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lunedì 6 settembre 2010

I lunedì di Plautmasch: la nuova stagione


Proprio l'altro giorno mia mamma mi ha rifilato uno scatolone zeppo di cianfrusaglie che avevo abbandonato nella casa genitrice quando sono andato a vivere da solo e di cui mi ero dimenticato.
Le cose più belle da vedere sono state le cartoline, alcune scritte da persone che non ricordo neanche più chi sono, la gran parte scritte da rappresentanti del gentil sesso.
Da ragazzo era mia sorella che mi prendeva in giro per quello che mi scrivevano, ora è quella Alta che lo fa, con una inconfondibile nota acida nella voce che tradisce una certa gelosia. "..gnnn... ma guarda questa, che ti scrive: "Ciao figone..." E questa : "Come stai paul newman di Bassopoli" . E senti questa: "Qui al mare di bei ragazzi ce ne sono molti, ma non ho ancora trovato occhi azzurri più belli dei tuoi"".

La cosa buffa è che quando ero ggggiovane non avevo piena consapevolezza del mio aspetto e del potere che ne derivava. Le donne mi cascavano ai piedi e io pensavo che fosse un problema di pressione bassa.

Quello che non sapevo è che tra i miei fan ci fosse anche lei, Margherita.
E' stata quindi una piacevole coincidenza scoprire che l'intervento settimanale del nostro opinionista, il tuttologo professor Plautmasch, fosse incentrato proprio su questo tema....


"Buon giorno caro il mio Editore.

La prego di perdonarmi ma questo lunedì userò la mia rubrica per uno scopo molto speciale. Come le avevo detto per telefono quest'anno sono andato al mare con alcuni miei amici scienziati tra cui Margherita H, noto astrofisico.
Non so come ma è venuta a conoscenza che LEI, sprovveduto, ma simpatico giovanotto, oramai sa tutto riguardo l’amore che ELLA segretamente, da anni, nutre nei suoi confronti.
Orbene, mi ha chiesto di recapitarle alcune sue righe. All'inizio mi ero prontamente rifiutato. Siamo accademici e non ragazzini di prima superiore, ma poi ho dovuto cedere. Sia per le ombrellonate che ho ripetutamente ricevuto sia per sdebitarmi. Margherita questa estate mi ha salvato la vita: avevo incautamente fatto un bagno subito dopo aver abbondantemente pranzato con cozze, calamari, polipi e pesce spada".

Mio Immenso amore bellissimo, adesso so che tu sai.
Sai che ti amo, da tanto tempo, in silenzio, soffrendo. Ti amo con tutta me stessa, con ogni mia singola particella subatomica. Pensarti stravolge i delicati equilibri del mio flusso molecolare emodinamico. Ma non posso farne a meno. Per me hai più fascino dell”'Equazione di Tolman-Oppenheimer-Volkoff", per me hai più valore del "Teorema di von Zeipel".
Tu sei il mio amore Plutonico.
Ti avrei reso felice, molto felice. Per Natale non ti avrei regalato una cintura qualsiasi: ti avrei regalato la cintura di Orione. Ti avrei dedicato costellazioni, galassie, buchi neri.
Io sarei stata la tua Venere, tu il mio Giove . Per te avrei colmato la "Lacuna di Hertzsprung", insieme avremmo percorso gli immensi spazi intergalattici, visitato la "Chioma di Berenice", attraversato nane gialle, nane bianche, giganti rosse e visitato i Puffi BLU.
E non importa se l’incedere del tempo, freddo e inesorabile, sta lasciando segni evidenti su quel magnifico fisico che un tempo fu il terrore di tutti i tatami lombardi. Non mi importa se quel ventre, una volta piatto e definito come una testuggine marina, adesso vede la comparsa dei maniglioni antipanico dell’amore.
Io ti amo e ti amerò per sempre.
Tua M.

lunedì 30 agosto 2010

I lunedì di Plautmasch: Il ritorno


Riprende oggi (più o meno) la rubrica settimanale denominata "I lunedì di Plautmasch", in cui l'esimio professore, già vincitore del premio Nobel, di diversi premi Oscar e di tre Telegatti, intrattiene i lettori con riflessioni e pensieri su diversi argomenti relativi a ogni campo dello scibile umano, essendo lui un Tuttologo di professione.

PER QUEST'ANNO NON CAMBIARE, STESSO BLOG E STESSO MARE

"Pronto?"
"Buongiorno Professore"
"Buongiorno giovanotto, che piacere sentirla. Come sono andate le vacanze?"
"Benissimo ... mi sono rilassato ... peccato quell'incidente durante la mia prima settimana di lavoro"
"Si, ho letto ... certo che anche lei, che diamine!"
"Anche io cosa?"
"Fermarsi con la macchina alle strisce..Possibile che non abbia ancora imparato che a Milano i pedoni sono elementi sacrificabili al fine di ottenere una scorrevole viabilità?"
"Comincio a pensarlo, ma non parliamo di questo ... come mai non mi ha mandato il pezzo da pubblicare lunedì scorso?"
"Ma io sono ancora in vacanza, sono al mare."
"Come ancora in vacanza? Qui abbiamo riaperto il BLOG"
"Ma non dovevate riaprire il 30?"
"NO! E siamo ripartiti senza il suo pezzo: che figura!"
"Non glielo avevo detto, comunque, che intendevo prendermi un anno sabbatico?"
"Dannazione: lei ha preso un impegno prciso con questo BLOG."
"Suvvia VERBA VOLANT E CARTA PUREM"
"A parte che il proverbio non è così, mi auguro che per questo lunedì lei possa rimediare."
"Assolutamente no. Io qui mi sto divertendo un mondo qui in spiaggia con i miei colleghi e amici Rita, Margherita e Renato."
"Gli scienziati?"
"Si, proprio loro, sono un autentico spasso ..."
"Suvvia ... non poteva scegliersi una compagnia più giovane?"
"Giovanotto lei parla così perchè non li conosce! Deve sentire i loro discorsi la Rita ha una autentica passione per Fabrizio Corona: dice che l'attizza come un camino. E Renato ... mamma mia ... corre dietro a tutte le ragazze in topless."
"E Margherita?"
"Sa bene che sono anni che è innamorata persa di lei ...la chiama IL MIO AMORE PLUTONICO"
"Platonico, vorrà dire"
"No, no .. PLUTONICO. Un amore meravigliosamente ATOMICO"
"D'accordo ... d'accordo ... è tutto bello, ma ... il pezzo?"
"L'ho detto mi sono preso un anno sabbatico"
"Ma io ho già venduto numerosi spazi pubblicitari del BLOG!"
"Non mi interessa il volgare pecunio. Lo ripeto: un anno sabbatico"
"Si tratta di moltissimi euri"
"Ehmm .. quantifichi meglio, per cortesia"
"Migliaia ... decine di migliaia ..."
"Oddio ... in fondo sono già stanco delle vacanze e poi l'estate sta finendo e un anno se ne và. Sa che le dico? Io quasi quasi torno al lavoro. Che ne pensa?"
"Come al solito lei sforna meravigliose idee ..."
"Non posso far altro che concord... ehi! Voi 3: fermi! Smettetela! Per la miseria: le vostre cartillagini!!! Giovanotto, ci sentiamo in un altro m omento, quei tre sconsiderati si sono messi a ballare il WAKA WAKA!!!"

lunedì 5 luglio 2010

I lunedì di Plautmasch


Non poteva che essere un tema "scottante", quello scelto dal nostro professor Plautmasch come argomento di questa settimana davvero calda a livello meterologico.


Il nostro opinionista e tuttologo, questa settimana ci parlerà di "Bambini e televisioni.



Avevo appena terminato la conferenza “Bambini e programmi, paranoie e anche drammi” presso una nota università Milanese e come consueto passai alle domande del pubblico.
Il primo fu un giovine di bell’aspetto, abbronzato e con un viso invero simpatico.
G: “Esimio professore, in definitiva: ai bambini fa male passare troppo tempo davanti alla televisione?”
P: “Da un punto di vista puramente logistico, direi proprio di no. Trovarsi dietro potrebbe essere alquanto problematico. Comunque sia sarebbe meglio se la televisione fosse spenta o perlomeno non frequentemente accesa …”
Secondo giovine: “Ne è sicuro? Non trova invece che la televisione possa forgiare le generazioni di domani?”
P: “Dipende dall’uso. Un uso smodato creerebbe sicuramente una generazione di imbecilli. Secondo me sulle televisioni dovrebbero scrivere Attenzione NON è un medicinale, ma l’uso prolungato potrebbe causare danni collaterali irreversibili”
Terzo giovine: “In che senso? Si spieghi meglio …”
P: “Vede … la maggior parte dei programmi che passano in televisione sono poco più che spazzatura. E mi scuso se offendo la spazzatura. Stiamo chiaramente assistendo a un degrado socio-culturale e la televisione, mio giovani interlocutori, ha il suo bel grado di colpa.”
Quarto giovine: “Professore, non ho ancora ben capito ma lei guarda la televisione?”
P: “Non la guardo e nè la seguo: la osservo. Il mio è unicamente un approccio professionale. Tranne per Piero Angela. Ho una autentica passione per Piero Angela.”
Quinto giovine: “In definitiva: ha la giusta ricetta?”
P. “Giovanotto, mi ha forse preso per un medico? No, non ho una ricetta. L’ideale sarebbe far capire ai nostri figli che nulla di quello che vedono in televisione è reale, nemmeno Bruno Vespa. C’è naturalmente qualche eccezione. Ricordo che una mia recente ricerca ha portato alla logica conclusione che noi tutti siamo potenzialmente dei Power Rangers”.

*Di lunedì il Corriere della Sera ha Alberoni, Beppe Grillo ha Marco Travaglio e questo Blog ha l'onore di ospitare il contributo del prof. Wildebrando Apollonius Plautmasch. Esperto in "Scienza del comportamento umano", il prof. Plautmasch di professione è tuttologo nonchè autore di molti trattati e libri che lui stesso non saprebbe probabilmente elencare al completo.

lunedì 28 giugno 2010

Dialogo tra Plautmasch


Puntuale come le zanzare d'estate, ecco a voi il settimanale contributo del professor Plautmasch* a codesto blog. Dopo aver dissertato, nelle scorse settimane, di temi legati alla famiglia (che peraltro si possono ritrovare nella sua opera omnia "La famiglia non vive nella conchiglia"), questa settimana il nostro Plautmasch è alle prese con un argomento di scottante attualità.

“Allora, è pronto il pezzo?”
“No, questa volta non so cosa scrivere ..”
“Come non sai cosa scrivere?”
“Sono stravolto dal dolore … non so cosa scrivere … cosa vuoi che ti dica? Non ho idee ..”
“Ma non è possibile, lui fa affidamento su di te, ti ha consegnato il “suo” lunedì, non puoi tradirlo”
“Capirà. E’ un giovanotto simpatico e intelligente, sebbene bizzarro, quindi comprenderà perché questa volta non gli manderò nulla”
“ Ma … che dici? Siamo impazziti?”
“Sono distrutto, non lo capisci? D-I-S-T-R-U-T-T-O, affranto, stravolto: kaputt”
“Non puoi fare così: devi reagire. Tu sei un illustre accademico!”
“Ultimi! Siamo arrivati ultimi del girone! Che umiliazione … è la fine …”
“Non puoi farti coinvolgere in codesto modo! E’ pazzesco! Tu sei uno studioso, devi essere freddo e distaccato. E’ un occasione per analizzare questa situazione dal punto di vista socio-culturale. Che so, i soliti miliardari viziati che sono stati strapazzati dalla classe operaia”
“Ecchissenefrega da chi siamo stati strapazzati! Abbiamo pareggiato con la Nuova Zelanda, non lo capisci? La Nuova Zelanda!!!! Chi immaginava fino al mese scorso che in Nuova Zelanda giocassero anche a calcio? Nessuno!!!! E’ pazzesco!!!”
“Ma tu sei un premio Nobel, un premio Pulitzer, un premium Saiwa!!!”
“Già .. ma adesso bramo l’oblio, il nulla, un silenzio assoluto che mi circondi e che mi avvolga completamente. Tre gol dalla Slovacchia! Santi numi: dalla Slovacchia! Scommetto che quasi nessuno sa dove si trova questa Slovacchia!!! La vita adesso non ha più alcun senso”
“Pensa ai risvolti positivi, qualcuno esulta: radio Padania ..”
“Per la barba di Giove! Radio Padania … Bossi … Borghezio … la Trota ….Calderoli … ah, come soffro … condannati a una sofferenza sconfinata e devastante! Che cosa abbiamo mai fatto di così brutto per meritarci tutto questo?”
“Suvvia Plautmasch non puoi farti prendere da codeste banali emozioni”
“Mio caro Plautmasch le emozioni non sono mai banali … la passione non è banale, la passione è … passione. Dannazione Marcello: perché non hai convocato un Plautmasch?”
“Su questo ti do ragione: un Plautmasch avrebbe decisamente evitato un tale disastro …oh insomma: basta! Che intenzioni hai?”
“In codesto momento? Essere completamente solo … la vita alle volte assume il sapore dell’amaro assoluto”
“E il pezzo?”
“Lunedì prossimo, non oggi … e fammi un favore quanto te ne vai: portati via le mie vuvuzelas”




*Di lunedì il Corriere della Sera ha Alberoni, Beppe Grillo ha Marco Travaglio e questo Blog ha l'onore di ospitare il contributo del prof. Wildebrando Apollonius Plautmasch. Esperto in "Scienza del comportamento umano", il prof. Plautmasch di professione è tuttologo nonchè autore di molti trattati e libri che lui stesso non saprebbe probabilmente elencare al completo.

lunedì 21 giugno 2010

Il terzo Plautmasch


In questo primo giorno di estate, siamo fieri di presentare l'ormai tradizionale appuntamento con la rubrica del professor Plautmasch*, che come ogni lunedì presta la sua arguta penna a codesto blog, arricchendolo di contenuti e argomenti.






Oggi voglio disquisire amabilmente su un argomento, caro il mio editore, che evidentemente le sta molto a cuore (vedi qui, ndr).
Parlo del terzo figlio, utilizzando un ordine puramente cronologico di nascita.
La sua teoria è molto affascinante, anche perché riportata nel mio “Sono terzo mica per scherzo” a cui lei, ne sono certo, ha preso spunto per rivendicare il ruolo che giustamente le compete al posto dell’oblio a cui è stato condannato da una sorte decisamente avversa.
Questa teoria ha però una grossa falla: il terzogenito Plautmasch.
Nelle famiglie Plautmasch il terzogenito ha sempre avuto un ruolo importantissimo nella storia d’Europa e non solo. Tutto questo è ampiamente riportato ne “Le cronache dei Plautmasch”, un'opera omnia che sto scrivendo da qualche lustro.
Fu un terzogenito, Jean Claude Plautmasch, che nel A. D. 1118 assieme ad alcuni cavalieri fondò l’“Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Gerusalemme”, l’Ordine Monastico dei Cavalieri Templari.
Fu un terzogenito, Philip Oswald Plautmasch, a determinare il 26 agosto 1346 a Crecy (Francia) il corso della famosa battaglia tra inglese e francesi. Commentando un bovino alquanto bizzarro, il giorno prima, se ne uscì con il famoso “look at that long cow” proprio mentre stava passando uno degli strateghi. Lui capì “Why not a longbow?” e illuminato corse a proporre di impiegare il famigerato arco inglese (longbow) che fu così determinante per quella battaglia.
Sempre un terzogenito, Eugenio Baldovino Plautmasch, il 14 aprile 1912 alle ore 23:34 uscito in coperta su una nave da crociera, dopo una abbondante libagione, esclamò incavolato “Questo GIN fa schifo, ci vorrebbe del ghiaccio!!!”. Quella nave era il TITANIC.
Com’è possibile evincere da “Le cronache dei Plautmasch”, dunque, il sangue dei Plautmasch attraversa tutta la storia d’Europa, e non solo. Un lungo torrente ematico dei terzogeniti, i famigerati “TERZO PLAUTMASCH”.

Lunga vita e prosperità.
Prof. Plautmasch




*Il lunedì il Corriere della Sera ha Alberoni, Beppe Grillo ha Marco Travaglio e questo Blog ha l'onore di ospitare il contributo del prof. Wildebrando Apollonius Plautmasch. Esperto in "Scienza del comportamento umano", il prof. Plautmasch di professione è tuttologo nonchè autore di molti trattati e libri che lui stesso non saprebbe probabilmente elencare al completo.

lunedì 31 maggio 2010

3) I lunedì del prof. Plautmsch

L'angolo del Prof. Plautmasch*
Dopo averci parlato dello scottante tema "genitori al supermercato" e averci svelato scorci di futuro approfondendo l'argomento "nanotecnologie", torna anche questa settimana l'ormai tradizionale appuntamento con il prof. Plautmasch. Che ci regala una vera perla in tema di pedagogia.

Frequentando codesto BLOG ho ripreso un mio vecchio progetto ampiamente illustrato nel mio saggio “Magia e Pedagogia” il quale, come poi ho scoperto, ha influenzato la scrittrice J. K. Rowling nella creazione del ciclo di Harry Potter.

Nel corso degli anni e solo dopo approfondite ricerche ho sviluppato diversi metodi per la pedagogia infantile. Perché parlo al plurale? Perché sono convinto che ogni famiglia, o tipologia di famiglia, debba avere il proprio. Ammetto che alcune indicazioni fornite stridono con la “Dichiarazione universale dei diritti umani” e ammetto anche che l’UNICEF ha denunciato più volte il sottoscritto alla “Corte internazionale di giustizia”.

Dico subito che i miei metodi sono completamente a favore dei genitori. Sono loro che pagano le tasse e che a mio avviso meritano un’attenzione maggiore.

Non perdo altro tempo (la mia natura di accademico a volte tende a farmi diventare particolarmente prolisso) e vado al sodo esponendone qualcuno.

Metodo “Molotov-Ribbentrop”.

Si ispira ampiamente al metodo Montessori, ritenendolo un fallimento totale. Al bambino occorre indirizzare parole semplici, secche, precise. “RAUS”, “SCHNEL”, “GEWASCHEN”. Da parte del bimbo non ci deve essere nessun tentennamento. Deve solo scattare al perentorio ordine. Questo metodo ha inoltre il vantaggio di contribuire allo sviluppo psicomotorio del bimbo.

Metodo “Grissom”.

Ogni luogo dove ha agito la prole è da considerare come una potenziale scena del crimine. Voi genitori dovete girare per casa con una misteriosa valigetta contenente tra le altre cose una lente di ingrandimento e il kit completo per il rilevamento delle impronte digitali. Non importa come, dove e quando: prima o poi scoprirete la marachella. Il piccolo delinquente deve sapere che non la farà mai franca. Sono ammessi interrogatori con la lampada puntata in faccia.

Metodo “Massimo Decimo Meridio”.

E’ sera e arrivate a casa. La trovate devastata. Il bimbo o bimba ha letteralmente demolito ogni suo angolo. Non solo, vi dicono anche che egli (o ella) ha fatto inferocire maestri, nonni e anche vicini di casa. L’approccio iniziale di questo metodo è la calma assoluta. Agire di impulso è un grosso errore strategico. Chiamate nonni, zii, parenti tutti e radunateli in fila davanti al piccolo barbaro che vi sta guardando con aria di sfida. Dopo aver passato in rassegna le vostre legioni, pronunciate la fatidica frase “Forza e onore! Al mio segnale scatenate l’inferno!”

Metodo “Silvio”.

Ai figli promettete di tutto: da un milione di nuovi giocattoli al MAXI condono di tutti i capricci. Per i più scalmanati anche un indulto di 3 o 4 anni. Una volta eletti, ottenuta quindi la loro fiducia, rimangiatevi allegramente tutto. Tra qualche “mi consenta” e qualche “chiribbio”. Se dovesse scappare qualche protesta, lamentatevi dei maestri comunisti (del nido o d’asilo o della scuola fa lo stesso) che non vi permettono di lavorare.

(Nota bene. Per i padri che intendono adottare questo metodo astenersi da una goliardica vita mondana!)
*Il prof. Wildebrando Apollonius Plautmasch, esperto in "Scienza del comportamento umano", di professione tuttologo nonchè autore di molti trattati e molti libri, è titolare della rubrica settimanale "I lunedì di Plautmasch" pubblicata ogni lunedì su questo blog.

lunedì 24 maggio 2010

In Plautmasch we trust

Rubrica settimanale: I lunedì del Prof. Plautmasch*
Questa volta intendo fornirvi una succulenta anticipazione parlandovi del mio nuovo lavoro: "NANOTECNOLOGIE: ovverosia TECNOLOGIE per nanetti".L'idea mi è venuta un po' di tempo fa, quando sono andato a trovare alcuni amici che lavorano al CERN.

Ho scoperto che qualcuno, a scopo puramente ludico, ha progettato invenzioni che migliorano la propria vita famigliare. Pannolini ipertecnologici che a ogni cambio presentano un repeferto completo delle analisi delle urine, passeggini radiocomandandati a propulsione nucleare, seggiolini per auto con incorporato distributore automatico di bevande nutritive.

Dopo quella visita mi sono posto la seguente domanda: Quanto la tecnologia ha reso più facile il lavoro dei genitori? Non mi sono dato una immediata risposta (alle volte amo ignorarmi) e sono andato ben oltre: la moderna tecnologia rivolta ai nanetti, cuccioli, hobbit, bimbi insomma, sta contribuendo a generare quello che tutti sembrano ignorare e che invece dovrebbe essere evidente agli occhi di ciascuno di noi: un autentico conflitto generazionale. Ne avevo già accenato anni fa nel mio "Genitori e motori: conflitti interiori", ma adesso la frontiera è andata ben oltre rispetto a quello che allora sembrava essere un limite invalicabile.

Ponetevi infatti una domanda; chi di voi genitori, almeno una volta nello svolgimento della propria funzione, non si è sentito rivolgere dai propri genitori o dai propri suoceri: "Adesso è tutto più facile, ai miei tempi non avevamo queste comodità". Già non c'erano, ma che colpa ne hanno i neo genitori? Che colpa hanno se adesso ci sono delle ecografie tridimensionali che sembrano prodotte direttamente dalla DREAMWORKS? Che colpa hanno questi neo papà e queste neo mamme se prima il sesso del bimbo lo si apprendeva alla nascita? O addirittura qualche mese dopo? Nessuna colpa, nessunissima colpa. Ma tanti sensi di colpa, perchè c'è sempre un "Dai retta a me, figliola, fai in questo modo ... prima non c'erano mica tutte queste creme, questi prodotti, queste salviettine. Usa quello che usavo io con te: dello yogurt magro!!!". "Dai retta a me ... smettela con questo programma di svezzamento, sono tutte mostruose cavolate ... a te quando avevi la sue età (11 mesi n.d.P.) davamo direttamente la frittata di cipolle e la peperonata con capperi."(Già e adesso, cara mamma, io odio sia le frittate, sia le cipolle, sia quei stramaledetti peperoni e ancor di più quei stramaledetti capperi. Non posso digerirli, dannazione!!!).


*Il prof. Wildebrando Apollonius Plautmasch, esperto in "Scienza del comportamento umano", di professione tuttologo nonchè autore di molti trattati e molti libri, è titolare della rubrica settimanale "I lunedì di Plautmasch" pubblicata ogni lunedì su questo blog.

lunedì 17 maggio 2010

NOVITA': I LUNEDI' DEL PROF. PLAUTMASCH

L'idea mi è venuta così, all'improvviso, come una folgorazione, una mattina mentre bevevo il mio caffè del risveglio alla macchinetta.
Ho pensato "Sarebbe bello, ma chissà...". E poi mi è presa una certa soggezione, una sorta di timore referenziale. Ma mi sono fatto coraggio, mi sono detto che in fondo chiedere non costa niente e che sarebbe stato per il bene collettivo.
Trovarlo non è stato facile, ma ce l'ho fatta. E, incredibile dictu, Lui ha anche accettato.
Per questo è con orgoglio che vi annuncio che ogni lunedì questo blog ospiterà un ospite prestigioso, ma cosa dico un ospite... l'Ospite con la maiuscola.
Colui che vanta un curriculum così lungo da essere rilegato a fascicoli come la Treccani.
Colui che viaggia per il mondo per partecipare ai congressi prestigiosi.
Colui che scrive trattati sulle problematiche più interessanti riguardanti l'infanzia e l'educazione.
Colui che da tempo commenta in modo colto e appropriato questo blog, elevandone il tono a vette che io non mi sognerei mai di raggiungere.

Il Corriere della Sera ha Alberoni, Beppe Grillo ha Marco Travaglio... e noi, signore e signori, noi... abbiamo il Professor Plautmasch.
Benvenuto!

L'angolo del Prof. PLAUTMASCH

Buon giorno caro Blog e buon giorno anche ai suoi BLOGAscoltatori. Si, ha letto bene, ho detto “ascoltatori”, un BLOG non lo si legge, lo si ascolta.

Devo ammettere che quando ho letto il post di Venerdì "NOVITA': Stay tuned!!!" ho subito pensato: “Cosa diavolo ha in serbo quel mattacchione dell’autore?” Non immaginavo che tanto entusiasmo fosse indirizzato in toto alla mia umile persona. Spero di non deluderla. Anzi deluderVI.

Dopo i convenevoli di rito, passiamo oltre.

Sabato scorso mi stavo domandando come inaugurare questo mio piccolo spazio, quando sono entrato in un supermercato. (Già, anche i Nobel mangiano) Mi ero appena fermato all’ingresso quando ho visto entrare alcune coppie con bambino e, come spesso accade, la lampadino del genio si è accesa dentro di me.
Come lei ben sa, sono anche uno studioso degli aspetti psico-comportamentali indotti dalla società moderna e non potevo non notare le diverse tipologie di genitori che stavano entrando. Diverse tra di loro sia nell’uso del carrello della spesa che del bimbo in relazione ad esso.

Genitori modello “NASA”.
Film preferito “2001 odissea nello spazio”

Entrano già con il bimbo seduto nel seggiolino del carrello e con in mano una stampa di un foglio excel. Una lista di prodotti in ordine alfabetico con tanto di marca e raffronto di prezzo suddiviso in almeno 4 supermercati. Qualcuno ha fatto anche delle tabelle PIVOT. Sono organizzatissimi. Dispongono gli acquisti in maniera così maniacale che alla fine, nel carrello, c’è un unico cubo. Perfetto. Senza nemmeno un piccolo spazio tra i vari prodotti. Per loro la spesa non è una necessità, ma una missione. Il bimbo (o bimba) seduto tranquillo nel suo seggiolino ha già le idee chiare: da grande diventerà un responsabile di reparto.

Genitori modello “Corsari”.
Film preferito “La maledizione della prima luna”

Convinti di fare in fretta. mettono il bimbo direttamente nel carrello, tanto hanno poche cose da acquistare. Scelgono i prodotti in base a una lista puramente mnemonica e gettano la roba direttamente nel carrello, accanto al bambino. Dopo un po’ quell’”accanto” diventa un tragico “sopra”. Il bimbo viene sommerso e le sue grida, sempre più deboli, vengono completamente ignorate da genitori in preda a un evidente raptus da acquisto. Quando arrivano alla cassa può capitare che il bimbo venga disposto sul nastro trasportatore, per ultimo. Per loro la spesa è un assalto a un galeone di mercanti spagnoli.

Genitori modello “ALL Blacks”.
Film preferito “Once we were warriors”

Non mettono il bimbo nel carrello, ma lo lasciano libero. Prima di entrare si esibiscono in gruppo, preferibilmente nel parcheggio, nella danza Haka dei Maori. Sono convinti di avere la situazione sotto controllo, ma solo dopo qualche minuto capiscono il loro tragico reiterato errore. Li vedi rincorrere il pargolo per tutti i reparti con in mano confezioni di cosce di pollo. Qualche volta si esibiscono in plateali placcaggi nel reparto surgelati. Hanno si una lista, ma in genere la perdono e alla fine comprano ben poco di quello che avevano in mente. Raggiungono la cassa come un assetato nel deserto raggiunge l’OASI con l’acqua.: con degli “EVVIVA” e “E’ FINITA”. Qualcuno abbraccia la cassiera ringraziandola di chissà quali meriti.

Per loro la spesa è una necessità, altrimenti non la farebbero mai.