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venerdì 25 giugno 2010

Bausettete

"Ora voi contate fino a 10 e io vado a nascondermi".

"Uno, due, tre.... arriviamo!"

"Ma dove sarà il papà, Bassa? Proviamo nella camerAAAAAAAHHHHH! ma cavolo mi hai fatto prendere un colpo!!!"


Giocare a nascondino in una microcasa ha degli enormi svantaggi. Ad esempio che i posti dove nascondersi sono sempre i soliti, anche per un professionista dei nascondigli come me: dietro la porta, sotto al letto, dentro la doccia, dietro il mobile in camera.

Detto questo, ogni santa volta, quella Alta si spaventa quando salto fuori come se fosse la prima volta, anche se ha già visto che sono nascosto lì. Fa proprio il salto. Io non riesco a capacitarmene. Sono arrivato a sperare che facesse finta.
Ma è tutto vero.

martedì 15 giugno 2010

Il paese degli allocchi

"Dove siamo?"
"Al mare"
"Dove siamo?"
"Per la centotrentesima volta, Bassa, siamo al mare"
"Andiamo su giostra?"
"Ancora?!?"
"Andiamo su macchina?"
"Ma ci sei già stata due volte, oggi"
"Voglio pallina"
"No... ehi ma dove vai, non puoi arrampicarti da sola su quella montagna gonfiabile"
"Voglio gelato!" "Compri staccastacca?!?" "Andiamo in palline?"

Ha ragione la Bassa a ripetere ossessivamente la domanda "Dove siamo?".
Non siamo al mare per il week end, ma siamo finiti nel "Paese degli allocchi": un gigantesco parco giochi costruito appositamente per succhiare soldi alle famiglie con bambini.
In ogni angolo si annidano pericolose tentazioni succhia-soldi. Le peggiori sono le macchinine che si muovono con "il soldino": un euro che dura cinque nanosecondi. A un certo punto la Bassa, presa da disperazione, è scesa e ha provato a spingere, inutilmente. E se non sono le macchinine elettriche sono altre cose luccicanti messe apposta per loro, i bambini. Un mercato che non conosce crisi. Giostre, parchi giochi gonfiabili, parchi giochi al coperto, allo scoperto, asini veri, cavalli finti, giocolieri, gonfiabili.
E la Bassa non ha ancora compiuto due anni: il peggio deve ancora venire.

lunedì 3 maggio 2010

L'insalata era nell'orto (pensile)



Dopo solo una settimana, e senza nemmeno l'aiuto del vascone super-tecnologico, ecco qui i risultati del mio orto pensile.
E son soddisfazioni!

"Ma non è che hai un po' esagerato con i semini e sono nate troppe piantine?" ha obiettato la mia coinquilina Alta.
"Donna! Anzitutto, visto il tuo pollice nero, non ti è consentito fare osservazioni! E poi non hai capito... che questa è una coltivazione intensiva!".

giovedì 29 aprile 2010

Papere e 'bolotti

Di tutti i giochi comprati e regalati alla Bassa, di tutti gli euri spesi in giochi tecnologici, giochi tradizionali, giochi pedagogici, giochi inutili e giochi stupidi, quella Bassa ha inequivocabilmente decretato la sua preferenza e devozione.
Toglietele tutto, ma non "papere e 'bolotti".

Questo gioco si compone di:
- Numero due bambolotti piccoli modello Fiammiferino, gioco vintage in uso negli anni '80 e già di proprietà della Alta, custodito in ambiente protetto per circa 30 anni e ora tornati a nuova vita. O quasi. Ci sono:
1)'bolotto giallo: occhi azzurri, tutina gialla, bandana viola al collo che fa tanto Audrey Hepburn in Vacanze romane
2) 'bolotto rosso: occhi blu alla Paul Newman, tutina rossa, foularino bianco da figo al collo

- (alla memoria) Un tempo c'era anche 'bolotto rosa: tuta rosa/fucsia, rattoppo laterale con filo blu per evitare fuoriuscite del misterioso materiale granuloso contenuto all'interno. Disperso giorni fa nel tragitto supermercato/casa e mai più trovato. Sostituito (ma non dimenticato) con 'puccetto 'osso. Un tempo viveva nella pancia del lupazzo, in compagnia di un mini telefonino cellulare, una pentola e un maiale (lupazzo era molto goloso. Non pervenuta la nonna, probabilmente già sconfitta dai succhi gastrici ndr) e aveva addirittura un vestito rosso di velluto con cappuccio.

- Numero due papere:
1) Una di dimensioni medie. Nessuno sa o ricorda la provenienza.
2) Una di dimensioni piccole. Strappata prematuramente alla famiglia composta da mamma papera e altre due piccole papere. Regalato dalla mamma di un amico che l'ha vinta alla lotteria del paese.

Il gioco preferito dalla Bassa prevede che tutti i suddetti oggetti debbano essere tenuti nelle sue manine contemporaneamente senza perderne neanche uno. E non è facile. In caso di perdita di un componente si inizia a urlare: "Paperaaaaaaa!" oppure "'Bolottooooooo!" o "'ossoooooooo" a seconda dell'oggetto. Si urla a squarciagola fino al rinvenimento del suddetto.
La Bassa trascorre ore a giocare con papere e bolotti e ha un'autonomia limitata di astinenza (max. tre ore), dopodichè inizia ad avere segni di crisi e deve riavere in mano papere e 'bolotti. Con loro gioca, li mette seduti e li fa andare in giro. Rigorosamente alla Lindt.

mercoledì 28 aprile 2010

Pollice verde

Questo è un post verità sullo stato del verde a casa mia.

Iniziamo dalle mie piante, a cui mi dedico con cura e devozione, e di cui vado molto orgoglioso. Diciamo che nella mia personale scala degli affetti vengono subito dopo la Bassa, la mamma e il parquet, giusto una posizione prima della Alta.
Ecco a voi in tutto il loro splendore i miei fiori: margherite e girasoli.



A seguire il mio fico ficus, in assoluto il più invidiato da tutti, suocera in primis, perchè non perde mai le foglie (le piante di mia suocera sono degli arbusti con l'etichetta che testimonia cosa dovrebbero essere, ndr)



Ce ne sarebbero altre che però ho trasferito da mia mamma perchè nella mia micro-casa non ci stavano più.
Quindi, una prima versione del mio orto pensile, realizzata in attesa che lo zio Cinquantenne Felice mi dia la versione tecnologica. Non si vede dalla foto ma lì dentro ci sono tanti semini che presto diventeranno insalata.



Poi, a grande richiesta (una, per la verità, ma non sottilizziamo) ecco perchè definisco il mio balcone, un balcone con le palle (ben quattro). Credito allo zio cinquantenne felice che l'ha realizzato.

Nota di servizio: Zio cinquantenne felice o la di lui moglie, se per caso state leggendo accorrete al più presto al capezzale del nostro impianto di irrigazione del balcone (che si è rotto perchè non l'abbiamo spento in inverno, è ghiacciato e ha rotto il tubo). Il rischio è che tutto questo muoia al primo caldo.



Questo invece è l'attrezzo apposito che ho comprato per potare le palle. Perchè ogni troppospesso vanno rifilate sennò perdono il profilo. Questo attrezzo che fa tanto Edward mani di forbici è rotante e super affilato come i pugni di Mazinga.



Giusto per completezza d'informazione, pubblico anche una fotografia verità dell'unica pianta acquistata dalla Alta perchè se ne deve occupare lei (un'etichetta spiega cosa dovrebbe essere, deve aver ereditato il pollice nero dalla suocera)


a

martedì 27 aprile 2010

L'orsetto disadattato

Il mio collega (quello che nei commenti si firma l'EX dirimpettaio, ndr) me lo diceva: "Guarda, è uno stordito, proprio uno che non ci sta con la testa, un disadattato".
E io gli avevo creduto. per questo ho cercato di evitare tutti i numerosissimi gadget che lo avevano come protagonista. Ma questo ha solo posticipato il suo ingresso nella vita della Bassa, evitarlo per sempre era materialmente impossibile. Ci è entrato dai pannolini, occhieggiando dal tubetto del dentifricio, sotto forma di pupazzo su un ape volante, con i filmati su you tube, su un album di foto. Dunque ho deciso che avrei fatto la sua conoscenza rimuovendo i pregiudizi. Ma vederlo così, con il suo sguardo perso nel vuoto, quel barattolo di miele sempre appresso... non ha fatto che confermare quanto mi diceva il mio collega.
Nonostante questo deve avere qualcosa di strano, un fascino che mi sfugge. La Bassa lo adora, lo chiama ripetendo il suo nome come facevano le fan ai concerti dei Take That (per i lettori più giovani: leggete Tokio Hotel. Per quelli più anziani: leggete Beatles).
Ma questo non cambia la mia idea: Uinni Puh è uno sciroccato.

venerdì 23 aprile 2010

Orto pensile

è tutto QUASI pronto.
Anzitutto c'è la mia determinazione nel realizzare il progetto (che è la cosa più importante). Poi ho due consulenti:
- la mia mamma, che è la voce dell'esperienza. ha il pollice verde e dispensa consigli sulla gestione del giardino senza nessuna evidenza scientifica, ma con l'inconfutabile supporto della pratica. Considerando che ha trasformato la mia ex camera in una serra che farebbe invidia a un giardino tropicale, direi che funzionano (Chicca: Per non far salire le formiche sulle piante, utilizzare fondi di caffè e bucce di banana).
- lo Zio Cinquantenne Felice, che ha un negozio di piante e irrigazione, una laurea in agraria ed è lo stylist della fiorera del nostro balcone. Un balcone con le palle (e non solo in senso figurato). Il suo motto è: "Mai più un giardino senz'acqua".

Sul balcone con le palle, ora io vorrei creare un orto pensile.
Nei fatti al momento dispongo di: terra e semi per insalata. Manca il vascone. Settimana prossima lo zio Cinquantenne Felice ha promesso l'arrivo di vasconi super-tecnologici auto irriganti e dunque tocca attendere.

NOTA: Oltre all'attesa, che mi turba in quanto io non sono persona fatta per aspettare, ci si mettono anche i Caf a turbare l'idillico quadretto bucolico. Sì, abbiamo recuperato chiedendoli alla banca crudele e ricattatrice i cedolini mancanti per la dichiarazione dei redditi, ma no, non abbiamo ancora fatto il 730 perchè quello dell'anno scorso era tutto sbagliato. E bisogna dire che avevamo già fatto il Modello Unico per correggere un altro errore fatto da loro, i Caf, di cui NOI ci siamo accorti.
Quella del Caf nega l'evidenza, dicendo: "E' impossibile un errore così grande e così banale. Anche perchè l'operatrice che l'ha fatto è molto scrupolosa".
E figuriamoci se non lo era...

giovedì 22 aprile 2010

Il Nonno Imperativo

Mio suocero, il nonno Imperativo, non parla. Lui comanda.
I suoi discorsi sono una serie di ordini: "Vai! Fai! Dimmi! Portami!".
Lui però non se ne rende conto, lo fa così, di carattere.
Una volta quella Alta ha provato a farglielo notare: "Papà, lo sai che quando parli dai sempre degli ordini?"
"Dici? Allora FAMMI SMETTERE!"
Appunto.

La filosofia di vita del Nonno Imperativo si può riassumere nel motto "Facciamo come volete basta che si faccia come dico io".
Nonno Imperativo, in certi casi, fatica a vedere il confine tra rischio e pericolo vero. La scorsa settimana ha preso 3 bimbi, tra cui la Bassa, li ha messi su un'amaca in giardino tutti insieme e ha iniziato a spingerli tipo altalena, molto forte, incitato dalle grida dei bimbi "Ancoaaaa!!! Ancoaaaa!!!". E li ha spinti così forte che a momenti facevano il giro della morte.
Però il Nonno Imperativo ha di solito molta fortuna e va sempre tutto bene. Anche in questo caso, sfidando la legge di gravità, nessun pargolo è caduto. I fisici si interrogano.

L'altro giorno in giardino c'era un raduno di formiche, forse si teneva un evento del Salone del Mobile. Erano tantissime e formavano delle grosse macchie nere sul cemento.
Nonno Imperativo ha avuto un guizzo negli occhi, è tornato il ragazzino teppista che era cinquant'anni fa (e che non se ne è mai andato del tutto), ha guardato la Bassa con complicità e le ha detto:
"Adesso vedrai come gli diamo fuoco!"
Poi è subito tornato in lui, immaginando la Bassa trasformarsi in una piccola piromane: "Beh, forse non è una buona idea".

La Bassa, che sta a casa del Nonno Imperativo tutto il giorno, sta prendendo lo stesso andazzo e dà ordini: "Vieni, andiamo, dammi".
Ma il più bello è stato alla coinquilina Alta, l'altro giorno. Le ha messo in mano la scopa e ha intimato: "Pulisci!"
E sempre più la mia figlia preferita.

mercoledì 10 marzo 2010

La mucca cinese

Sottotitolo: considerazioni socio-culturali ispirate da una mucca di plastica.



Quella che a una prima, fugace, occhiata può sembrare una innocua mucca giocattolo, in realtà è un prodotto della globalizzazione che può istigare i bambini a una distorta percezione della realtà faunistica del nostro Paese.
Nello specifico: questo animale vuole rappresentare, negli intenti di chi l'ha realizzata, un esemplare di mucca frisona, razza molto diffusa in Europa.
In realtà chi ha realizzato questo esemplare una mucca frisona non l'ha mai vista neanche in fotografia e io, siori e siore, vi dimostrerò perchè:

1) la mucca frisona è una mucca da latte, non da tiro. Questo esemplare, infatti, ha le mammelle, ma ha classica postura di un animale da tiro

2) ha le corna e la frisona no

3) le zampe sono troppo corte

A parte i colori bianco e nero del mantello, insomma, rappresenta una mucca utilizzata comunemente in Cina come animale da tiro. Evidentemente, l'artigiano cinese che l'ha realizzata a mano non ha fatto altro che ridipingerla e venderla in Europa!





(post realizzato grazie al contributo della sorella della nostra amica Birra, che è veterinaria e che ha regalato alle sue figlie una mucca uguale a questa!)

lunedì 8 marzo 2010

Pericolo attraversamento animali

In questi giorni ci sono dei ritardi sulla linea ferroviaria dovuti alla presenza di strani animali. Si parla di mucche, coccodrilli, pesci, tacchini, leocorni e beccaccini.
Cosa non si inventerebbero le ferrovie dello stato per giustificare un ritardo...







PS Il parquet Iroko con la finitura a cera che ho scelto io fa sempre la sua porca figura in fotografia!

mercoledì 24 febbraio 2010

Cappuccetto Rotto

"C'era una volta una bambina con il cappuccetto rotto che tutti chiamavano, con un grande sforzo di fantasia, Cappuccetto Rotto.
Un giorno la mamma dice: "Cappuccetto, fammi un piacere. Visto che tua nonna si ostina ad abitare da sola nel bosco e non vuole andare in casa di riposo e neanche la badante, portale questo cestino con il pane, le focaccine e la birra".
"Uffi, mamma. Ma perchè non fa la spesa on-line?"
"Porta pazienza Cappuccetto, che la nonna è anziana. Ora vai, nel tragitto fai tutto quello che vuoi, ma non parlare con il lupo"
La bimba va nel bosco e cammina cammina. Nel bosco ci sono un sacco di animali di difficile identificazione: un procione che forse è un tasso, una donnola che probabilmente è un ghiro.
E c'è anche il lupo, che vede Cappuccetto e pensa "Quasi quasi mi pappo la bambina e mi bevo la birra".
Poi cambia idea e decide di parlarle: "Ciao bella bambina. Cosa fai tutta sola nel bosco?"
Cappuccetto, visto che, da che mondo è mondo, quando dici a un bambino di non fare una cosa, loro la fanno, risponde garrula: "Vado dalla mia nonna che è sola e malata"
"Mmmh bene, così prendo due piccioni con una fava" pensa il lupo che è molto furbo.
"Allora prendi quel sentiero che fai prima, ma non ti fermare a raccogliere i fiori" aggiunge il lupo, che ha un master in psicologia infantile e sa che in questo modo Cappuccetto si fermerà sicuramente.
Allora lui prende la scorciatoia e arriva a casa della nonna, e la trova a letto mentre legge l'ultimo numero di "Io e il mio Yacht". E senza troppi complimenti se la mangia.
Poi finalmente arriva Cappuccetto, vede il lupo vestito da nonna ma non lo riconosce perchè è un po' stordita e fa delle domande molto sensate.
"Nonna, ma che orecchie grandi cha hai".
"Non ci sentivo bene, non mi andava di mettere l'Amplifon e ho deciso di farmele più grandi, bambina mia"
"Nonna, ma che naso grande che hai"
"Attenta a come parli che magari ti viene pure a te così, bambina mia"
"Nonna, che bocca grande che hai"
"Ho deciso di fare delle iniezioni di botulino alle labbra, bambina mia"
"Nonna, ma che..."
"A Cappuccè'... e che palle! Mo' te magno così stai zitta"
E se la mangia.

A questo punto, la storia che raccontiamo OGNI SERA da mesi alla nostra coinquilina Bassa ha un finale diverso in base alla voce narrante.

VERSIONE MIA: Allora, Bassa, a questo punto la storia diventa surreale. Perchè arriva un cacciatore che, vedendo il lupo che dorme con la pancia piena, capisce quello che è successo, taglia la pancia del lupo e fa uscire la nonna e cappuccetto sane e salve. E questo in realtà non è possibile, perchè il lupo avrebbe dovuto quantomeno masticarle. Addirittura il cacciatore poi ricuce il lupo e questo torna sano come prima. E no, Bassa, questo non è possibile.

VERSIONE DELLA ALTA. Allora, Bassa, a questo punto la storia diventa surreale. Perchè è impossibile che arrivi un cacciatore uomo che, vedendo il lupo che dorme, intuisca che si è appena mangiato la nonna e la nipotina. Ed è proprio fantascienza che tutto da solo trovi una soluzione al problema.

venerdì 11 dicembre 2009

Dieta pre-natalizia

Ieri sera nuovo incontro nella fattoria dopo il discorso dell'altra volta (questo qui), quando quella bastarda della pecora avevo messo in guardia il porco.
"Buongiorno signora Pecora"
"Buongiorno signor Maiale. La trovo dimagrito"
"Eh dopo il suo avvertimento mi sono messo a dieta. Qui Natale si avvicina e mi sembra che il cibo che mi danno aumenti sempre di più".

"Basta parlare con gli animali di plastica. Guarda la bimba!" strepita quella Alta nel delirio serale.
"Ma chi quella lì bassa con il kimono alla Ghemon che gira per casa?"
"Non è un kimono. Si chiama incrociato"
"Sarà, comunque Ghemon l'amico di Lupin ce l'aveva uguale...."

mercoledì 2 dicembre 2009

Punti di vista

Dialogo colto ieri sera tra il maiale e la pecora della Bassa.
"Buongiono signor maiale"
"Buongiorno signora pecora. Come sta oggi?"
"Non c'è male. Non mi hanno neanche tosato"
"Certo che fa proprio una vitaccia. Sempre tosata... A me invece danno sempre molto da mangiare, non posso lamentarmi"
"Beh signor maiale, ci sarebbe qualcosa che dovrei spiegarle un giorno o l'altro"
"Ma signora pecora non capisco a cosa si riferisca"
"Rifletta su questo punto: com'è che non si vedono mai maiali anziani?"

martedì 27 ottobre 2009

Magnum salutis gaudium

Oggi la mia rivincita sulla Alta e su tutte le sue teorie pedagogiche ha raggiunto il suo punto massimo. Dopo il racconto del pomeriggio passato dalla Bassa in ludoteca (ameno luogo che frequenta da una settimana, in cui può giocare con altri bambini, distruggere giochi, mettere le ditina negli occhi ad altre persone basse come lei e cantare canzoncine), mi si è accesa una lampadina. Così, forte di una reminescenza infantile, ho esclamato con entusiasmo : "Facciamo il giro giro tondo". La Bassa ha iniziato a urlare contagiata da cotanta allegria "tondo toondo" e mi ha preso per mano. Abbiamo così fatto un bellissimo giro giro tondo familiare, io la Bassa e la Alta. Al "tutti giù per terra" la bimba non si è degnata di abbassarsi (anche perchè più di così...) però mi ha buttato le braccia al collo e mi ha stretto forte forte. Con grande disappunto della Alta che non è stata neanche considerata. L'operazione si è ripetuta svariate volte e sempre con le stesse modalità... ah che soddisfazione!