Un titolo che era all'altezza del mio ego. Chiamo la Alta, le spiego le mie ragioni, lei non approva e pone il veto all'acquisto urlando improperi. Decido di non turbare il suo status e rimando l'acquisto.
Poi quella Bassa nasce, cresce e inizia a fare domande scomode e ne sento sempre più la mancanza. Finchè, finalmente, decido di comprarlo e lo ordino su internet.
Mi arriva a casa e inizio a leggerlo con grandissime aspettative.
Le premesse erano buone: è la storia di un papà/giornalista americano che ha raccolto le domande più curiose fatte dal figlio e da altri bimbi e ha cercato le risposte con l'aiuto di esperti.
Io mi aspettavo un elenco di domande curiose e divertenti, magari divise per argomento, con le rispettive risposte.
E invece no.
Il tizio racconta la storia della sua vita: di quando era piccolo, di quando è cresciuto e si è sposato... cose che a me non interessano minimamente. E va beh, penso, magari questo è solo l'inizio, per contestualizzare, poi ci saranno le domande e le risposte.
Di domande qua e là ce ne sono di interessanti. Di risposte, neanche l'ombra.
Anzi, la situazione peggiora.
Secondo capitolo: la moglie un bel giorno accompagna il bambino di quattro anni in biblioteca ("perchè la cultura è importante, è la base di tutto" si premura a spiegare), dove incontra altri bambini della stessa età che sanno tutto sul sistema solare e lo spazio.
Suo figlio invece, non conosce l'argomento.
E va beh, ha solo quattro anni, penso io.
Invece no: la mamma corre a casa in preda al panico, lancia l'allarme e si mettono tutti quanti a studiare il sistema solare per farlo stare al passo con i coetanei, che hanno più nozioni di lui sull'argomento.
Ora... A me questo tipo di atteggiamento basta per farmi odiare lui e tutta la sua famiglia.
Per rispondere alle domande della Bassa non mi resta che iscrivermi alla facoltà universitaria di Tuttologia.