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martedì 25 maggio 2010

La stratega

Sera, a casa.
Sono sul divano e guardo la televisione.
"Papà, apri cracker?"
Siccome sto guardando la televisione e sono un uomo, la mia attenzione è rivolta a quello che sto vedendo in questo momento, che non so cosa sia ma è sicuramente la cosa più interessante che io abbia mai visto e dalla quale non posso distrarmi. E poi io ho la capacità di focalizzarmi su un solo obiettivo alla volta, difficilmente posso ascoltare qualcuno mentre guardo la televisione. E se mi trovo un pacchetto di cracker in mano e sento una voce che dice "apri", lo apro senza farmi troppe domande.
Faccio per prendere il pacchetto quando sento tuonare una voce alle mie spalle: "NON OSARE APRIRE QUEL PACCHETTO!!! Punto primo sono le 10 di sera e non si mangiano cracker alle 10 di sera, punto secondo sono tutti sbriciolati e finiranno sul divano e punto terzo le ho già detto io di no, se ora tu lo apri vanifichi i miei sforzi educativi".
Lo restituisco alla Bassa e le spiego: "No, Bassa, non si può perchè blablabla".
La Bassa reclina la testa, sbatte le palpebre e mi chiede con voce dolce:
"Papààà, apri cracker?"
"No" dico, inflessibile. Anche perchè la Alta mi tiene un revolver puntato sulla schiena.
Allora tenta con la strategia imperativa:
"Papà! Apri cracker!"
Alla risposta negativa, entra dunque in funzione la modalità "hammer": "Apricrackerapricrackerapricrackerapricracker" (che peraltro è uno sciolilingua interessante).
Constatato il fallimento anche di questa strategia, si prova con la modalità "sceneggiata napoletana" che prevede un colorito melodramma in cui lei si butta per terra e urla "UEEEEE....... APRIII CRACKERRRR..... UEEEEEEEEEEE"
Ma io sono inflessibile (il revolver sulla schiena aiuta).
Constatato il fallimento delle sue tecniche, la Bassa annuncia solenne. "Vado via a casa mia".
E se ne va.

venerdì 26 marzo 2010

Effetto collaterale n°2

Ovvero: Circa le inaspettate conseguenze del mio diabbolico piano intitolato "regalo-un-cellulare-super-tecnologico-alla-Alta-per-Natale-così-lei-non-lo-usa-e-lo-passa-a-me".

Primo episodio: Mi chiamano i miei.
"Figlio, stamattina per caso hai chiamato tu a casa nostra?"
"No, perchè?"
"Perchè sono un po' di mattine che verso le 9-9.30 ci suona il telefono. Fa uno squillo e smette"
"Boh sarà qualche problema alla linea"
"..."

Secondo episodio: Dialogo tra me e la Alta.
"Che palle, sono un po' di mattine che faccio tardissimissimo al lavoro"
"Come mai?"
"Bah diversi motivi. Non ultimo, quando accompagno la Bassa a casa di miei di solito gli facevo uno squillo dal cellulare. Loro uscivano così io potevo rallentare e lanciare la bambina dalla macchina senza fermarmi e sgommare via. Da un po' di tempo invece non sentono il telefono, quindi devo scendere, citofonare ed entrare».

Riassunto delle puntate precedenti: Per Natale avevo regalato alla Alta un fighissimo cellulare bianco touch screen che lei, inaspettatamente, non ha saputo usare. Così lei ha preso il mio vecchio cellulare e io quello nuovo (che bei momenti, leggi qui). Ma siccome non esiste il delitto perfetto mi ero dimenticato di trasferire i numeri dalla rubrica, così lei si è imbattuta in nomi che considerava opportuno rimuovere (ce l'aveva in particolare con Diavoletto, se vuoi leggi qui). Poi la cosa è passata e la vita aveva ripreso il suo regolare corso.
Fino a quando, recentemente, ci sono stati un paio di singolari episodi che hanno turbato la quiete familiare.

C'è voluto un bel po' di tempo, qualche telefonata alla Telecom e un po' di acume per capire che quello che era registrato nel mio vecchio telefono come "Casa Genitrice" era effettivamente il numero di casa dei miei e non dei genitori della Alta. Ma alla fine ce l'abbiamo fatta.

venerdì 5 febbraio 2010

Effetto collaterale

Non esiste il delitto perfetto. Ho commesso un imperdonabile errore nel mio diabbolico piano intitolato: "A-Natale-regalo-alla-Alta-un-telefonino-strafigo-touchscreen-supertecnologico-sapendo-che-quasi-sicuramente-non-riuscirà-a-usarlo-così-lo-passa-a-me".
Finora tutto era andato come previsto ed ero riuscito a ottenere diversi benefici. Visto che non riusciva a usarlo, dopo qualche settimana mi aveva supplicato di fare cambio con il mio. Così, dopo aver fatto una figurona con il bel regalo, mi sono ritrovato con un cellulare nuovo.
L'imprevisto è che non ho cancellato i nomi della rubrica salvati sulla memoria del mio ex-telefono e ora lei li vede.
"Ma chi cavolo è questa "Diavoletto"? Perchè tu hai in rubrica una chiamata Diavoletto!?!? Sei sposato e padre di famiglia!"
"Ma no era una conoscente..."
"E questa? Chi è?"
"Era un'amica, solo un'amica, eh, ma non la sento da una vita..."
"E allora cancellala!"
"Ma no, dai, non si sa mai..."
"Cosa vuol dire non si sa mai?!? E io, vediamo io sotto che nome sono... NOME-E-COGNOME! Mi chiami nome e cognome sul cellulare! Io, tua moglie, la madre di tua figlia!"
C'è sempre un dettaglio che sfugge, mannaggia a me...

lunedì 25 gennaio 2010

La tecnologia è donna

Ci è voluto meno di un mese per farla capitolare.
Quando l'ha visto nuovo, bello e immacolato sotto l'Albero di Natale era entusiasta. "Che bello! E poi bianco, non ne avevo mai visti! COsì si intona con la tivvù! Grazie mille, il mio stava tirando gli ultimi".
Era talmente felice che ha ben pensato, il giorno successivo, di dare il colpo di grazia al suo, facendolo cadere con nonchalance, disintegrando metà schermo e decretando così defintivamente il suo addio a questo mondo.
Solo dopo ha approfondito la scoperta del nuovo arrivato, facendo una scoperta che ha destabilizzato le sue certezze. "Ehm... ma questo cellulare non ha i tasti".
"Certo è touchscreen!". Pazientemente le ho spiegato che ora le tastiere sono roba vecchia, che non si usano più. "Guarda, basta sfiorare lo schermo per far apparire numeri, mandare messaggi, inviare foto, collegarsi a internet...".
"Ma perchè anzichè la tastiera del cellulare non ne hanno disegnata una QWERTY come quella dei computer, che era più facile?".
E io che ne so? Da allora, qualcosa si è incrinato tra i due. E la mia coinquilina Alta ha iniziato a innervosirsi. "Non riesco a rispondere, come diavolo si fa?!?! e poi come cavolo si mandano i messaggi? gnn gnn (inconfondibile inflessione acida nella voce, ndr) ma sto c@##o di telefono..."
"Ma va che gioiellino di tecnologia amore, non ti arrabbiare"
"E come si fa a tornare indietro? e come si sblocca la tastiera-che-non-c'è...."
"Ma è facile, devi solo abituarti. E poi guarda che belle foto che fa"
"E come faccio a guardare? se muovo il telefono si muovono anche le foto! ferme ferme... questo telefono ha una vita propria"
Dopo una settimana senza telefonare, ricevere telefonate o mandare messaggi, si è arresa.
"Senti, hai presente quel cellulare che mi hai regalato a Natale... bello, eh. Ma io ne voglio uno normale. Posso fare cambio col tuo?"
"Ma il mio è vecchio!"
"Fa niente, almeno potrò riprendere i contatti col mondo"
"Sicura? non vuoi provare ancora un po'?"
"Sicura".
e così ora mi godo il mio nuovo cellulare touchscreen!

giovedì 21 gennaio 2010

Resta di stucco...

Vita dura, quella del papà single.
Ieri sera quella Alta era fuori per un cena di lavoro (almeno così mi ha detto), questo significava che spettava a me la gestione delle procedure serali correlate alla nostra coinquilina Bassa, in particolare:
1) ritiro di quella Bassa dalla suocera
2) rientro a casa
3) nutrimento mio e suo
4) cambio serale e impigianamento
5) messa a letto con addormentamento

Che faticaccia.
Per fortuna che sono un padre autonomo e dotato di mille risorse, così ho messo a punto un piano perfetto per la gestione della situazione.
Il piano originario prevedeva che io mi recassi al lavoro in macchina con l'auto dotata di seggiolino per il trasporto della Bassa di modo che la sera, al rientro dal lavoro, mi fermassi dalla suocera per prelevare la bimba e procedere con i punti 2-3-4-5. Invece, con un abile BARBATRUCCO la mattina sono riuscito a sconvolgere i piani risolvendo la situazione a mio favore.

Inizialmente ho finto di seguire il piano originario (MAI contraddire apertamente una donna), poi ho fatto marcia indietro e sono rientrato a casa. "Amore nevica. No, non è brina. No, non ho bevuto niente di alcolico col latte. Stavo per imboccare l'autostrada quando della neve ha iniziato a scendere copiosa dal cielo. Se va avanti così ora di stasera ci saranno due metri di neve, resterò bloccato a Milano e non potrò procedere con il piano. Dunque vado in pullman". SEMPRE essere propositivi con una donna.

Così ho riposto la vettura in garage e sono andato al lavoro in bus, precludendo qualsiasi possibilità di ritiro della Bassa dalla suocera in modo autonomo.
La sera sono sceso alla fermata della suocera, leggermente in ritardo ma non troppo. Con l'aria stanca, ho chiesto alla suocera di riaccompagnarci a casa in modo che potessi provvedere al rancio della Bassa, che a quell'ora aveva già un certo appettito.

"Sia mai" dice la suocera. Ero sicuro che, dietro a quella facciata di femminista con idee moderne, ci fosse un retaggio di società patriarcale in lei. L'uomo mica deve badare a queste faccende. Così ha insistito perchè restassimo lì a mangiar... e io cosa dovevo fare? non avevo neanche la macchina per scappare, ero in trappola. Così ho annullato il punto uno, posticipato il punto due, e ho delegato il punto 3 alla suocera.
Poi siamo andati a casa con la pancia piena e, in scioltezza, ho provveduto ai punti 4 e 5.
Sono o non sono davvero diabbbbbbbolico?!?!?!?!