venerdì 26 febbraio 2010

Piccole bulle crescono

Dopo aver saputo che quella Bassa è stata spinta da due bambini in ludoteca (se l'hai perso, puoi leggere qui il resoconto del fattaccio), mia sorella, la zia P., si è molto preoccupata.
Dopo aver visto sul faccino della sua unica nipote femmina i segni dell'incontro con il figlio dei nostri amici e le sue unghie, la zia P. non ce l'ha più fatta.
E' diventata stranamente ansiosa (lei, di solito così pacata e tranquilla) e si è molto arrabbiata, perchè dice che "quella Bassa deve imparare fin da adesso a farsi rispettare in questo mondo maschilista".
La zia P. ha preso la sua nipote Bassa da parte dicendo "Non vi preoccupate ci penso io".
Nessuno sa cosa le abbia detto. Fatto sta che l'altro giorno in ludoteca la Bassa ha spinto un bambino. Non uno di quelli che l'aveva spinta, ma un altro timidino, gracilino e "pure un po' tonto" (suocera dixit).
Il giorno successivo, forte del suo successo, ha iniziato a picchiare a destra e a manca tutti i bambini indistintamente: maschi, femmine, più piccoli e più grandi
Prima di andare via dalla ludoteca, tutti i bambini si siedono su delle panche, con l'insegnante davanti che canta le canzoncine. Tutti i bambini tranne quella Bassa che di solito è in piedi e balla come una velina. Ieri alternava questi momenti di danza ad altri in cui posava lo sguardo su un bambino, si avvicinava, gli tirava i capelli e lo graffiava in faccia (tranne con uno, che prima ha carezzato sui capelli e poi ha baciato in bocca).
La Bassa è passata da un estremo all'altro: prima le prendeva, poi è diventata una bambina picchiatrice. Anche il suo papà ha una certa propensione per gli estremi. Si tratta di farle trovare una giusta via di mezzo.

Nota biografica: La zia P. è cintura nera di judo. I miei volevano che facesse danza classica perchè era "tanto carina". Lei ha preferito il tatami al tutù, innescando una serie di eventi. Mio papà, inizialmente scettico, ha conosciuto e apprezzato quest'arte marziale, tanto da far parte dell'associazione e organizzare dei tornei internazionali. Anche mio fratello è cintura nera, io invece mi sono fermato alla marrone perchè da sempre ho una certa propensione per le cose incomplete.
Ora mio papà sta riprovando a crescere dei campioni di judo con i miei quattro nipoti, tutti maschi, con risultati alterni. E ha già pronto il kimono per quella Bassa, perchè "visto che è femmina deve imparare a difendersi". La verità è che è il resto del mondo che dovrà imparare a difendersi da lei, se continua così.

giovedì 25 febbraio 2010

XVII

Dev'essere un retaggio dell'antica tradizione contadina da cui discende la mia famiglia dalla parte materna.
Dev'essere un ancestrale bisogno di credere in qualcosa, qualsiasi cosa.
Dev'essere che il latinista che dorme placidamente in me sa che, anagrammando i numeri romani, compare la parola VIXI, cioè ho vissuto.

Il fatto è che da due giorni nella home page del mio blog c'era una finestra in cui si diceva che le persone che si prendono la briga di leggere costantemente i miei deliri mentali erano esattamente diciassette (tra l'altro tutte donne. Mai avuto così tante fans dichiarate tutte insieme: una bella iniezione per la mia autostima!).
E a me il 17 è un numero che fa un brutto effetto.
Perchè sì, io, essere evoluto del XXI secolo, che lavoro con i computer, che credo nella scienza e sono contrario alla religione come arma per manipolare le masse, sono SUPERTIZIOSO. Ma non di tutto eh, però questo diciassette non lo potevo proprio vedere.
Ora che sono diventate diciotto posso riprendere a respirare, a dormire di notte e a uscire di casa. Il diciassette è solo un ricordo.

mercoledì 24 febbraio 2010

Cappuccetto Rotto

"C'era una volta una bambina con il cappuccetto rotto che tutti chiamavano, con un grande sforzo di fantasia, Cappuccetto Rotto.
Un giorno la mamma dice: "Cappuccetto, fammi un piacere. Visto che tua nonna si ostina ad abitare da sola nel bosco e non vuole andare in casa di riposo e neanche la badante, portale questo cestino con il pane, le focaccine e la birra".
"Uffi, mamma. Ma perchè non fa la spesa on-line?"
"Porta pazienza Cappuccetto, che la nonna è anziana. Ora vai, nel tragitto fai tutto quello che vuoi, ma non parlare con il lupo"
La bimba va nel bosco e cammina cammina. Nel bosco ci sono un sacco di animali di difficile identificazione: un procione che forse è un tasso, una donnola che probabilmente è un ghiro.
E c'è anche il lupo, che vede Cappuccetto e pensa "Quasi quasi mi pappo la bambina e mi bevo la birra".
Poi cambia idea e decide di parlarle: "Ciao bella bambina. Cosa fai tutta sola nel bosco?"
Cappuccetto, visto che, da che mondo è mondo, quando dici a un bambino di non fare una cosa, loro la fanno, risponde garrula: "Vado dalla mia nonna che è sola e malata"
"Mmmh bene, così prendo due piccioni con una fava" pensa il lupo che è molto furbo.
"Allora prendi quel sentiero che fai prima, ma non ti fermare a raccogliere i fiori" aggiunge il lupo, che ha un master in psicologia infantile e sa che in questo modo Cappuccetto si fermerà sicuramente.
Allora lui prende la scorciatoia e arriva a casa della nonna, e la trova a letto mentre legge l'ultimo numero di "Io e il mio Yacht". E senza troppi complimenti se la mangia.
Poi finalmente arriva Cappuccetto, vede il lupo vestito da nonna ma non lo riconosce perchè è un po' stordita e fa delle domande molto sensate.
"Nonna, ma che orecchie grandi cha hai".
"Non ci sentivo bene, non mi andava di mettere l'Amplifon e ho deciso di farmele più grandi, bambina mia"
"Nonna, ma che naso grande che hai"
"Attenta a come parli che magari ti viene pure a te così, bambina mia"
"Nonna, che bocca grande che hai"
"Ho deciso di fare delle iniezioni di botulino alle labbra, bambina mia"
"Nonna, ma che..."
"A Cappuccè'... e che palle! Mo' te magno così stai zitta"
E se la mangia.

A questo punto, la storia che raccontiamo OGNI SERA da mesi alla nostra coinquilina Bassa ha un finale diverso in base alla voce narrante.

VERSIONE MIA: Allora, Bassa, a questo punto la storia diventa surreale. Perchè arriva un cacciatore che, vedendo il lupo che dorme con la pancia piena, capisce quello che è successo, taglia la pancia del lupo e fa uscire la nonna e cappuccetto sane e salve. E questo in realtà non è possibile, perchè il lupo avrebbe dovuto quantomeno masticarle. Addirittura il cacciatore poi ricuce il lupo e questo torna sano come prima. E no, Bassa, questo non è possibile.

VERSIONE DELLA ALTA. Allora, Bassa, a questo punto la storia diventa surreale. Perchè è impossibile che arrivi un cacciatore uomo che, vedendo il lupo che dorme, intuisca che si è appena mangiato la nonna e la nipotina. Ed è proprio fantascienza che tutto da solo trovi una soluzione al problema.

martedì 23 febbraio 2010

Saranno formosi

Sera, a cena.
Quella Bassa è sul seggiolone che mangia di gusto fragole, prosciutto cotto e formaggio (si chiamano "sperimentazioni culinarie"). Nel frattempo (siccome è donna e quindi può fare più cose contemporaneamente, già da piccola) balla agitandsi convulsamente sulle note di "Fra Martino Campanaro" da me cantata, hit da lei esplicitamente richiesta a forza di urlare "Din Don Dan".
E ho un flash.
La vedo tra 15 anni partecipare ad Amici di Maria De Filippi. La vedo ballare, ma ha un culone gigantesco (una volta ho girato su Amici e c'era effettivamente una ballerina con un fisico così!). Vedo gli insegnanti discutere del suo futuro:
"Non può fare la ballerina, con quel culone che si ritrova" dice l'insegnante cattiva.
"Non è vero, può fare quello che vuole. Non è giusto limitarla solo per via del fisico" ribatte Platinette.

"Magari si presenta ad Amici come cantante" dice quella Alta, che è così stonata che quando canta sentiamo battare con la scopa dall’appartamento sotto (anche se vuoto).

In fondo dopo aver visto e purtroppo sentito gli improbabili cantanti di Sanremo è possibile di tutto. Questa edizione mi sembra la perfetta creatura di un’Italia che più che in decadenza, è in caduta libera!

domenica 21 febbraio 2010

La vigilessa e il farmacista

"Alto, devo dirti una cosa"
"Mmmh"
Per queste confessioni sceglie sempre la mattina a letto, quando non sono ancora completamente sveglio e lucido.
"Hai presente quando scrivevi delle tre cose che non vorresti mai che tuo figlio facesse..."
"Mmmh". Ricordo perfettamente ma non posso articolare frasi lunghe appena sveglio. Dunque erano attraversare l'autostrada, fare il bagno coi piranha, e usare la lingua come mocho per pulire i pavimenti dei centri commerciali.
"Ecco, ce ne sarebbe una quarta da aggiungere, che diciamo potrebbe essere capitata a tua figlia, giusto prima che tu ci raggiungessi al centro commerciale"
"e quale sarebbe?"
Inizio a preoccuparmi ma ho gli occhi socchiusi.
"Dunque, prima ero andata in giro per il centro a fare un giro con la Bassa e mi ero fermata a vedere le vetrine di quel negozio di scarpe"
"mmh"
"beh tutte le scarpe erano scontatissime, eh, roba che non ci si crede"
"mmh"
"Ecco, la Bassa non era proprio d'accordo nello star lì a guardare la vetrina e se ne voleva andare, quando è arrivata una vigilessa bionda, carina, che si è offerta di tenermi la bambina mentre io guardavo la vetrina"
Apro un occhio: "E tu non avrai dato mia figlia in gestione alla prima che passava, vero?"
"Beh, ho pensato: almeno se è qui non mi fa la multa perchè non ho pagato il parcheggio. E aveva la divisa, con il cappello e tutto, e tanto ci mettevo un secondo a guardare le scarpe".
"Sì ma metti che era una pazza che si travestiva per rubare i figli degli altri!"
"Uff, come la fai tragica. Vabbè, comunque non è questo. é che ha preso in braccio la Bassa... e ha detto: "uh bimba mi sa che stai scomoda qui, sei seduta proprio sopra il cinturone con la pistola"
Ho sentito il sangue congelarsi nelle vene. A quel punto gli occhi erano spalancati e non avevo più sonno. Neanche un po'.
"Cioè, spiegami, mia figlia era seduta sopra una pistola?"
"ecco sì qualcosa del genere"
"Ma a quel punto tu hai mollato la vetrina e ti sei ripresa la bimba, vero?"
"Beh sì..."
"Subito?"
"Ma sai, le scarpe erano proprio scontatissime..."
"Cioè tu l'hai lasciato in braccio alla vigilessa bionda pazza armata ladra-di-bambini per guardare le scarpe"
"Beh, sempre meglio del farmacista"
"Cosa c'entra il farmacista?"
"Niente, ma sono andata ieri e mi ha detto: "Io potrei trasformarti in coniglio se volessi. Ma non voglio"".
"E tu cosa hai fatto?"
"ho preso le mie cose, ho guadagnato l'uscita e gli ho detto che sarà per la prossima volta"

Ma qui son tutti matti. Sarà colpa dell'umidità che fa andare in tilt le connessioni al cervello?

venerdì 19 febbraio 2010

Anticorpi

Nella hit parade delle cose che non vorresti che faccia un figlio svettano sicuramente:
1) attraversare un'autostrada
2) nuotare in una vasca piena di piranha
3) leccare il pavimento di un centro commerciale

Bene è accidentalmente capitato che la Bassa facesse una di queste cose. Indovinate quale ;)?
Ero appena tornata dal lavoro e ho incontrato le mie due coinquiline, quella Alta e quella Bassa, al supermercato vicino casa.
succede che quella Bassa si mette a gattonare (ha ripreso a farlo forse perchè imita le gatte di mia suocera). poi si è sdraiata con la pancia in giù. e ha leccato il pavimento.
Un moto di orrore mi ha pervaso. Io e la Alta ci siamo guardati rabbrividendo, e sì che di solito siamo abbastanza sportivi, ma il pavimento di un centro commerciale è davvero troppo.
Agisco con prontezza: prendo in braccio quella Bassa e le pulisco con la mano la lingua per limitare i danni.
Poi mi ricordo: vengo dalla metropolitana milanese e da un bus pubblico. Se c'era qualche possibilità che non avesse preso il colera leccando il pavimento, si è sicuramente infranta.
Però tra tutti è l'unica che, senza parlar forte e facendo i debiti scongiuri, ha resistito al terribile virus gastrointestinatale... essere sopravvissuta al pavimento del centro commerciale e alla metropolitana di milano deve averla riempita di anticorpi!

giovedì 18 febbraio 2010

Il Condominio dei Pazzi

Il condominio dove abito è un interessante collage di bizzarri personaggi.

Al primo piano ci stanno la psicopatica e la famiglia perfetta. La psicopatica vive sola ed è ossessionata dal condominio e dall'amministratore. Quando la incontro mi ferma per parlarmi di qualche importantissimo problema. E mi tiene ore e ore. Ogni volta che vede la Bassa, da quando è nata un anno e mezzo fa, dice sempre la stessa frase: "Com'è bella. Sembra una bambola. Ma godetevela finchè è piccola, perchè poi cresce ed è finita". Lei ha una figlia che però non vive con lei. Credo che si sia separata dal marito e pure la figlia abbia scelto di starle lontano. Posso capirla.

Dall'altra parte c'è la Famiglia Perfetta. Abita in un tre microlocali come il nostro, solo che loro non sono due e mezzo come noi, ma quattro. Come facciamo a starci è un mistero. Come facciamo a starci con la casa in stra-mega ordine è un atto di fede. Noi lo sappiamo per certo perchè un giorno a caso abbiamo suonato a sorpresa. Era pomeriggio e ci ha aperto il marito perfetto in giacca e cravatta, anzichè in una tuta sporca e lisa. La casa era ordinatissima, niente fuori posto. Sembrava anche molto più grande della nostra, ma i metri quadrati sono uguali. La moglie perfetta è un po' tonda ma con la faccia simpatica e contenta. Lavora come cassiera al supermercato ed innaffia i fiori del balcone. Noi abbiamo l'impianto di irrigazione e le piante ci muoiono lo stesso. Hanno due figli, uno di 19 anni che fuma fuori dalla finestra del bagno (e noi lo sentiamo perchè viene su l'odore) e una ragazzina di 12 anni che va alle prime feste con gli amici. Le feste delle medie. Meglio che non pensi a quando ci andrà quella Bassa perchè mi sale già l'ansia...

Al secondo piano sotto di noi non c'è nessuno, o se c'era qualcuno ha lasciato la casa dopo aver sentito il casino che fa quella Bassa. Dall'altra parte c'è una coppia di anziani inglesi con un cane. Anche loro sono inquilini, ma quelli prima erano molto meglio: una famiglia di sudamericani colorata, divertente e numerosa (ma quanti erano? tantissimi). Avevano una figlia davvero, diciamo, dotata, di cui ricordo solo due grandi cose. Che non vi dico. Stendevano sempre le cose sulla ringhiera del balcone e questo non piaceva agli altri inquilini, che si lamentavano per il decoro del palazzo. Facevano anche dei festoni la sera a cui avrei tanto voluto andare. Ora non ci sono più e li rimpiango tanto.

Al terzo piano ci siamo noi. Il nostro dirimpettaio va e viene. La nostra teoria è che il ragazzo che è il proprietario si dovesse sposare con una tizia che sembrava sua mamma. Poi devono essersi lasciati e la casa è rimasta lì sospesa. Dopo lui deve essersi ripreso e ogni tanto viene lì, ma solo per la notte e quasi sempre con una fanciulla diversa (me lo dice la Alta che guarda dallo spioncino quando sente l'ascensore: "Magari era un ladro" mente)

Al quarto piano invece ci sono due bi-locali. In uno ci sta un signore anziano sovrappeso che vive solo ma saltuarialmente accudisce il cane bassotto della nuora, che abita nel palazzo di fianco. Nell'altro ci sta una coppia della nostra età. Lui l'ho ribattezzato "testa grossa", perchè ha le stesse proporzioni del corpo che aveva la Bassa quando è nata. Lei non è italiana, forse è sudamericana, e d'estate se ne va in giro con micro gonne e micro magliette. Lui fa l'oculista. Una volta l'ho incontrato in treno e mi ha tenuto un pippone sulle frustrazioni che derivano dal suo status di affittuario, cosa che gli conferisce nulli poteri con l'amministratore.

Nell'attico risiede il Pivius, che è un personaggio mitologico perchè rappresenta un po' quello che tutti vorremmo essere, ma anche quello non vorremmo diventare.
Il Pivius è un rampante quarantenne abbronzato e dal capello lungo. è sempre ben vestito e ha una macchina diversa per ogni giorno della settimana: il SUV, il fuoristrada, la berlina, la station wagon, la sportiva. Non so come faccia. Forse se le scambia con i suoi amici e parenti. Il Pivius abita in un appartamento di due piani che è grande quattro volte il nostro e spende solo per il riscaldamento quanto noi in un anno di mutuo. Però poi le spese condominiali non le paga utilizzando dei barbatrucchi. Ci riesce perchè ha così tanti millesimi che in assemblea condominiale si fa sempre quello che si decide lui. Ho smesso di andarci perchè era frustrante. Ha l'ascensore che gli arriva in casa e tutto il terrazzo che corre accanto all'appartamento. Però questo non permette ai suoi figli di fare quello che più vorrebbero: giocare a calcio, perchè se cade il pallone dal quinto piano è davvero un casino. Così giocano nel garage, buio, puzzolente e pure pericoloso. Il Pivius ha una moglie, la Pivia, che è una gran bella donna, anche se con quell'aria un po' finta e plastificata che hanno le donne ricche. Veste sempre elegante e firmata e quando piove mette i tacchi di gomma. La Pivia, mi assicura la Alta che forse è un po' gelosa, ha anche le tette rifatte e la faccia piena di botulino. Hanno due figli: il Pierpivius grande che avrà 6/7 anni e il Pierpivius piccolo che va all'asilo. Per ora sembrano dei bambini normali, ma sotto sotto devono averlo intuito che si trovano un metro sopra tutti. Nel palazzo come nella vita.