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martedì 31 agosto 2010

L'estinzione delle tartarughe

"Come mai lo chiamate "coca"? Sarà mica uno che sniffa, eh?" chiedo alla mia coinquilina Alta.
"Chi, l'amico dei miei? Ma va! è che quando l'abbiamo conosciuto, dieci anni fa, ricordava quello della pubblicità della coca cola light, quello che faceva il muratore e si toglieva la maglietta mostrando gli addominali scolpiti a tartaruga"

"Ah. A vederlo ora non si direbbe"

"Eh sì, poi si è sposato ed è successo il patatrac".

"Beh, anch'io prima di conoscerti avevo la tartaruga"

"Seee, e poi, cosa è successo?"

"Beh, poi si è girata. Ora è dalla parte del guscio".

giovedì 10 giugno 2010

Un esempio calzante

"Rondini fanno uiiiiiiiiii"
"Sì amore che bello stare qui sul balcone, guarda quante rondini!"
"Come fanno rondini?"
"Uiii, Bassa, fanno uiiii, l'hai detto tu un momento fa... soffri di amnesie a breve termine?"
"Cos'è mnesie?"
"Va beh, lasciamo stare... guarda la rondine mamma con la rondine papà e la rondinina! Senti che la rondinina fa i capricci? Perchè non vuole mangiare gli insetti come le dicono mamma e papà, ma vuole mangiare solo l'ovetto kinder!"
"Come Bassa?"
"Eh sì proprio come te che pocanzi facevi i capricci"
"Anche Bassa mangia insetti?"
"Ehm... no, non proprio".
"E rondine mangia ovetto kinder?"
"..."

Eppure l'esempio mi sembrava così calzante.
Questa bambina è una decostruttivista.

martedì 1 giugno 2010

Il vitello dai piedi di balsa

Domenica mattina.
Abbiamo ospiti a pranzo e la Alta sta cucinando quantità industriali di cibo che servirebbe a sfamare l'intero Burkina Faso per una settimana. L'ambizioso piano della mattina prevede di:
- terminare di cucinare (lei)
- riportare la casa in uno stato di ordine apparente (io)
- apparecchiare la tavola (io)
- uscire a fare un giretto (noi)
- rientrare per le 11.30 (noi)


Ai più attenti sarà già balzato all'occhio che si tratta di un piano chiaramente irrealizzabile. Soprattutto svegliandosi alle nove.

Ma noi, amanti delle missioni impossibili, decidiamo di aggiungere un ulteriore grado di difficoltà: lasciare la Bassa senza pannolino. Anche perchè dopo aver saputo che c'è un bambino di un anno che ormai da mesi è molto avanti sull'argomento grazie a un metodo chiamato "Elimination comunication", è chiaro che non c'è più tempo da perdere. E decidiamo di intervenire subito con un metodo da me inventato, ribattezzato: "spannolination competition". Il metodo consiste nel togliere il pannolino alla Bassa invitandola a dirci quando sente l'esigenza di espletare i suoi bisogni fisiologici. Anticipo subito che si tratta di un metodo che va perfezionato.

Dopo circa due minuti senza pannolino, infatti, la Bassa si fa la pipì addosso. Sul parquet. O meglio, sul mio parquet modello Iroko finito a cera.
Urge ripulire immediatamente prima che ci siano danni permanenti. Mentre il pavimento è bagnato quella Bassa ci corre sopra e scivola (l'immagine è quella classica dei film comici in bianco e nero, quando un tizio scivola sulla buccia di banana). La Bassa picchia la testa e ne segue dramma che evolve per i successivi 15 minuti (niente di grave, ma la ragazza ha una certa genetica tendenza alla drammatizzazione).

Finalmente rinfrancata, la Bassa va in cameretta a giocare. Dopo poco si sente un inconfondibile odorino sprigionarsi nell'aria. Ed è la fine, perchè è ancora senza pannolino.
Dopo aver di nuovo ripulito il tutto, decidiamo di rimettere il pannolino (il motto è: meglio tardi che mais).
In fretta e furia cerchiamo di sistemare la casa per l'arrivo degli ospiti, ovviamente rinunciando al giretto prepranzo (e anche all'ordine apparente. Apparecchiare lo facciamo dopo che sono arrivati...).
Consumiamo quantità pantagrueliche di cibo innaffiate da un vino "Primitivo di Manduria", il cui elevato tasso alcolico influirà sui successivi eventi.
Un ospite viene quasi ucciso da una lisca di branzino assassino e gli sforzi culinari della Alta naufragano miseramente di fronte all'importanza della vita umana.
Alla fine tutti sopravvivono e mi viene affidato il compito di preparare il caffè. Accade accidentalmente che, nel farlo, mi cada sui piedi un contenitore pieno di salsa tonnata. Che si sparge su tutto il pavimento. E così divento il vitello con i piedi tonnati della canzone di Elio ("vitello dai piedi di balsa, la tua storia è falsa").
Trascorro il resto della giornata cantando una delle più meravigliose canzoni della musica italiana:

«Nel boschetto della mia fantasia c'e' un fottio di animaletti un po' matti inventati da me, che mi fanno ridere quando sono triste, che mi fanno ridere quando sono felice, che mi fanno ridere quando sono medio; in pratica mi fanno ridere sempre, quel fottio di animaletti inventati da me.
C'e' il vitello con i piedi di balsa il vitello con i piedi di spugna e indovina chi c'e'? C' e' pure il vitello coi piedi di cobalto , c'e' il vitello coi piedi tonnati quattro ne ho inventati, sono gli animali della mia e della tua fantasia».

mercoledì 26 maggio 2010

Apologia

Non mi basti mai.
Senza te mi sento perduto.
Sei il mio punto fermo nella tempesta che sovente scoppia nella micro casa, un punto di riferimento, un'ancora, una bussola.
Grazie a te asciugo lacrime, soffio nasi e pulisco bocche.
Grazie a te ripulisco pavimenti e pianali della cucina e dono un volto dignitoso al divano.
Grazie a te raccolgo tutte le sostanze fisiologiche che la mia coinquilina Bassa da quasi due anni a questa parte spruzza in giro per casa e che altrimenti non saprei proprio come approcciare.
Nelle situazioni più difficili, basta bagnarti per risolvere tutti i problemi.
Senza te la mia vita sarebbe diversa: non saprei come ripulire il seggiolone, ma neanche come intervenire per pulire le lorde manine di quella Bassa che ancora mangia con le mani
Ti uso smodatamente e vengo spesso redarguito perchè mi si dice che uno strappo potrebbe essere sufficiente, ma io preferisco andare sul sicuro e non ne faccio mai meno di 6.
Per questo acquisto solo rotoli di dimensioni gigantesche, non quei piccoli scottex che io finirei in due strappi e un paio d'ore.
Ti uso e poi ti butto senza ripensamenti, senza che tu ti lamenti.

Perchè io lo so che tu, caro asciugone, ne sei profondamente felice.


NOTA BIOGRAFICA: Tempo fa, avevo preso la buona abitudine di imparare una nuova parola al giorno. Poi, visto che sono persona inconstante e inconcludente, ho abbandonato il progetto, con gravi ricadute sul mio eloquio.
In seguito mi sono ripromesso di leggere il dizionario, ma questo aveva il non trascurabile difetto che facevo dei periodi a usare molte parole con la A, poi con la B, peraltro senza poter anelare, per via della mia dichiarata inconstanza, di conoscere il significato delle parole "Uzzolo", "sineddoche" o "zeriba".
Ho deciso dunque di rispolverare una parola che è molto in voga, Apologia (Discorso in difesa di qualcosa o di qualcuno, definizione che conosco trattandosi di parola che inizia con la "a"). e ho scelto di fare un apologia all'asciugone, mio fidato compagno di mille e più avventure.



NOTA BIOGRAFICA/2: L'apologia dell'asciugone è in stridente contrasto con il post eco compatibile di ieri. Ma ahimè, sono un uomo dalle mille e più contraddizioni.

martedì 25 maggio 2010

La stratega

Sera, a casa.
Sono sul divano e guardo la televisione.
"Papà, apri cracker?"
Siccome sto guardando la televisione e sono un uomo, la mia attenzione è rivolta a quello che sto vedendo in questo momento, che non so cosa sia ma è sicuramente la cosa più interessante che io abbia mai visto e dalla quale non posso distrarmi. E poi io ho la capacità di focalizzarmi su un solo obiettivo alla volta, difficilmente posso ascoltare qualcuno mentre guardo la televisione. E se mi trovo un pacchetto di cracker in mano e sento una voce che dice "apri", lo apro senza farmi troppe domande.
Faccio per prendere il pacchetto quando sento tuonare una voce alle mie spalle: "NON OSARE APRIRE QUEL PACCHETTO!!! Punto primo sono le 10 di sera e non si mangiano cracker alle 10 di sera, punto secondo sono tutti sbriciolati e finiranno sul divano e punto terzo le ho già detto io di no, se ora tu lo apri vanifichi i miei sforzi educativi".
Lo restituisco alla Bassa e le spiego: "No, Bassa, non si può perchè blablabla".
La Bassa reclina la testa, sbatte le palpebre e mi chiede con voce dolce:
"Papààà, apri cracker?"
"No" dico, inflessibile. Anche perchè la Alta mi tiene un revolver puntato sulla schiena.
Allora tenta con la strategia imperativa:
"Papà! Apri cracker!"
Alla risposta negativa, entra dunque in funzione la modalità "hammer": "Apricrackerapricrackerapricrackerapricracker" (che peraltro è uno sciolilingua interessante).
Constatato il fallimento anche di questa strategia, si prova con la modalità "sceneggiata napoletana" che prevede un colorito melodramma in cui lei si butta per terra e urla "UEEEEE....... APRIII CRACKERRRR..... UEEEEEEEEEEE"
Ma io sono inflessibile (il revolver sulla schiena aiuta).
Constatato il fallimento delle sue tecniche, la Bassa annuncia solenne. "Vado via a casa mia".
E se ne va.

giovedì 20 maggio 2010

La pizza di Milano

La vera pizza, quella buona, non è quella di Napoli o dintorni, come potrebbero ritenere i più superficiali. Ma è quella di Milano.
Lo ha decretato la mia coinquilina Bassa, entusiasta sostenitrice delle pizzette di piazza Cadorna che talvolta acquisto nel mio pendolarismo di rientro per consolarmi della dura giornata di lavoro(con buona pace della frutta che mi porto dietro la mattina con i buoni propositi e che resta sempre lì, in fondo alla mia valigetta).
La mia coinquilina Bassa, gastronomicamente parlando, ha gusti impeccabili.
La mattina non vuole il latte ma predilige qualcosa di salato: di solito formaggio, anche se preferirebbe la pasta (purtroppo difficilmente reperibile a quell'ora). "Ma lasciala fare, non fare l'apprensivo.... deve sperimentare!" mi ammonisce la Alta quando una volta l'ho trovata che mangiava fragole e prosciutto cotto.
La Bassa adora dolci e gelati, con preferenza per i pasticcini (che mangia con la stessa foga con cui Terence Hill e Bud Spencer si avventano sul cosciotto di maiale, ma del resto ogni volta che si siede sul seggiolone non è esattamente una lady). E non potrebbe essere altrimenti, visto che vicino a casa dei nonni dove trascorre tutto il giorno gli unici negozi esistenti sono la Lindt e il MacDonald. Non per fare i pignoli, però quando la quinta parola che uno dice nella sua vita è Lindt un po' ti preoccupi...
Ultimamente ha avuto una richiesta molto raffinata che purtroppo non ho saputo soddisfare: il gelato crudo. Proprio così diceva "Gelato crudo". E che sarà mai?!

venerdì 7 maggio 2010

La frutta pendolare

Il sabato, nella parcheggio della posta, ci sono 4 bancarelle in croce che a vederle nel nostro mondo di mega mercati e super iper centri commerciali fanno quasi tenerezza.
Vendono prodotti di aziende della zona, è un'iniziativa della Coldiretti per sostenere il commercio locale. Ci sono formaggi, yogurt, frutta (poca, che qui da noi adesso non si va più in là di pere, mele e kiwi), verdura, carne, miele, vino... Tutto ha dei prezzi ragionevoli e, soprattutto, dei sapori buoni e genuini, come una volta.
All'inizio c'era poca gente, poi la voce dev'essersi sparsa e c'è chi ha addirittura si è modernizzato e ha messo il numerino per la coda. Altri invece non l'hanno fatto e tocca litigare con le vecchine... che non è mai un bello spettacolo.
E queste sono le verdure a km zero che abbiamo preso la buona, sana e consapevole abitudine di acquistare da qualche mese a questa parte.

Poi c'è la frutta a km. 1000. Quella che io ogni giorno infilo nella mia borsa del pendolare e porto con me sull'autobus, sulla metropolitana e poi nel tragitto a piedi, fino ad arrivare al mio posto di lavoro a Milano. L'ammirevole obiettivo è consumarla tra un pasto e l'altro.
La realtà è che, ogni giorno, la frutta resta dimenticata in fondo alla borsa e la sera ripercorre con me il solito percorso: tragitto a piedi, metropolitana, bus e casa.

Perchè l'importante nella vita è essere coerenti.

venerdì 9 aprile 2010

L'indiano/2

Appena entriamo al ristorante quella Alta è agitata per due motivi:
1) lo stato di salute della Bassa
2) ha mangiato poco a pranzo "per lasciare spazio al cibo indiano" e ora è nella sua tipica crisi ipoglicemica pre-pasto che ha come sintomi nervosismo, intolleranza e inflessione acida nella voce riconoscibile dal suono "gnnnn"
3) (avevo detto due?) Di fronte all'amletico dilemma "menù degustazione vegetariano" o "menù degustazione carne speciale" ha deciso che io ne avrei preso uno, lei l'altro, e poi si sarebbe fatto a metà. Ma poi si è pentita perchè sa che fare a metà con me non è mai una buona idea in quanto mangio più di lei e più in fretta di lei.

Finalmente arriva il cibo, siamo sommersi da tonnellate di pane naan, pollo tandoori, gamberetti al curry, riso bianco, riso bianco speziato, lenticchie, piovono litri di birra indiana... quella Alta placa la fame e dalla Base giungono notizie confortanti sullo stato di salute basso (che comunque aveva 37.5 di febbre e, come dice il mio saggio collega: nella scala dei bambini fino ai 38 non si considera neanche febbre).

Tra i partecipanti al mondano evento c'è anche il mio ex pseudo capo che è andato in pensione a dicembre, quello con l'animo da cabarettista, . Quello che è più impegnato ora di quando lavorava, che segue corsi di tai chi e di chitarra, che va alle terme, alle mostre e al cinema, e che ha uno stuolo di donne ai suoi piedi e che dopo pranzo, caschi il mondo, si fa la penichella. Quello che, tanti anni fa, diede ben 10mila lire a una zingara perchè l'aveva apostrofato dicendo in tono sincero: "Cavolo, ma sei uguale a Marlon Prando". ("Se li era meritati tutti!")

Appena lo vedo, fuori dal ristorante, non posso non notare quanto è in forma. Sfoggia il capello lungo bianco neve, il pizzetto coordinato e la sciarpina d'ordinanza.
"Cavolo, sembri ancora più giovane dell'altra volta"
"Grazie. Però adesso entriamo che ho il raffreddore..."

In Cina hanno molto riso (anche in India, per la verità...).

martedì 6 aprile 2010

Chi è Daniela?

L'anno scorso, a Pasqua, la Bassa ha aperto il suo primo uovo di cioccolato e all'interno ha trovato la sua prima sorpresa: un portachiavi a forma di prosciutto crudo (!).

Quest'anno il premio "Miglior sorpresa dell'uovo di Pasqua" è stato vinto ex equo da tre dei miei quattro nipoti, che hanno trovato nell'uovo che abbiamo loro regalato (tutti uguali e con carta rigorosamente azzurra) un orsetto di peluche che indossava una maglietta su cui compariva la scritta "Daniela".

La Pasqua, comunque, è ufficialmente la festa preferita della Bassa, che proprio l'anno scorso conosceva per la prima volta il cioccolato e se ne innamorava. Caratteristice che, peraltro, dev'essere genetica, visto che io sono un appassionato consumatore di cioccolato.
Durante quest'anno il suo amore per il cioccolato è cresciuto a dismisura, alimentato dalle barrette kinder che al supermercato riconosce a mille chilometri di distanza (anche perchè le posizionano sempre ad altezza bassi... diabbbolici!); e ha raggiunto l'apice quando, a Natale, hanno aperto lo spaccio della Lindt (e mica pizza e fichi) a due passi dalla casa dei nonni. I miei suoceri ormai sono di casa, hanno ricevuto la golden card e hanno acceso un nuovo mutuo.

Da settimane la Bassa puntava l'uovo in alto sulla mensola, fiutando probabilmente l'odore del cioccolato. Giunta finalmente la Pasqua ha potuto aprirlo. Scartato l'involucro, si è impossessata dell'uovo con tutte e due le mani e ha iniziato a mangiarlo senza mollarlo a nessuno se non dietro pianti e capricci ("E' mioooooo!!!"). La stessa scena si è ripetuta con tutte le uova che ha aperto durante la giornata, mentre della sorpresa non gliene poteva fregà di meno (forse era traumatizzata del prosciutto crudo dell'anno scorso).

Tuttavia, visto che non sembra giusto ridurre la Pasqua a un uovo di cioccolato, abbiamo lavorato per togliere la patina di consumismo che avvolge questa festa. Dunque abbiamo acquistato una Bibbia per Bassi e abbiamo cercato di spiegarle che si festeggia perchè Cristo è risorto. Devo dire però che le uova di cioccolato hanno avuto ben altro impatto.

giovedì 1 aprile 2010

I dissociati

"Basta! Da domani si cambia registro! manca poco all'estate e urge un programma d'urto per tornare in forma. Poche regole, ma semplici: niente dolci, alcolici, fritti e insaccati, più frutta e verdura, ma soprattutto dobbiamo fare la dieta dissociata. Ovvero carboidrati e proteine non si devono MAI incontrare nello stesso pasto, saranno come il giorno e la notte, come l'aglio e i vampiri, come la lecciso e albano, come quello Basso e i giudici..."
"ok, hai reso l'idea"
Fiaccato dalla primavera e dal lavoro eccessivo, accolgo di buon grado questa decisione perentoria della Alta. Che quando decide una cosa, è quella.

1° giorno, cena: Pasta con panna e salmone.
"Ma scusa e la dieta dissociata!?!"
"...gnnnn (inconfondibile flessione acida nella voce)... non sono riuscita a fare la spesa, come pretendi che possa far tutto io in questa casa, io lavo,io cucino, io blablabla"

2° giorno, cena: pollo e patatine.
"ehm, non vorrei fare il pesante... ma quella storia delle proteine e i carboidrati, il sole e la luna?!?!"
"....gnnnnn.... e che caspita! se vado a fare la spesa come pretendi che possa anche cucinare? questa è l'unica cosa che ho trovato già pronta!"

3° giorno, cena: pizza.
"..."
"Non dire niente, eh! Non dire niente. Oggi è mercoledì, non si inizia una dieta di mercoledì"

Ora arriva Pasqua con il suo carico di uova al cioccolato... di dieta se ne riparla lunedì. Ma non questo che è festa. Il prossimo.
"Però davvero stavolta, eh?"

martedì 23 febbraio 2010

Saranno formosi

Sera, a cena.
Quella Bassa è sul seggiolone che mangia di gusto fragole, prosciutto cotto e formaggio (si chiamano "sperimentazioni culinarie"). Nel frattempo (siccome è donna e quindi può fare più cose contemporaneamente, già da piccola) balla agitandsi convulsamente sulle note di "Fra Martino Campanaro" da me cantata, hit da lei esplicitamente richiesta a forza di urlare "Din Don Dan".
E ho un flash.
La vedo tra 15 anni partecipare ad Amici di Maria De Filippi. La vedo ballare, ma ha un culone gigantesco (una volta ho girato su Amici e c'era effettivamente una ballerina con un fisico così!). Vedo gli insegnanti discutere del suo futuro:
"Non può fare la ballerina, con quel culone che si ritrova" dice l'insegnante cattiva.
"Non è vero, può fare quello che vuole. Non è giusto limitarla solo per via del fisico" ribatte Platinette.

"Magari si presenta ad Amici come cantante" dice quella Alta, che è così stonata che quando canta sentiamo battare con la scopa dall’appartamento sotto (anche se vuoto).

In fondo dopo aver visto e purtroppo sentito gli improbabili cantanti di Sanremo è possibile di tutto. Questa edizione mi sembra la perfetta creatura di un’Italia che più che in decadenza, è in caduta libera!

lunedì 8 febbraio 2010

Soluzione anti-crisi

Pasta fresca fatta in casa (da mangiare in comunità)
Ravioli con ripieno di carne fatti in casa congelati (ne ho fatti "un po'" perchè in brodo sono buonissimi)
Polpettone congelato (da scongelare e mangiare freddo con l'insalata)
Tre mono porzioni di minestrone con verdura fresca
6 uova (di cui tre fresche di giornata, contrassegnate dalla scritta 7 (febbraio, ndr) sul guscio)
Un vassoio di chiacchiere fatte in casa
Una borsa di kiwi (barattata con la sostituzione di 6 elastici ai pantaloni della proprietaria della pianta di kiwi)
Due bistecche di roast beef (che così buone non le avete mai mangiate)
Un costume di carnevale vintage da cane (creato 20 anni or sono come costume da coniglio per la nipote P., quindi allungato per l'anno successivo e trasformato in costume da cane. Quest'anno opportunamente lavato e riaccorciato per la bis-nipote Bassa)

Abbiamo trovato la soluzione al problema caro-spesa.

Si chiama: visita domenicale alla super-nonna-bis T, arzilla pluriottuagenaria che, per nostra fortuna, questa settimana non aveva nulla da fare "neanche un orlo, una gonna da allargare, niente di niente".
E così, per sconfiggere la noia, si è messa a cucinare cibo da distribuire urbi et orbi, ovviamente dopo averlo congelato e catalogato nel suo gigantesco congelatore.
Chissà se da piccola era stata una bambina iper-attiva. Sicuramente avrebbe potuto fare la manager in una grande azienda.
Intanto gestisce con efficienza la sua casa, l'orto e il pollaio con cinque galline (divise in due pollai: in uno ci sono le tre più giovani, nell'altro le due più vecchie che faticano a mantenere il ritmo di produzione tale da garantire loro la sopravvivenza: la separazione deve essere per loro un ammonimento, se non tornano a produrre abbastanza la fine è inevitabile. La super-nonna ha già dimostrato di non scherzare su certe cose). Il canarino purtroppo non ha passato l'inverno ("Mangiare mangiava, ma aveva già la sua età... fammi pensare, avrà avuto 15 anni"). La super-nonna-bis porta avanti anche un'attività clandestina di lavori sartoriali per amici, parenti, vicini e chiglielochieda, che vanno dal semplice orlo ai lavori più complicati. In più aiuta la coppia di giovani ucraini che hanno preso la casa di fianco in affitto e che hanno appena avuto una bambina. La giovane ucraina lavora come badante e, appena arrivata, aveva visto la vecchietta e si era proposta per aiutare la super-nonna-bis. Ingenua. MAIfidarsi delle apparenze.

mercoledì 20 gennaio 2010

il paese dei balocchi

Crescere con una corretta alimentazione è molto importante per i bambini, soprattutto oggi che sono bombardati da cibi chimici iperzuccherosi o ipersalati.
Bene, cosa c'è di peggio di vivere a fianco un MacDonald's? Avere, di fianco al Mac, pure un spaccio della Lindt.
Il tutto avviene vicino a casa di mia suocera dove quella Bassa trascorre la giornata. E questi sono gli unici due negozi nel raggio di chilometri, aperti proprio pochi mesi fa.
Quindi quando quella Bassa, che ha l'animo vagabondo, vuole uscire a fare due passi, l'unica alternativa per salvarla dal freddo gelido di questi giorni è portarla in uno di questi due posti. Può scegliere se strafogarsi di cioccolato o mangiare hamburger. Tutte e due le alternative non sono proprio il massimo per un'alimentazione bilanciata, soprattutto per un bambina di neanche un anno e mezzo, che gode già da sè di ottimo appettito (e in questo è degna figlia dei suoi genitori!).
L'altro giorno sono uscito prima dal lavoro e sono andata a recuperarla io dalla nonna. "Mia mamma dice che sono al Mac - mi ha avvisato la Alta -. E non sa se le faranno uscire...". Entrato al Mac, ho visto una signora seduta a un tavolo con uno yogurt gigante che si muoveva di fianco lei. Poi ho capito che sotto a strati di yogurt c'era mia figlia. E lo yogurt era pure sparso tuttintorno, sul pavimento, sul tavolo, sulle sedie di design che chissàperchè arredano quel Mac.
Io e la suocera stavamo escogitando un piano di fuga quando a quella Bassa è venuta sete che neanche dopo tre giorni nel deserto senza acqua. "ACQUAAAA ACQUAAAAAAA SETEEEEEE". L'abbiamo fatta bere con la cannuccia e si è rifiutata, così ho provato a farla a bere a canna dalla bottiglietta ed è stata la fine. Si è bagnata tutta e ha bagnato tutto.
Così l'ho portata in bagno per darsi una ripulita, poi le abbiamo tolto un paio di strati di vestiti troppo bagnati per affrontare il freddo gelo all'esterno e abbiamo messo in atto il piano di fuga.
Nessuno ha avuto il coraggio di fermarci. Ma la faranno entrare di nuovo?!??!?!

giovedì 26 novembre 2009

Fame nel mondo

Gli scarti di cibo degli americani potrebbero risolvere il problema della fame nel mondo: la notizia è di questi giorni ed è stata ripresa dai principali giornali.
Quello che i media non dicono è che anche la quantità di cibo che si trova sotto il seggiolone della Bassa alla fine dei pasti principali migliorerebbe sensibilmente il problema. Soprattutto da quando la Alta ha deciso che farla mangiare da sola è funzionale al suo sviluppo psico-fisico. Ma anche al proliferare di riso e pasta per tutta la casa.

lunedì 14 settembre 2009

La regola numero uno della gita fuori porta

Quando decidete di andare in gita con qualcuno alto meno di un metro, non dimenticate mai e dico MAI di portare con voi del cibo. Questa è la Regola della gita fuori porta.
Ieri, io e le mie due coinquiline (quella Alta e quella Bassa) siamo andati in gita in montagna. All'andata tutto bene, quella Bassa si è addormentata, poi siamo giunti a destinazione e abbiamo trascorso una piacevole giornata mangiando carne alla griglia, camminando e cercando per tutto il pomeriggio dei cani su una montagna popolata solo da ghiri e cinghiali. Quindi, nonostante l'orario fosse ormai pericolosamente vicino all'ora di cena, abbiamo deciso di avventurarci sulla strada del ritorno senza avere nessun tipo di vettovaglia con noi.
La nostra decisione si basava su due premesse sbagliate. Primo: il fatto che quella Bassa si fosse appena spazzolata un gelato con cono al fiordilatte in grado di saziare sia me che la Alta, non significa necessariamente che sia sufficiente per placare il suo appetito. Secondo: i tre quarti d'ora calcolati dal navigatore per fare ritorno a casa non valgono la domenica sera, quando tutto il mondo rientra a casa.
La Bassa ha iniziato a lamentarsi appena partiti. Poi quella Alta ha iniziato a cantare per intrattenerla e quella Bassa ha iniziato a piangere (a me è venuto mal di testa).
La situazione è precipitata quando, dopo aver superato l'unico autogrill, ci siamo trovati fermi in coda. Che non era, come diceva il primo cartello luminoso "Coda a tratti" ma, come diceva il secondo cartello che troneggiava sopra una fila infinita di macchine, "10km di coda per incidente".
La differenza è notevole, soprattutto con una bambina affamata in macchina che piange come una disperata e, tra i singhiozzi, invoca tutti i nomi di persone che conosce (nonne, zie, vicine, amiche, parenti).
Alla prima uscita, decidiamo con un colpo di genio di uscire dall'autostrada. Idea che abbiamo avuto solo noi e le altre migliaia di automobilisti in fila con noi. Quindi anche la strada fuori è completamente imbottata.
Finalmente vediamo una pizzeria a lato della strada, quindi accosto ed entro per cercare del cibo con cui nutrire la creatura, ormai sulla soglia della disperazione.
Entro e vedo che tutto il personale ha gli occhi a mandorla. Ma ci sono anche le pizzerie cinesi, quindi?!? Quella che sembra essere la capa, dopo aver esposto il mio caso umano ed essermi beccato un'occhiataccia perchè neanche in Cina si va in giro alle otto di sera con una bimba di un anno senza del cibo, mi fa dono di grissini e cracker.
La fame della Bassa è così placata fino all'arrivo a casa.