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venerdì 3 settembre 2010

La gattina malefica

A due anni hai già abbastanza fiato, coordinazione e consapevolezza per riuscire a spegnere le candeline. E ne hai anche abbastanza per chiedere e ottenere la riaccensione delle suddette candeline e il relativo spegnimento per almeno millecinquecento volte.

A due anni non vedi l'ora di mangiare la TOTTA (che a questo punto sarà ricoperta di sputacchi e cera, ma tutti saranno comunque felicissimi di mangiare) e ti si illuminano gli occhi quando tutti ti cantano stonando "Tanti auguri a te...", seguita dalla versione inglese "eppi bordei tu iu".

A due anni lo hai già capito che compleanno vuol dire regali.
Se compi gli anni ad agosto hai lo svantaggio che il giorno del tuo compleanno quasi tutti saranno in vacanza, ma hai il vantaggio che riceverai regali per i prossimi due mesi ogni volta che vedrai qualcuno e che magari, sei i tuoi genitori sono in vena, avrai almeno un paio di feste di compleanno con ospiti diversi.


A due anni, quello che non sai è che la vera protagonista della tua festa sarà lei, la gattina malefica, al secolo "Hello Kitty", che poi è quella che dal tuo compleanno ne trarrà i maggiori benefici. La ritroverai nello zainetto rosa, nel blocco e nei pennarelli (indelebili) lì contenuti; nel monopattino rosa "da grande" che con sprezzo del pericolo ti hanno regalato i tuoi genitori (anche se quella del negozio diceva "non è adatto per i bambini sotto i tre anni"); nella versione abilmente taroccata dell'ombrellino (rosa) "Heilà Ketty"; e ancora nel lucidalabbra; nella borsetta, nel fermacapelli; nella maglietta e in nonmiricordocos'altromacisarannoalmenodiecioggettichehodimenticato.

A due anni ricevi in regalo il primo computer parlante, che a dire la verità ha uno strano accento rumeno e anche un'insolita cortesia "Perfagore, premi un tasto".
A due anni c'è anche qualcuno che ti regala "la raganella" malefico e infernale strumento per produrre suono, suggerendo che puoi usarlo per svegliare papà.
E tu seguirai il consiglio.


Insomma... anche se in ritardo, buon compleanno, coinquilina Bassa

venerdì 29 gennaio 2010

Due chiacchiere alla macchinetta del caffè

Di solito per il mio compleanno mi faccio un regalo: una giornata di ferie, dedicata completamente a me, che sono il festeggiato e ritengo di averne tutto il diritto. Così faccio le cose che mi piacciono e che di solito non ho mai tempo di fare, tipo colazione al bar con lettura del giornale, un bel giro all'OBI, magari continuare il quadro che, nell'attesa che lo finisca, ha fatto le ragnatele... Mi sembra un bel gesto verso me stesso. Purtroppo quest'anno non sono riuscito a farlo... così mi consolo con delle chiacchiere in ufficio! commestibili, ovviamente

giovedì 10 settembre 2009

Al ristorante con la bassa

Per festeggiare il compleanno di quella Alta, l'allegra famigliola ha deciso di andare al ristorante. Era la prima volta che andavamo noi soli con la Bassa: le altre volte l'abbiamo lasciata ai nonni, oppure siamo usciti con selezionati gruppi di amici disponibili ad aiutarci nella gestione della suddetta. Stavolta, invece, noi tre soli.
All'inizio la Bassa è stata molto brava anche perchè si era appena svegliata dopo un pisolino. Quando piano piano ha ripreso le sue piene facoltà, la situazione è peggiorata. E, infine, è precipitata quando alle nostre vicine di tavolo hanno portato la pizza e noi stavamo ancora aspettando i nostri piatti. Pianti, urla e strilla, con lei che tendeva le manine verso le pizze delle signore... che finalmente se ne sono accorte e le hanno gentilmente offerto un pezzettino.
La Bassa si è così placata, ma nel frattempo ci è venuto un dubbio: forse che pasta mari e monti e spaghetti ai frutti di mare non siano proprio l'alimentazione adatta per una unenne?!? Forse era meglio la pizza... Nel frattempo arrivano i piatti e la Bassa inizia a mangiare, apprezzando molto l'uno e l'altro.
Alla fine, probabilmente non ancora sazia, si è messa a leccare il seggiolone del ristorante (a quel punto ormai completamente cosparso di salsa al pomodoro).
Infine, con un tocco di finezza, si è esibita nella sua ultima prodezza: infilare il ditino in quella piccola fessura che si trova tra gli occhi e la bocca.
Abbiamo così capito che era ora di rientrare a casa!