Visualizzazione post con etichetta televisione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta televisione. Mostra tutti i post

sabato 14 agosto 2010

The monster

Repliche estive: puntata 7

Un evento ha sconvolto la nostra quiete familiare lo scorso evento.
E' stato l'arrivo del mostro del papà: se l'hai perso, leggilo qui.
Un terromoto familiare, con risvolti del tutto inattesi.... (vedi qui)

mercoledì 26 maggio 2010

Eco detersivi

"Teleeeee teleeeeeeee"
"No, Bassa. Stasera niente tele. Stasera aiuti papà a fare il detersivo"
"'sivo?!?" (Traduz. Ma papà che #@zz ti sei fumato?!?!)
"Vedi, Bassa, portiamo il picì nella micro-cucina, lo accendiamo e vediamo come si fa..."
"Guardo topolino!!! E anche paperino!!!"
"No, il computer mi serve per leggere come si fa il detersivo..."
"E anche Pippo!"
"no, non guardiamo i filmati..."
"E anche Pluto!"
"Amore e che sei la figlia di Walt Disney..."
"E anche Minnie!"
Non manca più nessuno (solo non si vedono i due leocorni).

Dopo l'orto pensile, dopo la frutta e la verdura a chilometri zero, la nuova tappa della mia svolta ecologica è la realizzazione del detersivo per lavatrice in casa.
Trovo una "ricetta" che mi convince e via: acqua calda, bicarbonato, sapone di marsiglia. Uso un terzo delle dose consigliate così per provare.
Poi, siccome non sono tipo da mezze misure e quando faccio una cosa esagero, decido di creare anche il detersivo per lavastoviglie. Anche in questo caso dimezzo le dosi consigliate perchè non ho abbastanza limoni. Uso limoni, aceto, sale.
Unico errore: chiedere consiglio sulle misure "ridotte" a una che in matematica è così brava da dire: "allora, di contenitori ne abbiamo tre: due grandi e due piccoli".
Così ho usato la dose doppia di aceto anzichè quella dimezzata, ma vabbè. Stanotte il primo lavaggio ecologico in lavastoviglie: sembra funzionare bene.
Mi riservo di provarlo ancora qualche volta e di sperimentare anche la lavatrice prima di annunciare al mondo che sono un vero papà genio ecologico.

martedì 25 maggio 2010

La stratega

Sera, a casa.
Sono sul divano e guardo la televisione.
"Papà, apri cracker?"
Siccome sto guardando la televisione e sono un uomo, la mia attenzione è rivolta a quello che sto vedendo in questo momento, che non so cosa sia ma è sicuramente la cosa più interessante che io abbia mai visto e dalla quale non posso distrarmi. E poi io ho la capacità di focalizzarmi su un solo obiettivo alla volta, difficilmente posso ascoltare qualcuno mentre guardo la televisione. E se mi trovo un pacchetto di cracker in mano e sento una voce che dice "apri", lo apro senza farmi troppe domande.
Faccio per prendere il pacchetto quando sento tuonare una voce alle mie spalle: "NON OSARE APRIRE QUEL PACCHETTO!!! Punto primo sono le 10 di sera e non si mangiano cracker alle 10 di sera, punto secondo sono tutti sbriciolati e finiranno sul divano e punto terzo le ho già detto io di no, se ora tu lo apri vanifichi i miei sforzi educativi".
Lo restituisco alla Bassa e le spiego: "No, Bassa, non si può perchè blablabla".
La Bassa reclina la testa, sbatte le palpebre e mi chiede con voce dolce:
"Papààà, apri cracker?"
"No" dico, inflessibile. Anche perchè la Alta mi tiene un revolver puntato sulla schiena.
Allora tenta con la strategia imperativa:
"Papà! Apri cracker!"
Alla risposta negativa, entra dunque in funzione la modalità "hammer": "Apricrackerapricrackerapricrackerapricracker" (che peraltro è uno sciolilingua interessante).
Constatato il fallimento anche di questa strategia, si prova con la modalità "sceneggiata napoletana" che prevede un colorito melodramma in cui lei si butta per terra e urla "UEEEEE....... APRIII CRACKERRRR..... UEEEEEEEEEEE"
Ma io sono inflessibile (il revolver sulla schiena aiuta).
Constatato il fallimento delle sue tecniche, la Bassa annuncia solenne. "Vado via a casa mia".
E se ne va.

lunedì 15 marzo 2010

Trasgressioni

Sono le otto di sera e la mia coinquilina Bassa già teledipendente reclama la sua dose quotidiana di tubo catodico.
"Teleeee!!! Teleeeeeeeee!!!!!"
"Ecco te la accendo"
"Eh no, eh! Non mettere ancora Pippi Calzalunghe. Un'altra serata a guardarla non la posso reggere, non ce la posso proprio fare. Stasera voglio guardare qualcosa di violento"
"Mmmmh... vediamo....".
Zapping.
"Ecco, c'è Tom e Jerry!"
"Benissimo!!!"

C'è stato un periodo in cui mi sarebbe piaciuto avere Sky per poter vedere tutte le sere Grissom e farmi una scorpacciata di morti ammazzati. Ora quel momento è arrivato e il massimo che posso fare per non turbare giovani menti troppo suscettibili è guardare un gatto e un topo disegnati che si rincorrono.

lunedì 25 gennaio 2010

White Ciapet

ATTENZIONE! WARNING! Post con effetto collaterale!

"Marrrito, lo sai che l'altro giorno in pausa pranzo ho visto quel telefilm che guardavi tu una sera... quello su Fox Crime su Jack lo Squartatore?"
"Ah, White Ciapet?!?! Bello vero? Ma che puntata hai visto, la prima o la seconda?"
"Non lo so... era quella dove alla fine ammazzavano la poliziotta"
"..."
"Marrrrito? Com'è che mi sembri leggermente arrabbiato?"
"No, non sono arrabbiato. Volevo solo ringraziarti. Evidentemente hai visto la seconda puntata, visto che la prima non finiva così... e grazie a te ora so già come va a finire...."

L'effetto collaterale è che ora lo sapete pure voi che leggete... sono davvero DIABBBBOLICO!

martedì 19 gennaio 2010

SS tata

Quella Alta lo guarda adorante nella tipica posizione dell'imbambolamento televisivo: occhio perso nel vuoto e bocca aperta con mascella cadente. Solo X Factor seconda edizione aveva avuto quell'effetto. Ogni parola che viene proferita per lei è Vangelo. Prima o poi inizierà a prendere appunti e a disseminare le "Regole" per tutta la casa come se fossero tavole della legge.

SOS Tata, che in realtà dovrebbe chiamarsi SS Tata, si basa su una evidente contraddizione: è un programma televisivo dove la Tata per riportare l'ordine familiare come Regola Aurea ha "Spegnete la televisione". Inoltre non credo sia edificante per quella Bassa vedere dei bambini che si esibiscono in scenate e capricci, la porta all'emulazione.

Secondo me tutti i casi proposti si basano su storie vere, ma sono recitati da attori. "Non è possibile" ribatte quella Alta, ma ha la mente ottenebrata dall'adorazione del programma . "Come fanno a far recitare i bambini anche molto piccoli? Eppoi le case e le storie sono così vere che non potrebbero fingere. E i bambini somigliano ai genitori, quindi sono vere famiglie".
Vabbè ma in televisione è tutto finto. E poi, dico io, chi andrebbe in televisione a far vedere che non riesce a domare i propri figli? Cioè è normale far vedere a tutta Italia i propri figli che fanno i capricci, che piangono, che soffrono, che ridono... in altre parole che senso c'è nel portare la propria intimità di famiglia in piazza?!

Se fosse un servizio privato, capirei. In fondo è stupefacente come riescano a portare l'ordine in una settimana (fermo restando che dev'essere finzione... non può bastare una settimana per rimediare a una vita di diseducazione!), come riescano a trovare il comportamento sbagliato che innesca tutti gli altri.
Si fa un grande parlare di privacy e poi... ci sono tutte quelle famiglie disposte a sbandierare i fatti propri in tivvù!?!

venerdì 15 gennaio 2010

Nuova ossessione

"PIPPI PIPPIIIII". è la nuova ossessione di quella Bassa che vive con noi.
Ogni sera, quando rientriamo è la stessa storia. Si mette davanti al televisore urlando come una dannata "'MANDO 'MANDOOOO PIPPPIIII" (= datemi un telecomando che voglio vedere Pippi!"). Lo danno tutte le sante sere su Sky. Due episodi due. Per lei non è concepibile una televisione che non trasmetta SEMPRE Pippi Calzelunghe, Sbippi per gli amici (e una volta, grazie alla Maratona Pippi, il suo sogno è diventato realtà... un incubo).
La Bassa apprezza soprattutto la sigla ("sbippisbippisbippi sbippisbippisbippi"), ma non disdegna anche gli episodi. Belli, eh.
Non fosse che sono SEMPRE gli stessi. Ho letto che ne hanno girati pochi, in più su Sky girano sempre gli stessi: Sbippi va sull'isola di Taka Tuka per salvare il suo papà rapito dai pirati. Ieri sera ne hanno dati due che non avevamo mai visto e stavamo gridando al miracolo! La strategia della pianificazione Sky dev'essere sfruttare al massimo ogni singolo episodio facendolo vedere fino a che non ne conosci ogni minimo dettaglio, ogni battuta. E poi si ricomincia con un altro.
Non se ne può più.
Comunque, dalla visione forzata di questo telefilm ho appreso delle nozioni importanti.
1) Sbippi è una sciroccata, ma è simpatica.
2) il papà di Sbippi, il capitano Calzelunghe, è un tamarro incredibile.
3) l'amica di Sbippi, Annika, è completamente andata. Mi sembra un po' lenta, forse si fa le canne. Suo fratello Tommy è già più sveglio.
4) Villa Villacolle, la casa dove vive Sbippi, è davvero bella. Ci baratterei volentieri il mio tre microlocali.
5) Ma com'è che sono sempre tutti mezzi svestiti? anche quando c'è la neve si mettono al massimo un maglione! E sì che sono in Svezia...
6) Devono essere stati davvero i vichinghi a scoprire l'america, visto il tempo che quei tre ci mettono ad arrivare dalla Svezia ai mari dei caraibi
7) Sbippi ha sempre del contante a disposizione. Che abbia vinto WinForLive?

Qualcuno mi salvi da Sbippi... anzi dall'abbonamento triennale di Sky, una condanna!

mercoledì 18 novembre 2009

Solo in caso di reale necessità

C'era una volta la mezz'ora di cartoni animati serali, che mandavano in onda su Italia 1 proprio quando sulla Rai c'era il telegiornale. E allora grandi litigate tra i genitori propensi a far entrare l'informazione dal tubo catodico e noi figli che invece volevamo vedere le avventure dei Puffi o di Occhi di gatto.
Adesso tutto è cambiato. Non solo ci sono cartoni animati 24 ore su 24, ma ci sono anche milioni di canali suddivisi per età. E si parte addirittura dall'età della Bassa con il canale 620 di Sky. Noi l'abbiamo scoperto l'altro giorno e ha un effetto ipnotico, non solo sulla Bassa ma anche sugli adulti. Sostanzialmente c'è una palla che rimbalza e va in giro... e la palla è esemplificativa delle sensazioni che si provano guardando quel canale. Ovviamente le istruzioni sono di farne un uso moderato, anzi moderatissimo, con la Bassa. Insomma, va usato solo in caso di reale necessità.

venerdì 13 novembre 2009

Il lavoro più noioso del mondo

Trama del film. C'è Schwarzenegger che è una spia, il suo lavoro è pericoloso e adrenalinico, sempre sul filo del rasoio, sempre dinamico, sempre in movimento, circondato da persone interessanti, in giro per il mondo. Ma, ovviamente, essendo un agente segreto, ha bisogno di una copertura, di un lavoro al di sopra di ogni sospetto, qualcosa di ripetitivo, tranquillo e sicuro. E qual è il lavoro più noioso del mondo che gli autori hanno scelto? Il programmatore di computer. Ossia il mio.
La visione di questo film mi ha provocato malinconia e ha suscitato in me numerose riflessioni.
E pensare che il film l'ho visto ancora prima di avere acquistato il mostro da 40 pollici con tanto di canali satellitari. In barba alla televisione generalista, che propone questi programmi con contenuti alti in grado di far riflettere e pensare, ieri sera ho guardato un interessante programma su come si fanno le lampade al neon. Questo sì che potrebbe essere utile!

giovedì 12 novembre 2009

Il mostro parte seconda

"E adesso cosa ne facciamo di questo coso?"
"Non so..."
"Indietro non lo prendono?"
"No"
"Potremmo mettere due file di sedie, comprare una macchina per i pop corn e cercare di recuperare qualche soldo..."
"Figurati, il pivius (mitologico personaggio che abita all'ultimo piano con una casa 4 volte la nostra e l'ascensore che entra in casa, ndr) ha uno schermo che è mille volte il nostro, lo vedono già tutti gli abitanti dei palazzi, per di più gratis".
"Giusto. Allora che si fa?"
"Boh, accendiamolo dai... vediamo almeno se va"
"No, no io questo coso in casa mia non lo voglio".
"Ma dai, già che è qua. Poi decidiamo il da farsi"
La Alta acconsente. Lo accendiamo e tutta la potenza dei 40 pollici e del full HD inonda la casa.
"Beh però... e c'è anche sky?"
"Sì... comunque avevi ragione, non va bene è troppo grande, invasivo. Anche per l'educazione della bambina, non è.... Alta ma mi stai ascoltando?"
"..."
"OH?"
"Ma dobbiamo proprio disfarcene?! in fondo non è poi così male..."

Ora le parti si sono invertite. Il mostro è ancora in sala, appeso a un destino incerto.

mercoledì 11 novembre 2009

Il mostro del papà

Può accadere che tutti ti dicano di fare una cosa ma tu, spinto da una forza interiore, decidi di fare di testa tua.
Può accadere che ti informi da ormai un anno su un acquisto, che vagli tutte le possibilità, che valuti attentamente le caratteristiche della concorrenza e poi, con certezza, sai qual è il prodotto giusto per te.
Può accadere che qualcuno ti insinui il dubbio che forse quello che hai scelto non è proprio l'ideale, che magari può essere bello in senso assoluto ma non in senso relativo, per te e la tua casa.
Può accadere che tu abbia un momento di tentennamento, che quasi ti lasci convincere, ma in fondo non vuoi cedere perchè comprare un televisore 32 pollici sarebbe una sconfitta personale. Tu vuoi il magnifico 40 pollici, con tutta la potenza dell'HD, lo vuoi lì, in una parete in cui ci sta giusto giusto e a chi ti dice: "Ma non è un po' troppo?!" tu obietti sicuro: "No, c'è scritto che la distanza dev'essere di un metro e venticinque dallo schermo e noi ce li abbiamo".
Può accadere che, dopo anni in cui la televisione con tubo catodico è stata relegata in camera da letto, disturbando il sonno tuo e della Alta, finalmente ti decidi all'acquisto del televisore piatto per la sala e può accadere che nel frattempo tutte le congiunture astrali siano favorevoli: esce una mega offerta in cui paghi a rate e ti danno anche i canali satellitari, piovono dei soldi dal cielo e il tuo modello è anche disponibile in magazzino. E tu vuoi accontentarti di un piccolo, misero 32 pollici?!
No, tu vai avanti per la tua strada.
Quando porti a casa lo scatolone, qualche dubbio inizia a venirti. Quando lo tiri fuori dalla scatola, ne sei quasi certo. Quando lo metti dove dovrebbe stare, e fuori dalla sala appare il cartello "sala numero 9 del multisala", ne sei sicuro: hai fatto una cazzata.