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venerdì 9 luglio 2010

La disfatta pensile






Doveva essere la mia risposta "green" alla crisi economica.


Doveva diventare una fonte di sussistenza per la mia famigghia.


Doveva diventare motivo di vanto con i colleghi alla macchinetta del caffè: "Sapete, oggi mangio solo frutta del mio orto pensile, quello che coltivo sul micro-balcone".


Pur avendo un pollice incredibilmente verde, ero consapevole della mia pigrizia e dunque avevo addirittura fatto un impianto di irrigazione automatico con tanto di timer.... Roba che neanche MacGyver si sarebbe sognato.


Avevo piantato tre cassette di insalata: ricordo ancora la gioia provata nel veder spuntare, dopo solo una settimana, le prime piantine. Ma dopo il primo taglio, è stato il deserto quasi totale.

Avevo piantato dei pomodori direttamente nel sacco di terra, con un metodo che secondo me era così minimal da rasentare la genialità. E infatti le piante sono cresciute a dimisura, tanto che i rami si sono piegati su se stessi per il peso. E si sono rotti. Sopravvivono 4 pomodorini che la mia coinquilina Bassa usa per giocare a biglie perchè fuori sono rossi, ma dentro sono acerbi.


Avevo piantato le zucchine, ma non le ho tenute abbastanza al sole e quindi sono sbocciati solo i fiori ma non i frutti.


Insomma, dopo il fallimento dei miei detersivi eco-compatibili mi trovo costretto ad annunciare con grande rammarico anche il fallimento del mio orto pensile.


Riposi in pace.




mercoledì 30 giugno 2010

L'oggetto transiziocoso

Sera, in cucina. Dialogo tra me e la mia coinquilina Alta.

"gnnnnn (inconfondibile inflessione acida nella voce, ndr) ho capito per quale motivo TUA figlia la sera non vuole MAI addormentarsi, meno che mai da sola e comunque mai prima delle 10.30"
Ecco, scommetto che è colpa mia, come sempre.
"Sentiamo, come mai?"
"Perchè non ha un oggetto transizionale!" annuncia orgogliona la Alta
"Eh?"
"L'oggetto transizionale, ossia un pupazzetto, un qualcosa che abbia la funzione di feticcio di mamma e papà e le trasmetta sicurezza, aiutandola così ad accompagnarla nella fase del sonno"
"..."
"E sai perchè la Bassa non ha un oggetto transizionale?"
"Perchè?"
"Perchè quando era appena nata non volevi lasciare nessun oggetto nella culla per evitare che soffocasse. Quindi è colpa tua"
Eh te pareva!
"ma questa teoria da che parte arriva?"
"Da nessuna parte, è mia!"
Andiamo bene adesso, non ci bastavano le teorie propinate dai libri di puericultura! Aggiungiamoci pure le teorie private...!

Per la cronaca adesso la nostra coinquilina Bassa non si addormenta più sul lettone. Ma in sala, sul divano con me o più spesso sul pavimento, mai prima delle 10.30. A quell'ora l'altra coinquilina, quella Alta, giace già da tempo addormentata nella nostra stanza.

martedì 22 giugno 2010

La cattiva Alta e la perfida Bassa

Driiin.
Nella vita ho poche certezze. Una di queste è che quando la Alta chiama prima delle 10 di mattina, c'è sempre uno scazzo in agguato, più o meno serio.
"Cosa è successo, stavolta?"
Voce affranta. Affrantissima. "Un disastro, un disastro. Lei mi odia"
"Chi lei?"
"La Bassa"
"Va beh, ci dovrai fare l'abitudine. Siete madre e figlia".
"No, tu non capisci, sono tristissima..."
"Ma su dai, non ha ancora due anni... cosa può avere fatto?"
"E' che lei voleva giocare alle costruzioni, io dovevo andare al lavoro e portarla da mia mamma ed ero in ritardo. E le ho detto "Portati dietro le costruzioni" ma lei niente. Allora l'ho lasciata giocare un po', ma alla fine l'ho sollevata di peso e l'ho portata via".
"Giusto, hai fatto valere la matria potestà"
"Già, ma lei piangeva e piangeva, per le scale, in macchina. Poi, mentre guidavo, ha smesso e mi ha detto "Sono arrabbiata". Proprio così"
"Bene. Esterna le proprie emozioni, è positivo"
"Sì, ma poi mi ha detto "Cattiva". E io devo aver fatto un faccia... e lei ha iniziato a fare un sorrisetto furbo e l'ha ripetuto "cattivacattivacattivacattiva". Ma io cattiva?!?! Perchè!?!"
"Ma ha capito che aveva colpito un punto debole e ha infierito. Ha aperto un varco e si è infilata... non farti abbindolare, quella è furba. "
"Ma io non me lo meritavo, capisci? io non me lo meritavo! l'ho portato in grembo 9 mesi, l'ho partorita, l'ho accudita e poi le costruzioni volevo portarle dietro!"
"Ma guarda che quella ha già capito tutto: lei ti dice che sei cattiva così tu ti intristisci e le fai fare quello che ha voglia"
"Ma io stasera glielo dico, che sono triste"
"No! Così lei fa la brava e non ti dice più cattiverie per compassione. E' tale e quale al suo ricatto"
"E quindi, cosa devo fare?"
"Mantieni questa linea: se ti fai mettere i piedi in testa è l'anarchia"
"Ma io non riesco, questo è il fallimento della mia linea pedagogica, sono una mamma cattiva"
"Non è che la stai mettendo giù un tantino dura?"
"No, tu non puoi capire. Sei cattivo".

mercoledì 26 maggio 2010

Apologia

Non mi basti mai.
Senza te mi sento perduto.
Sei il mio punto fermo nella tempesta che sovente scoppia nella micro casa, un punto di riferimento, un'ancora, una bussola.
Grazie a te asciugo lacrime, soffio nasi e pulisco bocche.
Grazie a te ripulisco pavimenti e pianali della cucina e dono un volto dignitoso al divano.
Grazie a te raccolgo tutte le sostanze fisiologiche che la mia coinquilina Bassa da quasi due anni a questa parte spruzza in giro per casa e che altrimenti non saprei proprio come approcciare.
Nelle situazioni più difficili, basta bagnarti per risolvere tutti i problemi.
Senza te la mia vita sarebbe diversa: non saprei come ripulire il seggiolone, ma neanche come intervenire per pulire le lorde manine di quella Bassa che ancora mangia con le mani
Ti uso smodatamente e vengo spesso redarguito perchè mi si dice che uno strappo potrebbe essere sufficiente, ma io preferisco andare sul sicuro e non ne faccio mai meno di 6.
Per questo acquisto solo rotoli di dimensioni gigantesche, non quei piccoli scottex che io finirei in due strappi e un paio d'ore.
Ti uso e poi ti butto senza ripensamenti, senza che tu ti lamenti.

Perchè io lo so che tu, caro asciugone, ne sei profondamente felice.


NOTA BIOGRAFICA: Tempo fa, avevo preso la buona abitudine di imparare una nuova parola al giorno. Poi, visto che sono persona inconstante e inconcludente, ho abbandonato il progetto, con gravi ricadute sul mio eloquio.
In seguito mi sono ripromesso di leggere il dizionario, ma questo aveva il non trascurabile difetto che facevo dei periodi a usare molte parole con la A, poi con la B, peraltro senza poter anelare, per via della mia dichiarata inconstanza, di conoscere il significato delle parole "Uzzolo", "sineddoche" o "zeriba".
Ho deciso dunque di rispolverare una parola che è molto in voga, Apologia (Discorso in difesa di qualcosa o di qualcuno, definizione che conosco trattandosi di parola che inizia con la "a"). e ho scelto di fare un apologia all'asciugone, mio fidato compagno di mille e più avventure.



NOTA BIOGRAFICA/2: L'apologia dell'asciugone è in stridente contrasto con il post eco compatibile di ieri. Ma ahimè, sono un uomo dalle mille e più contraddizioni.

venerdì 7 maggio 2010

La frutta pendolare

Il sabato, nella parcheggio della posta, ci sono 4 bancarelle in croce che a vederle nel nostro mondo di mega mercati e super iper centri commerciali fanno quasi tenerezza.
Vendono prodotti di aziende della zona, è un'iniziativa della Coldiretti per sostenere il commercio locale. Ci sono formaggi, yogurt, frutta (poca, che qui da noi adesso non si va più in là di pere, mele e kiwi), verdura, carne, miele, vino... Tutto ha dei prezzi ragionevoli e, soprattutto, dei sapori buoni e genuini, come una volta.
All'inizio c'era poca gente, poi la voce dev'essersi sparsa e c'è chi ha addirittura si è modernizzato e ha messo il numerino per la coda. Altri invece non l'hanno fatto e tocca litigare con le vecchine... che non è mai un bello spettacolo.
E queste sono le verdure a km zero che abbiamo preso la buona, sana e consapevole abitudine di acquistare da qualche mese a questa parte.

Poi c'è la frutta a km. 1000. Quella che io ogni giorno infilo nella mia borsa del pendolare e porto con me sull'autobus, sulla metropolitana e poi nel tragitto a piedi, fino ad arrivare al mio posto di lavoro a Milano. L'ammirevole obiettivo è consumarla tra un pasto e l'altro.
La realtà è che, ogni giorno, la frutta resta dimenticata in fondo alla borsa e la sera ripercorre con me il solito percorso: tragitto a piedi, metropolitana, bus e casa.

Perchè l'importante nella vita è essere coerenti.

giovedì 6 maggio 2010

La goccia che fa traboccare il lavandino



La nostra casa ha un arredamento low cost con una sola eccezione: la micro cucina.
Per lei non abbiamo quasi badato a spese. Siamo addirittura andati da quei succhiasangue dei mobilieri (pur scegliendone uno "middle cost") e abbiamo scelto una cucina comepiaceanoi.
Considerando che solo la cucina si è presa un bell'80% del totale del budget stanziato per il mobilio, tornando indietro andrei all'Ikea e ne prenderei due o forse tre di cucine, ma questa è un'altra storia.
Presi dall'entusiasmo, abbiamo pure scialato su alcuni dettagli, tipo il rubinetto, che quella Alta voleva assolutamente grande e maestoso. E poi era tutta orgogliona e se ne pavoneggiava con gli amici durante le visite guidate che facevamoi primi tempi nel tre micro locali (anche perchè, per lungo tempo, la cucina era stata l'unica stanza arredata della casa... con quello che c'era costata!).

Tuttavia vorrei concentrarmi su questo rubinetto che vedete nella foto, marca Franke, che ci è costato una fucilata.
"Però è bello" diceva la Alta e infatti l'abbiamo preso.
Bello è bello. é rotante in tutte le direzioni e si può staccare per dirigere il getto d'acqua ad alta velocità dove si preferisce. Poi si può scegliere tra due getti: il getto pioggerellina d'aprile e quello acquazzone d'agosto.
Solo che ha un piccolo difetto.
Perde acqua.
Dalla base.
Sempre.
Le conseguenze sono che la base resta sempre bagnata e in più, avendo un'acqua molto dura, quando asciuga resta pure l'alone bianco del calcare sullo sfondo nero.
"Però è bello" insiste la Alta.
Sarà bello da vedere, ma devi concentrarti a guardare solo quello e non il contorno.

Ovviamente da bravo uomo di casa quale sono mi attivo per risolvere il problema.

Step 1
- Chiamo il mobiliere, perchè si sa che il valore aggiunto di non acquistare in un grande magazzino è che si paga un po' di più, ma hai l'assistenza. E come no?
Risposta: "Guarda, io posso anche venire ma non ho la più pallida di come fare".

Step 2 - Chiamo l'idraulico che è disarmante nella sua sincerità (ed è lo stesso già consultato per il wc intasato, ndr): "Guarda, io posso anche venire ma non trattiamo questa marca e non saprei da dove iniziare. La verità è che questi rubinetti li fanno pagare un sacco e poi non vanno".

Step 3. Cerco su internet e scopro dell'esistenza di certi filtri anticalcare venduti dalla Franke e ipotizzo che questo possa essere all'origine del problema. Richiamo mobiliere e idraulico e sono concordi nel dire che non servono per il mio problema.

"Però è bello" si intestardisce la Alta.
"Cambiamolo" dico io
"Giammai! con tutto quello che l'abbiamo pagato deve durare almeno 20 anni"
Appunto, con tutto quello che l'abbiamo pagato mi devo anche tenere le macchie bianche sul lavandino nero? Giammai!

La beffa. Per la cronaca, prima avevamo un rubinetto pagato 20 euro che funzionava così bene... che ora l'hanno preso i miei suoceri e lo usano con entusiasmo. E non perde neanche una goccia.

venerdì 30 aprile 2010

La tecnica del "Padrino"

"buongiorno signora del caf delle Acli"
"buongiorno"
"utlimamente vedo più lei del tecnico del frigo. E le assicuro che ce ne vuole".
"e ma sa, tutti possono sbagliare..."
"cioè ricapitoliamo, giusto per capirci. L'anno scorso per il 730 abbiamo voluto rivolgerci a un CAF, centro d'assistenza fiscale, per essere sicuri che fosse tutto a posto visto che sapevamo che sarebbe stato un po' complicato. Abbiamo pagato voi per farci compilare il 730 congiunto e per avere assistenza. Poi, per caso, ci siamo accorti di un errore fatto da voi, piuttosto banale e grossolano, se posso. Siamo tornati indietro e lo abbiamo corretto. Si ricorda che mi ha fatto il modello Unico..."
"sì ricordo. Ma grazie all'assicurazione i soldi delle sanzioni ve li ridiamo, eh, anzi li ho qui"
"ma che gentilezza! Peccato che poi facendo il 730 quest'anno, ovviamente non da voi, ci accorgiamo che avete fatto un altro errore, così grossolano che lei l'altro giorno al telefono aveva giurato che era impossibile..."
"e ma sa, avrà sbagliato l'operatrice..."
"esattamente, quella che lei ha definito "molto scrupolosa", la stessa che ha anche sbagliato a segnare il mio abbonamento ai mezzi pubblici, che era annuale e ha segnato solo la quota mensile...."
"ah... ma sul suo 730 abbiamo già fatto la correzione con l'Unico, non è che può venire qui dopo un anno e dircelo. Se ne doveva accorgere prima"
"Io? non voi che siete pagati per farlo? così quei soldi li ho persi. Bene"
"e, ma sa, capita. Comunque siamo qui per correggere l'altra cosa, quella nella dichiarazione di sua moglie, e io non è che ho solo voi, ho altri appuntamenti. dunque abbiamo inserito un reddito senza che ci fosse il CUD, quindi va tolto. Reinseriamo i dati nel computer... ecco fatto. Dovete pagare la differenza"
"cioè, mi faccia capire. Abbiamo tolto un reddito, quindi abbiamo percepito un reddito inferiore e dobbiamo pagare di più?"
"eh sì perchè... beh perchè lo dice il programma, vede è tutto automatico"
"sì, ma il cervello, ha presente quell'accessorio che dovrebbero averle dato in dotazione? ecco, lo usi. Ripeto la domanda: é sicura che togliendo un reddito, quindi percependo meno soldi, io debba pagare di più?"
"sicura"
"ricontrolliamo"
"ancora? ma è la terza volta, ora mi sto arrabbiando"
"lei si arrabbia? si figuri noi che è la quinta volta che veniamo qui per errori vostri. ricontrolliamo"
"...gnnn (tipica inflessione acida della voce, ndr) .... ma se non si fida chiami la mia responsabile che è a milano"
"Certo, mi dia il numero. Ma intanto ricontrolliamo"
"... va beh. Come dicevo togliendo questo reddito... ah, ma poi c'è l'irpef, l'urap, il pirap... ecco, siete a credito, vi devono restituire dei soldi"
"ma due secondi fa lei mi aveva detto..."
"e si ma vede, è scritto qui. il computer non sbaglia"
"Lui no, ma voi sì. é sicura, stavolta? la accendiamo?"
"Sicura"
"Ricontrolliamo"
"... ancora?!!?! ma è l'ultima volta, eh? dunque, togliendo quello, ah già, ma c'è anche l'addizionale regionale, il cup, il poc, il tuc... ecco, pareggia!"
"Mi prende in giro?"
"No vede qui, l'urap, l'arap, l'addizionale... è pari"

La signora del Caf non lo sa, ma a salvarle la vita è stata la tecnica del Padrino.
"Il Padrino" di Mario Puzo (da cui è tratto l'omonimo film) più che un libro è un manuale strategico di vita.
Lasciando perdere gli eccessi delle "offerte che non si possono rifiutare" e delle teste di cavallo, c'è una tecnica che io ho trovato utilissima: perdere la calma davanti all'avversario è controproducente. Anche se si ha inconfutabilmente ragione, anche se l'altro ha torto marcio, far trapelare nervosismo e trascendere i toni porta solo svantaggi. é molto più efficace restare calmi. Ed essere implacabili.
In questo caso, se io avessi staccato la testa a quella del CAF o se l'avessi insultata in toni accessi avrei dovuto trovare qualcun altro che sistemasse i loro casini e sarebbe stato molto difficile.
Quella Alta, invece, ha molta difficoltà ad applicare questa tecnica. Pur non passando alle mani ha alzato la voce, ha dato degli incompetenti agli operatori, si è arrabbiata e ha invitato tutta la gente in attesa a scappare finchè era in tempo.
La chicca è stata il tizio nella scrivania di fianco a noi, che era lì per fare il 730 con l'operatrice, quella "scrupolosa" che l'ha compilato a noi l'anno scorso:
"Sono qui per l'assistenza... sì il 730 l'ho già compilato io e di solito sono abbastanza preciso, ma preferisco venire da voi per essere più sicuro..."
"Se vuole la prossima si rivolga a nostra figlia. Ha 20 mesi ma di sicuro fa meno errori...".

giovedì 15 aprile 2010

Caccia al tesoro

Le premesse erano buone.

Avevamo stabilito un'equa divisione delle rogne domestiche: io pago le bollette e dico "Stop alle spese" quando non ci sono più soldi(e finora funziona, anche perchè ho domiciliato le bollette e sequestro il bancomat quando la situazione è critica). Lei, la coinquilina Alta, è l'archivista: deve mettere via ordinatamente i documenti e le bollette di modo che, quando servono, siano facili da trovare.

In realtà questo sistema ha dei "bachi" giganteschi, che emergono in tutta la sua drammaticità nel periodo in cui si prepara il 730.
Nello specifico, ci sono spariti tutti i pagamenti delle rate del mutuo 2009 (meno due mesi che, miracolosamente, si sono salvati).

Che problema c'è, penseranno gli ingenui, chiedi alla banca una copia delle rate.
E invece no, perchè a noi le cose facili non piacciono.
Infatti non solo abbiamo fatto la surroga del mutuo abbandonando dopo due anni (su un bel mutuo vitalizio) la suddetta banca, ma ma abbiamo pure chiuso il conto.

E in quella banca sono parecchio permalosi. L'altro giorno la Alta era andata a prelevare dagli sportelli di quella banca con il bancomat della nostra nuova banca, e lo sportello bancomat si è rifiutato di risputare fuori la tessera. In altre parole ci ha rapito il bancomat.
Temiamo che la richiesta di riscatto sia altissima. Figurarsi poi se chiediamo anche quei documenti.
La caccia al tesoro è ufficialmente aperta.

martedì 2 febbraio 2010

Il revisore dei conti

Io ricopro il difficile ruolo di contabile della famiglia. Pago le bollette, stabilisco i tetti di spesa e cerco di far quadrare il bilancio familiare.
Bene, il mese di gennaio è stato un bagno di sangue.
Dopo una lunga analisi della situazione credo che i punti deboli siano sostanzialmente tre:

1) Aver allentato le redini nel campo "saldi". Tutto è partito da una premessa avventata: l'anno scorso la Alta è riuscita ad acquistare tutto in saldo per l'attuale inverno alla nostra coinquilina Bassa. Considerato che quella Bassa si cambia tre volte al giorno (peggio di me!) e che il ciclo lavo-stendo-asciugo in casa nostra è moooooolto lungo (farei notare che è stata eliminata la fase stiro, altrimenti era uguale avere i capi usa e getta, perchè ora che tornavano pronti o cambiava taglia o cambiava stagione), mi era sembrata una mossa intelligente e quest'anno l'ho avvallata, dando alla Alta il via libera agli acquisti coi saldi. L'anno scorso invece ero un po' scettico su questa strategia e gli acquisti erano stati più oculati. Ora che è arrivato l'estratto conto ho la certezza di aver commesso un errore.

2) Il supermercato vicino a casa nostra. Abbiamo la tessera gold e non solo siamo azionisti, ma amici di famiglia del signor Caprotti. Prima che aprisse il supermercato (la scorsa estate) facevamo una spesona alla settimana più rabbocchi. Adesso ogni giorno siamo al super e ormai tutti ci conoscono e salutano. Nonostante questo, in casa mancano sempre i generi di prima necessità. E spendiamo tanto, veramente tanto

3) L'amante dell'Enel. Sospetto che quella Alta abbia un amante che lavori all'Enel o che quantomeno ne possegga delle azioni. Lei lascia sempre tutte le luci accese e mica quelle a basso consumo, no, le altre.

Questo considerato, il piano d'azione è il seguente

1) I saldi graziealcielo sono quasi finiti. La Alta assicura che questo è il periodo migliore per comprare proprio perchè sono alla fine. Toccherà sequestrarle il bancomat

2) Ritornare alla spesona settimanale, eliminare prosciutto e formaggi e differenziare. Frutta e verdura al mercato, carne al macellaio, altre cose al discount che costa meno.

3) utilizzare delle candele