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sabato 14 agosto 2010

The monster

Repliche estive: puntata 7

Un evento ha sconvolto la nostra quiete familiare lo scorso evento.
E' stato l'arrivo del mostro del papà: se l'hai perso, leggilo qui.
Un terromoto familiare, con risvolti del tutto inattesi.... (vedi qui)

mercoledì 28 luglio 2010

Repliche estive

Premesse doverose:

1) Il mio lavoro è il programmatore informatico. Questo significa otto ore al giorno, tutti i giorni, davanti al pc. Dunque per me vacanza significa: "Niente pc"
2) Stiamo per partire in una landa desolata, abitata solo da pochi esemplari di razza umana. Internet c'è, non c'è? Il popolo si interroga
3) La partenza per tre settimane richiede uno spostamento di mezzi notevole. Il motto è: "Se sei indeciso se portare o no una cosa, tu portala". Quindi non c'è più spazio nemmeno per uno spillo. Figuriamoci un pc portatile

Per questi motivi non aggiornerò il Blog fino al mio ritorno. MA vi proporrò le repliche dei post vecchi che mi sono piaciuti. Insomma, farò il blog che imita la tivvù generalista in estate.
il motto è: "Piutost ca nient, l'è mej piutost"

Buone vacanze a tutti!

martedì 29 giugno 2010

Il picchio di Homer

Bzzzzz..zzzzz....zzzzz....zzzzzzzzzzzzzzzzzz


Notte tra sabato e domenica.
Un rumore nella notte mi risveglia dal sonno profondo.
Ma cosa diavolo è? Sembra una motosega... oddio che si sia impazzita quella Alta?
Ma no, è un rasoio elettrico.... devo ricordarmi di dire alla Alta di cambiare la sua suoneria dei messaggi sul cellulare.
Ma che ore sono?
Guardo la sveglia. Le cinque.
Chi è che manda messaggi alla Alta alle cinque?
"Alta... sei sveglia? Ti è arrivato un messaggio!"
"Mmmmh...."

Aspetto un po' e attendo una reazione. Niente.

Mi alzo e le porto la borsa, dove c'è il cellulare.

"Toh!"
"mmmmh..."

"Allora?"
"Niente, è l'ING Direct, dice che il mio PIN è stato modificato correttamente. Ora lasciami dormire, però"

"Il PIN? Ma tu non hai modificato il PIN".
"Mmmmmh...."
"Questo potrebbe significare che qualcuno sta cercando di entrare nel tuo conto corrente on line"
"Mmmmh... sì, ma ora dormiamo"
"Un hacker... ma dovrebbe avere anche la carta coi codici... tu ce l'hai la carta coi codici, giusto?!"
"Non lo so, non sono mai entrata da internet..."
"Dov'è la carta coi codici?"
"Boh, se ce l'ho è lì"
Mi alzo e vado a guardare. E' lì.
"Ma poi Alto, anche se qualcuno entrasse, non abbiamo soldi sul conto. Che danni potrebbero fare?"
E' vero. Ma il tarlo si è insinuato.

Mi rialzo e vado su internet. Il sito è inagibile per aggiornamenti. E mi arriva anche a me lo stesso messaggio.

Credo che qualche mio collega informatico stia passando un brutto quarto d'ora. Deve avere fatto una cazzata inviando a tutti questo messaggio.

Probabilmente è colpa del Picchio di Homer (Mi riferisco a quella puntata in cui Homer Simpson - un faro nella notte e un modello per noi uomini tutti - decide di ingrassare per poter usufruire del telelavoro. Mangiando solo cibo che, se strofinato, lascia un bell'alone di unto, mette su in breve tempo i chili necessari per guadagnarsi il diritto al telelavoro. Una volta a casa si accorge che quello che deve fare non è altro che schiacciare sempre lo stesso tasto del computer. Così decide di prendere un picchio di legno che fa su e giù schiacciando sempre la "y" di "yes" mentre lui può godersi la vita: ossia stare sul divano a bere birra e guardare la tv. A un certo punto però compare la domanda: "Vuoi far esplodere la centrale nucleare?". E il picchio schiaccia "yes". Doh!).
Per la cronaca, lunedì la ING ha mandato un altro sms di scuse per l'erroneo invio dei messaggi inviati tra le 12 e le 7 di mattina.
Nulla è stato reso noto invece a proposito del destino dell'incauto informatico.

lunedì 24 maggio 2010

In Plautmasch we trust

Rubrica settimanale: I lunedì del Prof. Plautmasch*
Questa volta intendo fornirvi una succulenta anticipazione parlandovi del mio nuovo lavoro: "NANOTECNOLOGIE: ovverosia TECNOLOGIE per nanetti".L'idea mi è venuta un po' di tempo fa, quando sono andato a trovare alcuni amici che lavorano al CERN.

Ho scoperto che qualcuno, a scopo puramente ludico, ha progettato invenzioni che migliorano la propria vita famigliare. Pannolini ipertecnologici che a ogni cambio presentano un repeferto completo delle analisi delle urine, passeggini radiocomandandati a propulsione nucleare, seggiolini per auto con incorporato distributore automatico di bevande nutritive.

Dopo quella visita mi sono posto la seguente domanda: Quanto la tecnologia ha reso più facile il lavoro dei genitori? Non mi sono dato una immediata risposta (alle volte amo ignorarmi) e sono andato ben oltre: la moderna tecnologia rivolta ai nanetti, cuccioli, hobbit, bimbi insomma, sta contribuendo a generare quello che tutti sembrano ignorare e che invece dovrebbe essere evidente agli occhi di ciascuno di noi: un autentico conflitto generazionale. Ne avevo già accenato anni fa nel mio "Genitori e motori: conflitti interiori", ma adesso la frontiera è andata ben oltre rispetto a quello che allora sembrava essere un limite invalicabile.

Ponetevi infatti una domanda; chi di voi genitori, almeno una volta nello svolgimento della propria funzione, non si è sentito rivolgere dai propri genitori o dai propri suoceri: "Adesso è tutto più facile, ai miei tempi non avevamo queste comodità". Già non c'erano, ma che colpa ne hanno i neo genitori? Che colpa hanno se adesso ci sono delle ecografie tridimensionali che sembrano prodotte direttamente dalla DREAMWORKS? Che colpa hanno questi neo papà e queste neo mamme se prima il sesso del bimbo lo si apprendeva alla nascita? O addirittura qualche mese dopo? Nessuna colpa, nessunissima colpa. Ma tanti sensi di colpa, perchè c'è sempre un "Dai retta a me, figliola, fai in questo modo ... prima non c'erano mica tutte queste creme, questi prodotti, queste salviettine. Usa quello che usavo io con te: dello yogurt magro!!!". "Dai retta a me ... smettela con questo programma di svezzamento, sono tutte mostruose cavolate ... a te quando avevi la sue età (11 mesi n.d.P.) davamo direttamente la frittata di cipolle e la peperonata con capperi."(Già e adesso, cara mamma, io odio sia le frittate, sia le cipolle, sia quei stramaledetti peperoni e ancor di più quei stramaledetti capperi. Non posso digerirli, dannazione!!!).


*Il prof. Wildebrando Apollonius Plautmasch, esperto in "Scienza del comportamento umano", di professione tuttologo nonchè autore di molti trattati e molti libri, è titolare della rubrica settimanale "I lunedì di Plautmasch" pubblicata ogni lunedì su questo blog.

venerdì 26 marzo 2010

Effetto collaterale n°2

Ovvero: Circa le inaspettate conseguenze del mio diabbolico piano intitolato "regalo-un-cellulare-super-tecnologico-alla-Alta-per-Natale-così-lei-non-lo-usa-e-lo-passa-a-me".

Primo episodio: Mi chiamano i miei.
"Figlio, stamattina per caso hai chiamato tu a casa nostra?"
"No, perchè?"
"Perchè sono un po' di mattine che verso le 9-9.30 ci suona il telefono. Fa uno squillo e smette"
"Boh sarà qualche problema alla linea"
"..."

Secondo episodio: Dialogo tra me e la Alta.
"Che palle, sono un po' di mattine che faccio tardissimissimo al lavoro"
"Come mai?"
"Bah diversi motivi. Non ultimo, quando accompagno la Bassa a casa di miei di solito gli facevo uno squillo dal cellulare. Loro uscivano così io potevo rallentare e lanciare la bambina dalla macchina senza fermarmi e sgommare via. Da un po' di tempo invece non sentono il telefono, quindi devo scendere, citofonare ed entrare».

Riassunto delle puntate precedenti: Per Natale avevo regalato alla Alta un fighissimo cellulare bianco touch screen che lei, inaspettatamente, non ha saputo usare. Così lei ha preso il mio vecchio cellulare e io quello nuovo (che bei momenti, leggi qui). Ma siccome non esiste il delitto perfetto mi ero dimenticato di trasferire i numeri dalla rubrica, così lei si è imbattuta in nomi che considerava opportuno rimuovere (ce l'aveva in particolare con Diavoletto, se vuoi leggi qui). Poi la cosa è passata e la vita aveva ripreso il suo regolare corso.
Fino a quando, recentemente, ci sono stati un paio di singolari episodi che hanno turbato la quiete familiare.

C'è voluto un bel po' di tempo, qualche telefonata alla Telecom e un po' di acume per capire che quello che era registrato nel mio vecchio telefono come "Casa Genitrice" era effettivamente il numero di casa dei miei e non dei genitori della Alta. Ma alla fine ce l'abbiamo fatta.

lunedì 15 marzo 2010

Trasgressioni

Sono le otto di sera e la mia coinquilina Bassa già teledipendente reclama la sua dose quotidiana di tubo catodico.
"Teleeee!!! Teleeeeeeeee!!!!!"
"Ecco te la accendo"
"Eh no, eh! Non mettere ancora Pippi Calzalunghe. Un'altra serata a guardarla non la posso reggere, non ce la posso proprio fare. Stasera voglio guardare qualcosa di violento"
"Mmmmh... vediamo....".
Zapping.
"Ecco, c'è Tom e Jerry!"
"Benissimo!!!"

C'è stato un periodo in cui mi sarebbe piaciuto avere Sky per poter vedere tutte le sere Grissom e farmi una scorpacciata di morti ammazzati. Ora quel momento è arrivato e il massimo che posso fare per non turbare giovani menti troppo suscettibili è guardare un gatto e un topo disegnati che si rincorrono.

venerdì 5 febbraio 2010

Effetto collaterale

Non esiste il delitto perfetto. Ho commesso un imperdonabile errore nel mio diabbolico piano intitolato: "A-Natale-regalo-alla-Alta-un-telefonino-strafigo-touchscreen-supertecnologico-sapendo-che-quasi-sicuramente-non-riuscirà-a-usarlo-così-lo-passa-a-me".
Finora tutto era andato come previsto ed ero riuscito a ottenere diversi benefici. Visto che non riusciva a usarlo, dopo qualche settimana mi aveva supplicato di fare cambio con il mio. Così, dopo aver fatto una figurona con il bel regalo, mi sono ritrovato con un cellulare nuovo.
L'imprevisto è che non ho cancellato i nomi della rubrica salvati sulla memoria del mio ex-telefono e ora lei li vede.
"Ma chi cavolo è questa "Diavoletto"? Perchè tu hai in rubrica una chiamata Diavoletto!?!? Sei sposato e padre di famiglia!"
"Ma no era una conoscente..."
"E questa? Chi è?"
"Era un'amica, solo un'amica, eh, ma non la sento da una vita..."
"E allora cancellala!"
"Ma no, dai, non si sa mai..."
"Cosa vuol dire non si sa mai?!? E io, vediamo io sotto che nome sono... NOME-E-COGNOME! Mi chiami nome e cognome sul cellulare! Io, tua moglie, la madre di tua figlia!"
C'è sempre un dettaglio che sfugge, mannaggia a me...

lunedì 25 gennaio 2010

La tecnologia è donna

Ci è voluto meno di un mese per farla capitolare.
Quando l'ha visto nuovo, bello e immacolato sotto l'Albero di Natale era entusiasta. "Che bello! E poi bianco, non ne avevo mai visti! COsì si intona con la tivvù! Grazie mille, il mio stava tirando gli ultimi".
Era talmente felice che ha ben pensato, il giorno successivo, di dare il colpo di grazia al suo, facendolo cadere con nonchalance, disintegrando metà schermo e decretando così defintivamente il suo addio a questo mondo.
Solo dopo ha approfondito la scoperta del nuovo arrivato, facendo una scoperta che ha destabilizzato le sue certezze. "Ehm... ma questo cellulare non ha i tasti".
"Certo è touchscreen!". Pazientemente le ho spiegato che ora le tastiere sono roba vecchia, che non si usano più. "Guarda, basta sfiorare lo schermo per far apparire numeri, mandare messaggi, inviare foto, collegarsi a internet...".
"Ma perchè anzichè la tastiera del cellulare non ne hanno disegnata una QWERTY come quella dei computer, che era più facile?".
E io che ne so? Da allora, qualcosa si è incrinato tra i due. E la mia coinquilina Alta ha iniziato a innervosirsi. "Non riesco a rispondere, come diavolo si fa?!?! e poi come cavolo si mandano i messaggi? gnn gnn (inconfondibile inflessione acida nella voce, ndr) ma sto c@##o di telefono..."
"Ma va che gioiellino di tecnologia amore, non ti arrabbiare"
"E come si fa a tornare indietro? e come si sblocca la tastiera-che-non-c'è...."
"Ma è facile, devi solo abituarti. E poi guarda che belle foto che fa"
"E come faccio a guardare? se muovo il telefono si muovono anche le foto! ferme ferme... questo telefono ha una vita propria"
Dopo una settimana senza telefonare, ricevere telefonate o mandare messaggi, si è arresa.
"Senti, hai presente quel cellulare che mi hai regalato a Natale... bello, eh. Ma io ne voglio uno normale. Posso fare cambio col tuo?"
"Ma il mio è vecchio!"
"Fa niente, almeno potrò riprendere i contatti col mondo"
"Sicura? non vuoi provare ancora un po'?"
"Sicura".
e così ora mi godo il mio nuovo cellulare touchscreen!