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lunedì 15 febbraio 2010

Il grande freddo / week end parte seconda

Anzichè rientrare alla base, il week-end last minute prevedeva di trascorrere la notte nella casa di vacanze gentilmente concessa dallo zio Pier (anche detto il cinquantenne felice).
Una scelta che peraltro rispecchia a pieno i miei propositi di risparmio e morigeratezza ispirati dallo stato del nostro conto corrente.
Lo zio cinquantenne felice ci aveva CALDAMENTE raccomandato di passare nella casa PRIMA di andare a Venezia, per accendere il riscaldamento che è impostato nella funzione antigelo, visto che in questa stagione non ci va nessuno, di modo che la sera ci fosse un bel calduccio.
INVECE ci siamo alzati tardi e per evitare di arrivare a venezia quando era già iniziata la quaresima, abbiamo saltato la fase uno.
Dunque la sera, dopo i bagordi veneziani, siamo finalmente arrivati alla casa (siamo riusciti a perderci prima nelle calli veneziane, poi nella ricerca della suddetta magione che non avevamo mai visto e la cui strada non compariva nel navigatore). Bene, c'erano 5 gradi cinque. Brrrrr.
C'è stato un attimo di panico in quanto c'erano due rubinetti: uno apriva l'acqua, l'altro chiudeva la caldaia. La Alta sosteneva che lo Zio non avesse specificato quale, dunque siamo andati a tentativi. Sembrava una di quelle scene da film in cui il protagonista deve scegliere quale dei due fili tagliare per disattivare la bomba.
Ci è andata bene. (Nota: il giorno successivo, quando stavamo andando via, ho trovato un foglio con una fotografia dei due rubinetti. Su uno c'era scritto: rubinetto acqua, sull'altro rubinetto caldaia. La Alta sostiene di esserselo dimenticato. Bah...)
Abbiamo alzato il termostato a 20 gradi e incrociato le dita. Dopo mezz'ora eravamo ancora fermi a 5.5 e un po' preoccupati.
Io avevo già fatto tutti i miei calcoli ed ero ottimista (anche perchè, come uomo, ho il ruolo sociale di tranquillizzare la compagna, ANCHE quando la situazione sembra disperata). "Il problema è che si scaldi l'acqua delle tubatura. Una volta che vanno in temperatura vedrai, si scalda in un attimo. Torniamo che saremo ALMENO a 12 gradi"
Allora abbiamo deciso di puntare su un diversivo per recuperare le sorti della serata.Siamo andati a un tipico ristorante del litorale adriatico: un ristorante indiano.
Una romantica cenetta in cui tra un pollo tandooori e uno al curry davamo i numeri: "Ora saremo a 8!"
"Secondo me siamo a 9!"
Abbiamo ritardato il più possibile il nostro rientro. Abbiamo preso il menù fisso e consumato con estrema calma ogni portata. Ci siamo intrattenuti amabilmente a chiacchierare con la cameriera siciliana del ristorante indiano, ma alla fine doveva chiudere e ci ha fatto uscire. Abbiamo anche fatto un giro in centro città con i pinguini.
Alla fine siamo rientrati.
Il termostato ha dato il colpo di grazia alle nostre più pessimistiche previsioni: 7.7 gradi.
porca vacca
A quel punto ho pensato che tutto il week end fosse un piano della Alta per farmi morire assiderato dopo l'incidente della rubrica del telefono. é vero che la vendetta è un piatto da consumare freddo, ma qui era proprio congelato.
Abbiamo dormito con 200 coperte e non siamo morti assiderati.
Il giorno dopo con la luce del sole tutto era più bello (ma ancora freddo). C'era anche un supermercato lì di fianco e ci siamo sentiti un po' a casa, tanto che abbiamo anche fatto la tessera fedeltà!
Per la cronaca i 20 gradi impostati sul termostato non sono stati raggiunti. Abbiamo lasciato la casa verso le due e trenta del pomeriggio ed eravamo ancora a 16.
Brrrrr
Il prossimo week end fuori lo facciamo in primavera!