A due anni hai già abbastanza fiato, coordinazione e consapevolezza per riuscire a spegnere le candeline. E ne hai anche abbastanza per chiedere e ottenere la riaccensione delle suddette candeline e il relativo spegnimento per almeno millecinquecento volte.
A due anni non vedi l'ora di mangiare la TOTTA (che a questo punto sarà ricoperta di sputacchi e cera, ma tutti saranno comunque felicissimi di mangiare) e ti si illuminano gli occhi quando tutti ti cantano stonando "Tanti auguri a te...", seguita dalla versione inglese "eppi bordei tu iu".
A due anni lo hai già capito che compleanno vuol dire regali.
Se compi gli anni ad agosto hai lo svantaggio che il giorno del tuo compleanno quasi tutti saranno in vacanza, ma hai il vantaggio che riceverai regali per i prossimi due mesi ogni volta che vedrai qualcuno e che magari, sei i tuoi genitori sono in vena, avrai almeno un paio di feste di compleanno con ospiti diversi.
A due anni, quello che non sai è che la vera protagonista della tua festa sarà lei, la gattina malefica, al secolo "Hello Kitty", che poi è quella che dal tuo compleanno ne trarrà i maggiori benefici. La ritroverai nello zainetto rosa, nel blocco e nei pennarelli (indelebili) lì contenuti; nel monopattino rosa "da grande" che con sprezzo del pericolo ti hanno regalato i tuoi genitori (anche se quella del negozio diceva "non è adatto per i bambini sotto i tre anni"); nella versione abilmente taroccata dell'ombrellino (rosa) "Heilà Ketty"; e ancora nel lucidalabbra; nella borsetta, nel fermacapelli; nella maglietta e in nonmiricordocos'altromacisarannoalmenodiecioggettichehodimenticato.
A due anni ricevi in regalo il primo computer parlante, che a dire la verità ha uno strano accento rumeno e anche un'insolita cortesia "Perfagore, premi un tasto".
A due anni c'è anche qualcuno che ti regala "la raganella" malefico e infernale strumento per produrre suono, suggerendo che puoi usarlo per svegliare papà.
E tu seguirai il consiglio.
Insomma... anche se in ritardo, buon compleanno, coinquilina Bassa
Le mirabolanti avventure di quella bassa che da un anno vive con noi e le cui prime parole sono state "ciao", "cacao" e, finalmente, "papà"...
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venerdì 3 settembre 2010
martedì 6 aprile 2010
Chi è Daniela?
L'anno scorso, a Pasqua, la Bassa ha aperto il suo primo uovo di cioccolato e all'interno ha trovato la sua prima sorpresa: un portachiavi a forma di prosciutto crudo (!).
Quest'anno il premio "Miglior sorpresa dell'uovo di Pasqua" è stato vinto ex equo da tre dei miei quattro nipoti, che hanno trovato nell'uovo che abbiamo loro regalato (tutti uguali e con carta rigorosamente azzurra) un orsetto di peluche che indossava una maglietta su cui compariva la scritta "Daniela".
La Pasqua, comunque, è ufficialmente la festa preferita della Bassa, che proprio l'anno scorso conosceva per la prima volta il cioccolato e se ne innamorava. Caratteristice che, peraltro, dev'essere genetica, visto che io sono un appassionato consumatore di cioccolato.
Durante quest'anno il suo amore per il cioccolato è cresciuto a dismisura, alimentato dalle barrette kinder che al supermercato riconosce a mille chilometri di distanza (anche perchè le posizionano sempre ad altezza bassi... diabbbolici!); e ha raggiunto l'apice quando, a Natale, hanno aperto lo spaccio della Lindt (e mica pizza e fichi) a due passi dalla casa dei nonni. I miei suoceri ormai sono di casa, hanno ricevuto la golden card e hanno acceso un nuovo mutuo.
Da settimane la Bassa puntava l'uovo in alto sulla mensola, fiutando probabilmente l'odore del cioccolato. Giunta finalmente la Pasqua ha potuto aprirlo. Scartato l'involucro, si è impossessata dell'uovo con tutte e due le mani e ha iniziato a mangiarlo senza mollarlo a nessuno se non dietro pianti e capricci ("E' mioooooo!!!"). La stessa scena si è ripetuta con tutte le uova che ha aperto durante la giornata, mentre della sorpresa non gliene poteva fregà di meno (forse era traumatizzata del prosciutto crudo dell'anno scorso).
Tuttavia, visto che non sembra giusto ridurre la Pasqua a un uovo di cioccolato, abbiamo lavorato per togliere la patina di consumismo che avvolge questa festa. Dunque abbiamo acquistato una Bibbia per Bassi e abbiamo cercato di spiegarle che si festeggia perchè Cristo è risorto. Devo dire però che le uova di cioccolato hanno avuto ben altro impatto.
Quest'anno il premio "Miglior sorpresa dell'uovo di Pasqua" è stato vinto ex equo da tre dei miei quattro nipoti, che hanno trovato nell'uovo che abbiamo loro regalato (tutti uguali e con carta rigorosamente azzurra) un orsetto di peluche che indossava una maglietta su cui compariva la scritta "Daniela".
La Pasqua, comunque, è ufficialmente la festa preferita della Bassa, che proprio l'anno scorso conosceva per la prima volta il cioccolato e se ne innamorava. Caratteristice che, peraltro, dev'essere genetica, visto che io sono un appassionato consumatore di cioccolato.
Durante quest'anno il suo amore per il cioccolato è cresciuto a dismisura, alimentato dalle barrette kinder che al supermercato riconosce a mille chilometri di distanza (anche perchè le posizionano sempre ad altezza bassi... diabbbolici!); e ha raggiunto l'apice quando, a Natale, hanno aperto lo spaccio della Lindt (e mica pizza e fichi) a due passi dalla casa dei nonni. I miei suoceri ormai sono di casa, hanno ricevuto la golden card e hanno acceso un nuovo mutuo.
Da settimane la Bassa puntava l'uovo in alto sulla mensola, fiutando probabilmente l'odore del cioccolato. Giunta finalmente la Pasqua ha potuto aprirlo. Scartato l'involucro, si è impossessata dell'uovo con tutte e due le mani e ha iniziato a mangiarlo senza mollarlo a nessuno se non dietro pianti e capricci ("E' mioooooo!!!"). La stessa scena si è ripetuta con tutte le uova che ha aperto durante la giornata, mentre della sorpresa non gliene poteva fregà di meno (forse era traumatizzata del prosciutto crudo dell'anno scorso).
Tuttavia, visto che non sembra giusto ridurre la Pasqua a un uovo di cioccolato, abbiamo lavorato per togliere la patina di consumismo che avvolge questa festa. Dunque abbiamo acquistato una Bibbia per Bassi e abbiamo cercato di spiegarle che si festeggia perchè Cristo è risorto. Devo dire però che le uova di cioccolato hanno avuto ben altro impatto.
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lunedì 14 dicembre 2009
Il primo Babbo Natale -Gremlins
Domenica pomeriggio siamo andati alla prima festa all'asilo con la Bassa. Lei non va propriamente all'asilo, ma alla ludoteca (solo qualche ora al pomeriggio e con la nonna), comunque tanto è bastato per avere diritto a una festa di Natale con tanto di Babbo Natale. Appena arrivati tutti i bambini e i genitori si stavano cimentando nella realizzazione di una coroncina di carta ricoperta di stagnola con tanto di stella cometa da attaccare sopra. C'erano genitori che sembrava non facessero altro nella vita. Hanno realizzato delle cose iper galattiche con tanto di costellazioni. La mia coroncina non era niente di che, ma già è stato tanto riuscire a farla in mezzo a quell'esercito di bambini urlanti.
Poi per fortuna c'è stata la merenda e la Bassa, che probabilmente ha il verme solitario, ha iniziato ad abbuffarsi di pizza e patatine.
Dopo c'è stato il momento della lettura della storia.
"Bambini, tutti seduti". Ha detto una delle maestre, che per fortuna non è quella della Bassa perchè mi sembrava un po' sciroccata. Quella Bassa ha iniziato a litigare con il suo vicino perchè lei voleva mangiare le sue patatine e lui non era d'accordo. La mamma di lui lo istigava a comportamenti altruistici, ma questo continuava a dire un sacco di parolacce alla Bassa. Alla fine le dice "Mi alzo in piedi, così tu che sei bassa non ci arrivi più a prenderle". Giustamente...
La situazione è così precipitata. La Bassa ha strappato la coroncina dalla testa di una bimba, e gliel'ha pure rotta con pianti e strepiti di quella.
Poi finalmente è arrivato Babbo Natale. Che però aveva la barba su tutta la faccia, non si vedevano neanche gli occhi. Impressionante. E pensare che era il suo primo Babbo Natale... anche tutti gli altri bimbi erano terrorizzati e nessuno si è voluto avvicinare. In più grande idea: Babbo Natale estraeva i pacchetti dal sacco e chiamava per nome il bimbo che doveva prendere il regalo. La Bassa era tra gli ultimi e si era stufata molto presto... Ok, l'esperienza non è stata delle migliori, ma tanto per fortuna non la ricorderà.
Poi per fortuna c'è stata la merenda e la Bassa, che probabilmente ha il verme solitario, ha iniziato ad abbuffarsi di pizza e patatine.
Dopo c'è stato il momento della lettura della storia.
"Bambini, tutti seduti". Ha detto una delle maestre, che per fortuna non è quella della Bassa perchè mi sembrava un po' sciroccata. Quella Bassa ha iniziato a litigare con il suo vicino perchè lei voleva mangiare le sue patatine e lui non era d'accordo. La mamma di lui lo istigava a comportamenti altruistici, ma questo continuava a dire un sacco di parolacce alla Bassa. Alla fine le dice "Mi alzo in piedi, così tu che sei bassa non ci arrivi più a prenderle". Giustamente...
La situazione è così precipitata. La Bassa ha strappato la coroncina dalla testa di una bimba, e gliel'ha pure rotta con pianti e strepiti di quella.
Poi finalmente è arrivato Babbo Natale. Che però aveva la barba su tutta la faccia, non si vedevano neanche gli occhi. Impressionante. E pensare che era il suo primo Babbo Natale... anche tutti gli altri bimbi erano terrorizzati e nessuno si è voluto avvicinare. In più grande idea: Babbo Natale estraeva i pacchetti dal sacco e chiamava per nome il bimbo che doveva prendere il regalo. La Bassa era tra gli ultimi e si era stufata molto presto... Ok, l'esperienza non è stata delle migliori, ma tanto per fortuna non la ricorderà.
mercoledì 9 dicembre 2009
Frigo bio e lotta all'entropia
In questi giorni abbiamo sperimentato un frigorifero biologico. Non inquina, non fa rumore, non consuma corrente: mi domando perchè non lo usiamo più spesso. Visto che il nostro frigo, quello vero, è stato sottoposto al processo di sbrinamento come caldamente consigliato dal competetente tecnico del frigo (vedi qui), per 24 ore abbiamo dovuto vivere senza questa comodità domestica.
Per giorni abbiamo mangiato i cibi che ormai da anni (beh anni forse no, visto che il frigo ha un anno e mezzo) giacevano nel freezer, attendendo che le stalattiti si sciogliessero. Poi, una volta completato il disgelo, abbiamo messo i poveri averi rimasti sul balcone. L'unico problema lo abbiamo la mattina, quando il tiepido sole invernale batte contro, ma son dettagli.
Il vantaggio è stato che la Alta si è decisa ad avventurarsi in questa per lei finora sconosciuta attività chiamata "pulizia del frigo". Lo svantaggio è stato che c'erano cassetti e ripiani del frigo in giro per tutta la cucina ad asciugare. Mentre in sala quella Bassa si arrampicava felicissima sugli scatoloni Ikea che ho comprato venerdì in preda a un folle raptus. Per non essere da meno, anche le camere si sono trasformate in uno scenario post bellico. Durante tutto il ponte di sant'Ambrogio abbiamo tentato di lottare contro l'entropia che cresceva in casa nostra. e cresceva e cresceva più tentavamo di farla diminuire. La nostra battaglia contro il caos si può dichiarare per ora perduta. Ma la guerra non è ancora finita...
Per giorni abbiamo mangiato i cibi che ormai da anni (beh anni forse no, visto che il frigo ha un anno e mezzo) giacevano nel freezer, attendendo che le stalattiti si sciogliessero. Poi, una volta completato il disgelo, abbiamo messo i poveri averi rimasti sul balcone. L'unico problema lo abbiamo la mattina, quando il tiepido sole invernale batte contro, ma son dettagli.
Il vantaggio è stato che la Alta si è decisa ad avventurarsi in questa per lei finora sconosciuta attività chiamata "pulizia del frigo". Lo svantaggio è stato che c'erano cassetti e ripiani del frigo in giro per tutta la cucina ad asciugare. Mentre in sala quella Bassa si arrampicava felicissima sugli scatoloni Ikea che ho comprato venerdì in preda a un folle raptus. Per non essere da meno, anche le camere si sono trasformate in uno scenario post bellico. Durante tutto il ponte di sant'Ambrogio abbiamo tentato di lottare contro l'entropia che cresceva in casa nostra. e cresceva e cresceva più tentavamo di farla diminuire. La nostra battaglia contro il caos si può dichiarare per ora perduta. Ma la guerra non è ancora finita...
lunedì 7 dicembre 2009
Tipi da party
Domenica sera importante appuntamento mondano: le festa di compleanno della zia D. Siccome il traguardo era di quelli significativi, di quelli per cui non basta una torta in casa con marito e figli, la zia D. ha organizzato un mega party con amici e parenti. Che il mezzo secolo tondo mica capita tutti gli anni... E poi l'anno precedente, il di lei consorte lo zio P. aveva proclamato un anno intero di festeggiamenti per i "suoi" 50. A causa di uno strano risvolto della crisi di mezza età, ogni settimana organizzava un party: d'estate all'aperto, d'inverno al chiuso, nella mezza stagione al ristorante. Con la piccola differenza che, mentre lo zio P. se la spassava allegramente, la zia D. non l'ha presa altrettanto bene, ma comunque si è fatta coraggio e ha deciso di festeggiare.
In questa occasione abbiamo scoperto che quella Bassa è una tipa da party. Camminava con disinvoltura tra tutti i presenti, sorridendo e regalando fiocchetti regalo (che poi si riprendeva). Nonostante fosse già mangiata, ha fatto onore alla cucina assaggiando (divorando?) i gamberetti in salsa rosa, il tonno, il salmone, le lenticchie, le spagnolette e infine pure la torta. Spesso se ne è rimasta a chiacchierare amabilmente con delle sue amiche (ma ha già delle amiche a questa età? Bah...). E poi nel momento clou di apertura del regalo, si è divincolata dalle braccia della Alta, e ha raggiunto il centro della sala davanti alla festeggiata. Mentre noi già immaginavamo che ne combinasse qualcuna, distruggendo come minimo il regalo, con una tempestività incredibile le ha battuto le mani.
La zia D. si è quasi commossa e deve aver pensato che in fondo essere arrivata a quel compleanno non era proprio tanto male. Nel frattempo la Bassa si è girata verso le persone sedute battendo sempre le mani (ci mancava che dicesse: "Adesso, tutti insieme!!!"). Insomma, una vera e propria animatrice. Più di lei forse si è divertito solo lo zio P., anche lui un vero tipo da party (però lui con l'aiuto esterno di qualche bicchierino, la Bassa invece è astemia).
L'unico effetto collaterale è stato che poi quella Bassa non ne voleva sapere di andare a casa e dormire. Probabilmente, se sapesse dell'esistenza delle discoteche, ci avrebbe chiesto di portarla. E si sarebbe pure divertita.
In questa occasione abbiamo scoperto che quella Bassa è una tipa da party. Camminava con disinvoltura tra tutti i presenti, sorridendo e regalando fiocchetti regalo (che poi si riprendeva). Nonostante fosse già mangiata, ha fatto onore alla cucina assaggiando (divorando?) i gamberetti in salsa rosa, il tonno, il salmone, le lenticchie, le spagnolette e infine pure la torta. Spesso se ne è rimasta a chiacchierare amabilmente con delle sue amiche (ma ha già delle amiche a questa età? Bah...). E poi nel momento clou di apertura del regalo, si è divincolata dalle braccia della Alta, e ha raggiunto il centro della sala davanti alla festeggiata. Mentre noi già immaginavamo che ne combinasse qualcuna, distruggendo come minimo il regalo, con una tempestività incredibile le ha battuto le mani.
La zia D. si è quasi commossa e deve aver pensato che in fondo essere arrivata a quel compleanno non era proprio tanto male. Nel frattempo la Bassa si è girata verso le persone sedute battendo sempre le mani (ci mancava che dicesse: "Adesso, tutti insieme!!!"). Insomma, una vera e propria animatrice. Più di lei forse si è divertito solo lo zio P., anche lui un vero tipo da party (però lui con l'aiuto esterno di qualche bicchierino, la Bassa invece è astemia).
L'unico effetto collaterale è stato che poi quella Bassa non ne voleva sapere di andare a casa e dormire. Probabilmente, se sapesse dell'esistenza delle discoteche, ci avrebbe chiesto di portarla. E si sarebbe pure divertita.
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