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venerdì 9 luglio 2010

La disfatta pensile






Doveva essere la mia risposta "green" alla crisi economica.


Doveva diventare una fonte di sussistenza per la mia famigghia.


Doveva diventare motivo di vanto con i colleghi alla macchinetta del caffè: "Sapete, oggi mangio solo frutta del mio orto pensile, quello che coltivo sul micro-balcone".


Pur avendo un pollice incredibilmente verde, ero consapevole della mia pigrizia e dunque avevo addirittura fatto un impianto di irrigazione automatico con tanto di timer.... Roba che neanche MacGyver si sarebbe sognato.


Avevo piantato tre cassette di insalata: ricordo ancora la gioia provata nel veder spuntare, dopo solo una settimana, le prime piantine. Ma dopo il primo taglio, è stato il deserto quasi totale.

Avevo piantato dei pomodori direttamente nel sacco di terra, con un metodo che secondo me era così minimal da rasentare la genialità. E infatti le piante sono cresciute a dimisura, tanto che i rami si sono piegati su se stessi per il peso. E si sono rotti. Sopravvivono 4 pomodorini che la mia coinquilina Bassa usa per giocare a biglie perchè fuori sono rossi, ma dentro sono acerbi.


Avevo piantato le zucchine, ma non le ho tenute abbastanza al sole e quindi sono sbocciati solo i fiori ma non i frutti.


Insomma, dopo il fallimento dei miei detersivi eco-compatibili mi trovo costretto ad annunciare con grande rammarico anche il fallimento del mio orto pensile.


Riposi in pace.




giovedì 24 giugno 2010

Smetto quando voglio

"E' successo solo una volta"


Non è vero, sei ricaduto nel tunnel. Credevi di esserne uscito e invece è bastata una volta e ci sei dentro ancora. Come prima. Con tutta la fatica che avevi fatto per smettere...


"No, stavolta è diverso. Posso smettere quando voglio"


Oggi?

"No, oggi no. Ho ancora il mal di gola, i colpi di aria potrebbero peggiorare la situazione"


Allora domani?

"No, domani è venerdì, non si smette di venerdì. E poi c'è anche sciopero"


Avevi detto che lo avresti fatto solo ad agosto, quando c'è meno traffico

"Eh lo so. Però è così comodo, tu da solo, con la musica. Niente autisti cocainomani, niente vicini sudati o che urlano al cellulare, niente aria condizionata, niente aria corrente. Niente attese, niente caldo o freddo..."

E tu che fai tanto l'ecologista, lo sai quanta anidride carbonica produci?

"Ma suvvia una più, una meno. Non sarà mica colpa mia se si allarga il buco dell'ozono?"

E quanto ti costa? Solo considerando benzina e casello vai quasi in pareggio con lo stipendio...


"Ma io tutte le volte che pago con la viacard guardo fisso la telecamera e glielo urlo: LADRI, SIETE DEI LADRI. E' catartico"


E le multe? quante ne hai prese l'altra volta, quando lo facevi tutti i giorni? Per non considerare i punti sulla patente... con quelli rimasti non ci prendi neanche il pallone di calcio dell'Esselunga...

"Non è colpa mia se ogni dannato semaforo ha la telecamera. E poi io ero passato con l'arancione, mica col rosso"

E quell'altra volta, quando parlavi con il cellulare al volante?

"Lì era stata sfiga. Fermato da una macchina normale con i poliziotti in borghese. Per rifarmi pensavo di farlo anch'io nel week end: fermare gli automobilisti che parlano al cellulare, fare la finta multa e poi consegnare un bollettino con il numero del mio conto corrente..."

Quindi lo farai ancora?

"Lunedì. Lunedì giuro che smetto"


Per un pendolare utilizzare la propria macchina al posto dei mezzi pubblici è un miglioramento pericoloso. L'anno scorso l'ho fatto per mesi, ostinandomi a non considerare che, con tutte le spese che ho avuto tra benzina, casello e multe, sono andato a lavorare praticamente in perdita.
Questa settimana, per un brutto mal di gola (che peraltro mi conferisce un tono di voce particolarmente secsi, ndr) ho deciso di andare al lavoro un giorno (uno solo) in macchina per evitare colpi d'aria e non riesco più a smettere. Rispetto al mio abituale tragitto (piedi, autobus, metropolitana, piedi), l'utilizzo del mezzo proprio con tanto di parcheggio riservato una volta arrivato a destinazione presenta considerevoli vantaggi, tra cui quello non trascurabile di metterci una abbondante manciata di minuti in meno. Anche le code e il traffico milanese non mi spaventano più, anzi lo padroneggio come se fossi un vero milanese.
Tra l'altro, la mia macchina è sprovvista di quel congegno con cui vengono vendute le macchine dei veri milanesi, quello per cui non appena scatta il verde del semaforo si suona automaticamente il clacson, per sollecitare le macchine ferme a muoversi non appena c'è il cambio di colore, senza neanche un'esitazione. Ormai sono talmente allenato che quasi non si nota.

mercoledì 9 giugno 2010

Di fallimenti e geniali intuizioni

La strada verso l'ecocompatibilità e un modo di vivere più sostenibile è lunga e impervia.
Nel mio caso è costellata da successi, insuccessi e geniali intuizioni.

Tra i successi, non posso esimermi dal citare la Brita, la caraffa con filtro che usiamo per l'acqua potabile. Visto che l'acqua che sgorga dal nostro rubinetto è veramente molto dura (come dimostra il calcare che si forma in quantità industriali in ogni loco in cui ne viene a contatto), abbiamo deciso di procurarci questo aggeggio che già usavo con successo al lavoro (ne avevamo acquistata una di un'altra marca che però lasciava un sapore chimico all'acqua).

Questo ci ha permesso di eliminare quintali di bottiglie di plastica nella spazzatura e di esimerci dall'onere di portare il pesante fardello dal supermercato (perchè la Famiglia Alta ha come caratteristica principale quella di essere incredibilmente pigra, quindi ogni sforzo risparmiato è visto come un gran successo). Credo che anche il portafogli ne benefici, anche se i filtri costicchiano, ma non ho fatto calcoli precisi.

Tra i successi c'è anche il mio splendido orto pensile che ho creato nel giardino in cassette della frutta e nei sacchi (dovrò postare delle foto). Si tratta di un orto low cost di cui abbiamo già assaggiato l'insalata, che è davvero squisita (e poi, volete mettere il senso di onnipotenza nel dire: l'ho creato io?). Ora, nell'attesa che ricresca, abbiamo la terza cassetta di insalata songino da mangiare. Buone nuove anche dai pomodori, che ho fissato con bastoncini rigidi visto che crescono rigogliosi, e dalla zucchina che ha già fatto fiori ma li ha persi (mia mamma dice che è un brutto segno).


Per quanto riguarda gli insuccessi, devo fare una confessione.
I miei più assidui lettori ricorderanno probabilmente l'idea di produrre in casa detersivi ecologici per lavatrice e lavastoviglie, che cotanto entusiasmo avevano acceso negli animi, svelandomi un mondo fatto di dentifrici, saponi, bagnoschiuma e ogni cosa fatto artigianalmente.
Ebbene, l'idea geniale ed economica non ha funzionato. Ed è fallita miseramente dopo pochi giorni: i vestiti puzzavano di topo morto e i bicchieri ne uscivano ricoperti da una triste coltre opaca che faceva tanto smog di Milano.
Archiviata.

Ma altre idee ecologiche frullano nella mia testa.

La principale è questa: sostituire l'allegra girandola che è piantata nel balcone con qualcosa che esteticamente ha lo stesso effetto ma che avrebbe anche uno scopo.

Insomma: sostituire le girandole con una pala eolica.
Abitando al terzo piano, forse i miei vicini dei piani di sopra e di sotto che si troverebbero la pala davanti al bancone potrebbero non coglierla con il medesimo entusiasmo. Per questo ho trovato una mini pala eolica che potrebbe agevolmente prendere il posto della girandola: eccola qui! Unico problema, i costi. Ma l'idea contiene un tocco di genio.

mercoledì 26 maggio 2010

Apologia

Non mi basti mai.
Senza te mi sento perduto.
Sei il mio punto fermo nella tempesta che sovente scoppia nella micro casa, un punto di riferimento, un'ancora, una bussola.
Grazie a te asciugo lacrime, soffio nasi e pulisco bocche.
Grazie a te ripulisco pavimenti e pianali della cucina e dono un volto dignitoso al divano.
Grazie a te raccolgo tutte le sostanze fisiologiche che la mia coinquilina Bassa da quasi due anni a questa parte spruzza in giro per casa e che altrimenti non saprei proprio come approcciare.
Nelle situazioni più difficili, basta bagnarti per risolvere tutti i problemi.
Senza te la mia vita sarebbe diversa: non saprei come ripulire il seggiolone, ma neanche come intervenire per pulire le lorde manine di quella Bassa che ancora mangia con le mani
Ti uso smodatamente e vengo spesso redarguito perchè mi si dice che uno strappo potrebbe essere sufficiente, ma io preferisco andare sul sicuro e non ne faccio mai meno di 6.
Per questo acquisto solo rotoli di dimensioni gigantesche, non quei piccoli scottex che io finirei in due strappi e un paio d'ore.
Ti uso e poi ti butto senza ripensamenti, senza che tu ti lamenti.

Perchè io lo so che tu, caro asciugone, ne sei profondamente felice.


NOTA BIOGRAFICA: Tempo fa, avevo preso la buona abitudine di imparare una nuova parola al giorno. Poi, visto che sono persona inconstante e inconcludente, ho abbandonato il progetto, con gravi ricadute sul mio eloquio.
In seguito mi sono ripromesso di leggere il dizionario, ma questo aveva il non trascurabile difetto che facevo dei periodi a usare molte parole con la A, poi con la B, peraltro senza poter anelare, per via della mia dichiarata inconstanza, di conoscere il significato delle parole "Uzzolo", "sineddoche" o "zeriba".
Ho deciso dunque di rispolverare una parola che è molto in voga, Apologia (Discorso in difesa di qualcosa o di qualcuno, definizione che conosco trattandosi di parola che inizia con la "a"). e ho scelto di fare un apologia all'asciugone, mio fidato compagno di mille e più avventure.



NOTA BIOGRAFICA/2: L'apologia dell'asciugone è in stridente contrasto con il post eco compatibile di ieri. Ma ahimè, sono un uomo dalle mille e più contraddizioni.

Eco detersivi

"Teleeeee teleeeeeeee"
"No, Bassa. Stasera niente tele. Stasera aiuti papà a fare il detersivo"
"'sivo?!?" (Traduz. Ma papà che #@zz ti sei fumato?!?!)
"Vedi, Bassa, portiamo il picì nella micro-cucina, lo accendiamo e vediamo come si fa..."
"Guardo topolino!!! E anche paperino!!!"
"No, il computer mi serve per leggere come si fa il detersivo..."
"E anche Pippo!"
"no, non guardiamo i filmati..."
"E anche Pluto!"
"Amore e che sei la figlia di Walt Disney..."
"E anche Minnie!"
Non manca più nessuno (solo non si vedono i due leocorni).

Dopo l'orto pensile, dopo la frutta e la verdura a chilometri zero, la nuova tappa della mia svolta ecologica è la realizzazione del detersivo per lavatrice in casa.
Trovo una "ricetta" che mi convince e via: acqua calda, bicarbonato, sapone di marsiglia. Uso un terzo delle dose consigliate così per provare.
Poi, siccome non sono tipo da mezze misure e quando faccio una cosa esagero, decido di creare anche il detersivo per lavastoviglie. Anche in questo caso dimezzo le dosi consigliate perchè non ho abbastanza limoni. Uso limoni, aceto, sale.
Unico errore: chiedere consiglio sulle misure "ridotte" a una che in matematica è così brava da dire: "allora, di contenitori ne abbiamo tre: due grandi e due piccoli".
Così ho usato la dose doppia di aceto anzichè quella dimezzata, ma vabbè. Stanotte il primo lavaggio ecologico in lavastoviglie: sembra funzionare bene.
Mi riservo di provarlo ancora qualche volta e di sperimentare anche la lavatrice prima di annunciare al mondo che sono un vero papà genio ecologico.