto e si è sposato... cose che a me non interessano minimamente. E va beh, penso, magari questo è solo l'inizio, per contestualizzare, poi ci saranno le domande e le risposte.
Di domande qua e là ce ne sono di interessanti. Di risposte, neanche l'ombra.


Anzi, la situazione peggiora.

Secondo capitolo: la moglie un bel giorno accompagna il bambino di quattro anni in biblioteca ("perchè la cultura è importante, è la base di tutto" si premura a spiegare), dove incontra altri bambini della stessa età che sanno tutto sul sistema solare e lo spazio.
Suo figlio invece, non conosce l'argomento.

E va beh, ha solo quattro anni, penso io.

Invece no: la mamma corre a casa in preda al panico, lancia l'allarme e si mettono tutti quanti a studiare il sistema solare per farlo stare al passo con i coetanei, che hanno più nozioni di lui sull'argomento.

Ora... A me questo tipo di atteggiamento basta per farmi odiare lui e tutta la sua famiglia.

Per rispondere alle domande della Bassa non mi resta che iscrivermi alla facoltà universitaria di Tuttologia.

mercoledì 23 giugno 2010

Una luna

Sera, a casa.

In classico stile Homer Simpson (un faro nella notte e una guida per noi uomini tutti), mi trovo stravaccato sul divano a guardare, con una birra fredda in mano, una partita di calcio del Mondiale in full HD (canale 501) sulla mia televisione LCD ribattezzata amichevolmente "Il mostro" . E' il giusto epilogo della mia giornata lavorativa.

"Vieni, papà"
Ultimamente la Bassa è rientrata nella fase "Adoro il mio papà", dopo aver attraverso quelle "Non sopporto il mio papà", "Non posso neanche vederlo" e "Papà chi?".

Ora è tornata ad adorarmi e a voler dormire sulla mia pancia (che tanto poi non dorme, perchè lei non dorme mai... ma basta il pensiero). Io invece di adorarla non ho mai smesso, anche adesso che la notte continua a svegliarsi... però i Mondiali sono sempre i Mondiali e un uomo ha le sue priorità.

Mi attardo sul divano fingendo di non sentirla, con la tipica capacità contenuta nel cromosoma Y che mi consente di sentire senza ascoltare qualsiasi suono estraneo mentre guardo la tivvù.

"Vieni, papà. Devo farti vedere cosa ho trovato".

Giuro, parla proprio così, a neanche due anni, non è che traduco per licenza poetica o orgoglio paterno. Visto che fingo di non sentire, la Bassa passa all'azione: mi prende la manina e mi porta con decisione sul micro-balcone (ormai quasi interamente occupato dal mio orto pensile composto da: tre cassette di insalata, piantine taglia gigante di pomodori, una super zucchina. Il tutto addirittura dotato di impianto di irrigazione ad ala gocciolante: perchè sono pigro, ma ingegnoso).

Alza lo sguardo e indica con il ditino:
"Ho trovato una luna".

È vero: nel cielo ancora azzurro si vede un pezzo di luna, vicino al campanile della chiesa.

La stella invece ce l'ho qui da parte.
E brilla come mai.

martedì 8 giugno 2010

Il paradiso degli scarafaggini

Scena: Esterno, giardino. Io e le mie due coinquiline, la Alta e la Bassa.

"Cooooos'èèèèèèè?" esclama la Bassa mentre raccoglie da terra qualcosa.
"Ma non so amore, fa vedere alla mamma..... BLEAH ARGH PFU CHE SCHIFOOOO E' UNO SCARAFAGGIO MORTO!!!" urla quella Alta lanciandolo via.
L'oggetto rimane inerte per terra. Stecchito.
"Ma che scarafaggio, è minuscolo, è uno scarafaggino" intervengo io per smorzare i toni.
La Bassa lo guarda con interesse. Poi domanda: "Ma... è felice scafaggino?!?!"
"Bah... felice... allo stato attuale non saprei... magari è nel paradiso degli scarafaggini e sì, si potrebbe definire felice..."
"Ma... è monello scafaggino?"
"Monello, no... Magari una volta sì, faceva disperare la sua mamma, ma adesso... proprio no. è morto".
"Motto" ripete la Bassa con lo sguardo pensieroso "Cos'è motto?"
"Beh... morto è quando non ti muovi più"
La bimba è perplessa. Forse pensa che allora fa bene lei che durante il giorno non sta ferma neanche un nano-secondo.
Riproviamo: "è quando l'anima lascia il corpo"
La Bassa alza il sopracciglio, sempre più pensierosa.
"è quando non senti più niente"
"è come se ti addormentassi senza più svegliarti"
"Bravo, così già fa fatica ad addormentarsi non lo farà mai più"
"Ma è tutta colpa tua. Se mi avessi fatto comprare il libro "Il mio papà sa tutto" ci sarebbe stata sicuramente una risposta. Invece non hai voluto e adesso non sappiamo come spiegarle la cosa".

martedì 4 maggio 2010

The Hammer

"Leggi stooooria leggi leggiiiii stoooria"
"Sì un attimo che ti prendo il libro"
"Stoooooria storia leggi leggiiii"
"Amore n'attimo eh?
Va. Dopo un secondo torna con il libro e te lo sbatte in faccia
"Stooooria!!! leggi leggi storia!!! leggi! stoooria. Stooriaaaaaa!"


La Bassa, detta anche la dea kalì, si accompagna sempre con i bambolotti vintage che furono della Alta, "i fiammiferini" ("Mioooo mioooooo!" "Sì amore ora è tuo, ma una volta era della mamma...." "Mioooo, mioooooo!" "Va bene, è tuo") e due paperette di gomma. Il tutto tenuto dalle sue manine che spesso ne perdono qualcuno per manifesta insufficienza numerica. In questi casi è la tragedia:
"'bolotto! bolotto! dov'è bolotto? bolotto mioooo bolotto bolotto dov'èèèèè!?!?
"Non so sarà qui"
"bolotto bolottoooooo! dov'è?"
Inizia scena madre buttandosi per terra e genuflettendosi.
"bolotttooooo bolottooooooooo"
Partono le ricerche, coaudivati da un team di speleologi per avventurarsi sotto mobili e divani.

"Bagnooo bagnoooo ioooo bagno! bagno bagnooooo"
"Ma l'hai già fatto ieri, e il giorno prima di ieri, e ancora il giorno prima. Sei la bimba più pulita dell'universo"
"Bagnoooo bagnoooooo"
"Va beh. Aspetta che facciamo scendere l'acqua"
"Bagnoooo bagnooooo!"
"E che caspita, ci hai messo nove mesi a nascere, puoi aspettare nove secondi per fare il bagno?"

"Andiamoooo! andiamoooo! Giroooo!"
"Ma sono le sei di mattina? dove vuoi andare, dormi!"
"Andiamoooo! andiamooooo!". Prende la mano e trascina il malcapitato con sorprendente forza.
"Andiamoooo! Andiamooooo!".

Per questi e altri similari episodi la Bassa è stata ribattezzata "the Hammer".
La Alta sostiene che abbia preso questa particolare predisposizione di carattere da me, argomentando che quando c'è qualcosa che mi interessa divento particolarmente... insistente.
Io riconosco queste caratteristiche in mio papà, detto anche il Nonno Judo per il suo amore ossessivo per questa disciplina che, per altro, non ha mai praticato in vita sua. Ma, grazie alla modalità "hammer" è riuscita a farlo praticare a tre figli su tre e a tre nipoti su cinque (e solo perchè gli altri non hanno ancora raggiunto l'età legale per praticarlo).

giovedì 15 aprile 2010

Logica Bassa

Ora che la Bassa parla (discretamente, aggiungerei con orgoglio paterno) ci sono delle cose che dice che mi danno da pensare.

Sfogliando un libro.
"Guarda, quanti bei pesciolini che nuotano in fondo al mare. Questo è il pesce pagliaccio..."
"Bello!"
"E poi la balena, un pesce rosso, un altro giallo di cui non so la razza dunque sorvoliamo... e poi c'è il polpo (non polipo, Ndr)"
"Buono!"
Buongustaia.

Tra le lacrime quando piange:
"Vadoooo viaaaaa!!!"
"E dove vai, di grazia?"
"Al lago"
Ma tu non sai neanche cos'è, un lago.

"Bimbo!"
"Hai visto! Ecco un bimbo!"
"Bacio bocca!"
Ohibò, certo non va tanto per il sottile, la ragazza. Bisognerà farle un discorsetto

martedì 23 marzo 2010

Il decalogo della PBV

Capita, quando ancora non hai figli, di imbatterti in bambini dai comportamenti impossibili e di pensare con arroganza e sicurezza: "Se avrò un figlio, non permetterò MAI che si comporti così". Poi si passa dalla teoria alla realtà e ti accorgi, improvvisamente, che anche tua figlia è diventata proprio come quei bambini insopportabili.

Non so esattamente il momento in cui è successo, ma la situazione con la Bassa ci è sfuggita di mano. E abbiamo anche smesso di cercare di recuperarla.

Così ho deciso che farò un falò con tutti i manuali di pedagogia che ha letto, inutilmente, la mia coinquilina Alta, mettendo in cima alla pigna "Io e il mio rimbambino", una rivista che ho severamente vietato alla Alta di leggere perchè le riempiva la testa di scemenze e paranoie.

Se non puoi sconfiggere il tuo nemico, non resta che allearti con lui. Anzi con lei. Per questo ho deciso che scriverò un manuale pieno di trucchi e metodi per crescere dei perfetti bambini viziati. Un obiettivo che non è così facile raggiungere come potrebbe sembrare a prima vista. Noi abbiamo ancora delle pecche, ma ci stiamo impegnando.

1) la Perfetta Bambina Viziata (d'ora in poi PBV) ottiene SEMPRE quello che vuole. Lo fa urlando, piangendo, trattenendo il fiato, disperandosi. Se con i genitori questa tecnica non dà successo, si consiglia di provare con i nonni o, meglio ancora se disponibili, i bis-nonni. Il successo è assicurato (mica possiamo prenderci tutto il merito noi, eh!)

2) La PBV non si addormenta MAI da sola nel proprio lettino. Lo fa solo nel lettone, in compagnia di entrambe i genitori. Di solito non tollera nemmeno alcuno spostamento notturno nel lettino (e noi ancora la spostiamo, mannaggia)

3) La PBV mangia solo quello che vuole lei, all'ora che vuole lei, dove vuole lei. L'ottimo sarebbe mangiare del cioccolato o del gelato, imboccata, sul divano, mentre guarda i cartoni (pur non disdegnando quest'ultimo scenario, la Bassa è felice di stare sul seggiolone dove mangia tutto, anche le verdure - meglio se il cibo è pucciato nell'acqua tipo "orsetto lavatore")

4) In casa la televisione esiste SOLO per guardare i cartoni preferiti dalla PBV e nient'altro (direi che ci siamo quasi... è nostra solo dopo le nove)

5) La PBV può scegliere in qualsiasi momento con chi vuole stare e con chi no. La persona non prescelta deve allontanarsi IMMEDIATAMENTE per non turbare ulteriormente la PBV (stiamo facendo ultimamente dei grandi progressi in questo senso)

6) Se la PBV vuole andare in braccio, dovrà andare immediatamente in braccio. Non importa quanto pesi, le condizioni di salute del soggetto portante. (la Alta dà ancora segni di ribellione, ma si adeguerà. La suocera intanto si è sfasciata la schiena, ma resiste)

7) La PBV non chiede, ma ottiene. Tutto quello che vuole SUBITO, QUI e ORA (qui non ci siamo ancora. capita solo qualche volta quando sono distratto. come quando le ho aperto un pacchetto di patatine a mezzogiorno mentre guardavo you tube sul pc)

8) La PBV è difesa a oltranza dei genitori che difendono eventuali comportamenti poco sociali definendoli "estroversi" o "originali" (beh, ma la nostra è davvero estroversa e originale. ed è anche la miglior bambina mai esistita sulla faccia della terra, e che caspita)

9) La PBV indossa solo abiti firmati e ha tutti i giocattoli possibili e immaginabili (qui non ci siamo proprio....)

10) La PBV ha uno stuolo di persone dedicate solo a lei, che la venerano, la coccolano e la riempiono di complimenti (certo che sì!)

giovedì 11 febbraio 2010

Meglio una mucca

Ecco, non mi guarda più.
In questo periodo esco la mattina presto prima che si svegli, torno che lei ha già mangiato e sta guardando Pippi sul divano con la sua mamma.
Mi vede e sembra posseduta: "Tu viaaa viaaaa noooooooo" urla fendendo con violenza il braccio.
"Amore di papà, vieni in braccio, dai ti dò un bacino"
"Nooooooo via viaaaaa"
"Ma come?!?! Fino a poco tempo fa quando tornavo a casa mi accoglievi festante e gioiosa, ora non tolleri nemmeno la mia vista?!?!"
"Devi parlarci, starci insieme. Ti vedo poco, è normale che faccia così, è arrabbiata" mi spiega la Alta con pazienza, scandendo bene le parole.
"Va beh, parliamone. Amore che hai fatto oggi?"
"Nonno"
"Sei stata con il nonno! Brava gioia! Adesso ti posso dare un bacino?"
"NOOOOOOOOOO VIAAAAAA"
"Devi avere pazienza, mica si fa un attimo, i rapporti si costruiscono" interviene la Alta.
"Va beh. E che hai fatto con il nonno gioia bella?"
"Cane"
"Ah, avete visto un cane. Bravi. Me lo dai un bacio?"
"NOOOOOOOOOOOO"
"Uff... E dopo il cane?"
"'ucca"
"Una mucca? e dove cavolo l'hai vista una mucca"
"No, è che è andata con il nonno dal macellaio"
"Dunque come mucca intende i pezzi squartati presenti sul banco?"
"No, c'era una riproduzione gigante di una mucca"
"'ucca! Cara, cara" cinguetta felice la Bassa, mimando il gesto delle carezze
"Amore, hai fatto le carezze alla mucca, brava!"
"'acino! smack!" dice la Bassa e dà un bacino.
"Cioè, fammi capire. Tu hai dato un bacio alla prima mucca che incontri per strada e non al tuo papà?!?!"

Sono sempre più depresso e sconfortato. La Alta dice che ci devo giocare per recuperare la sua fiducia, così anche se sono stanco morto giochiamo sul divano.
"Op op cavallino... ma che puzza! Ma che puzza disumana! alta, bisogna cambiare la Bassa"
"Sei sicuro che non sia una super-puzza e basta?"
"Sicuro" dico mentre indosso la maschera antigas.
"guarda che era già successo una volta che pensavamo..."
"no no, syavolta sono sicuro. Non ci sono dubbi"
"va beh, allora cambiala tu perchè il cambio del pannolino è indispensabile per rafforzare il rapporto padre figlia"
"..."
Se devo farlo, lo faccio. Ma cambiare la Bassa ormai è diventata una specialità olimpica. Non sta ferma un secondo, si gira, urla si dimena.
La metto sul fasciatoio, la spoglio, apro il pannolino.
Vuoto.
Noooooooooo!
"Gnnn (inconfondibile inflessione acida nella voce) ecco lo sapevo te l'avevo detto, mò' rivestila"
è troppo, la imploro di farlo lei.
Domani è un altro giorno.