Ore 13. Suona il cellulare:
"Ciao alta!"
"Ciao. L'ho fatto. Zac, via tutti!"
"Via cosa?"
"I ricci. Ho tagliato i capelli alla Bassa"
"Usignur! Ma glieli hai tagliati tu?"
"No. Ieri sera ci ho provato e mi hai minacciato di morte... solo perchè sei rientrato prima dal lavoro e mi hai beccato, accidenti!"
"Dunque sei andata dalla parrucchiera..."
"Sì, la Bassa è stata bravissima. Si vede che è una vera donna, eh! Tutta felice dal parrucchiere. Glieli ho fatti lasciare un po' lunghi ai lati"
"No perchè? già che c'eri potevi tagliarli tutti corti..."
"Dici?"
"Sì, zac! e non ci si pensa più"
Che poi è la Settimana Santa. Mia mamma dice che sono i giorni giusti per potare le piante. Dunque dovrebbe valere anche per i capelli.
Ore 17. Arisuona il cellulare.
"Senti, mio papà è rimasto scioccato dalla vista della bambina"
"No! Perchè?"
"Per i capelli... rivuole i ricci!"
"Ah! e meno male che non hai fatto tagliare anche i lati"
"Beh veramente..."
"Veramente?"
"Ho dato una spuntatina anch'io..."
"Non sei tornata dalla parrucchiera?"
"No. Ma sono venuti bene, eh?"
Dalla reazione di mio suocero, posso immaginarlo.
Ore 17.15. Di nuovo il telefono.
"Il commento di mia mamma è stato: cresceranno".
"Insomma: hai fatto una cazzata?"
"Ma no, fidati!"
La situazione peggiora sempre più.
Ore 20.
Terrorizzato da queste premesse arrivo a casa per constatare di persona lo scempio a cui è stata sottoposta la capigliatura della mia ignara coinquilina Bassa.
Ora, diciamo che per portare i capelli corti se sei una fanciulla è necessario avere un bel volto.
Serve che vi dica che mia figlia ha il volto assolutamente più bello che sia mai esistito? Dunque sta benissimo anche con questo nuovo taglio militare!
Non fosse che adesso la Bassa ha preso gusto a tagliare i capelli e supplica tutti di dare ancora una spuntatina: "Taglioooooo!!!! Tagliooooo!!!! Viaaaaa!!!!!!!!! Bruttiiiiii".
Nota di servizio: dire a una bambina piccola che si tagliano i capelli brutti per far crescere quelli belli può avere come effetto collaterale che voglia raparseli a zero.
Le mirabolanti avventure di quella bassa che da un anno vive con noi e le cui prime parole sono state "ciao", "cacao" e, finalmente, "papà"...
mercoledì 31 marzo 2010
martedì 30 marzo 2010
La mia prima intervista
Non ci crederete, ma sono stato intervistato da un Barbapapà!
http://www.bravibimbi.it/siti-amici/papaciaocacao/
http://www.bravibimbi.it/siti-amici/papaciaocacao/
Lentezza
"Oggi quella Bassa si è addormentata mentre mia mamma le cambiava il pannolino"
"E poi dici a me che sono lento..."
"E poi dici a me che sono lento..."
venerdì 26 marzo 2010
Lotta all'entropia
"Prima che andassimo a vivere insieme tua mamma mi aveva venduto che tu sapevi cucinare, che cucivi e addirittura che sapevi stirare. Menzogne! Era pura campagna pre-elettorale, tu non fai niente di tutto questo. Lasci tutto in giro!!!".
"Non è vero, donna! Parli accecata dal disordine che regna sovrano in questa dimora! Pure tu non è che sei esattamente una casalinga perfetta, e non dimenticare che io sono l'unico che sa tenere in mano un ago, in questa casa!"
Nel nostro tre microlocali ogni giorno - ma soprattutto nel fine settimana, quando stiamo più tempo a casa e abbiamo più tempo per creare caos - si combatte una dura lotta contro l'entropia che alberga in ogni dove. E ogni tanto la situazione degenera e si arriva a litigare, come sopra. Spesso vengo colto dalla cosidetta "crisi desperate", che mi trasforma in un casalingo disperato, depresso e lievemente isterico. Ma capita raramente e sfortunatamente non è contagioso.
Lasciamo stare la camera dove dovrebbe (il condizionale è d'obbligo) dormire quella Bassa. Lì ci sono i suoi giochi ed è giusto che ci stiano. Magari non dovrebbero essere sempre sparpagliati per il pavimento, ma tant'è.
Parliamo della microsala. Lettere e documenti vengono archiviati saltuariamente da quella Alta, nel frattempo si accumulano, accumulano e accumulano. Pigne di fogli, bollette non pagate e pubblicità (ieri per ritrovare la tessera elettorale si è mossa pure la troupe di "Chi l'ha visto"). Sulle sedie della sala di solito lascio o il pigiama o la tuta. Spesso anche le calze e, salturiamente, le mutande. Io lo chiamo "ordine creativo".
Microcucina: dopo che abbiamo mangiato sembra che sia passato l'uragano Katrina. La Bassa ha preso l'usanza di masticare i cibi e risputarli, e sovente li lancia in giro. Questo si somma al normale disordini di piatti e pentole da lavare, che io amo lasciare nel lavandino anzichè riporre in lavastoviglie. Fa più bohemien.
Camera nostra: il letto non viene mai fatto, se non 15 secondi prima di andare a letto, da me medesimo. Cumuli di vestiti giacciono sulle sedie, tanto che ultimamente mi viene da appoggiarli anche sul comò.
Bagno: ultimamente ho preso l'abitudine di non mettere i vestiti all'interno del cesto della lavanderia ma di lasciarli all'esterno. Mi sembrano facciano più "ambiente". Un po' come i cassonetti a Napoli dove si lascia l'immondizia fuori anzichè dentro.
"Non è vero, donna! Parli accecata dal disordine che regna sovrano in questa dimora! Pure tu non è che sei esattamente una casalinga perfetta, e non dimenticare che io sono l'unico che sa tenere in mano un ago, in questa casa!"
Nel nostro tre microlocali ogni giorno - ma soprattutto nel fine settimana, quando stiamo più tempo a casa e abbiamo più tempo per creare caos - si combatte una dura lotta contro l'entropia che alberga in ogni dove. E ogni tanto la situazione degenera e si arriva a litigare, come sopra. Spesso vengo colto dalla cosidetta "crisi desperate", che mi trasforma in un casalingo disperato, depresso e lievemente isterico. Ma capita raramente e sfortunatamente non è contagioso.
Lasciamo stare la camera dove dovrebbe (il condizionale è d'obbligo) dormire quella Bassa. Lì ci sono i suoi giochi ed è giusto che ci stiano. Magari non dovrebbero essere sempre sparpagliati per il pavimento, ma tant'è.
Parliamo della microsala. Lettere e documenti vengono archiviati saltuariamente da quella Alta, nel frattempo si accumulano, accumulano e accumulano. Pigne di fogli, bollette non pagate e pubblicità (ieri per ritrovare la tessera elettorale si è mossa pure la troupe di "Chi l'ha visto"). Sulle sedie della sala di solito lascio o il pigiama o la tuta. Spesso anche le calze e, salturiamente, le mutande. Io lo chiamo "ordine creativo".
Microcucina: dopo che abbiamo mangiato sembra che sia passato l'uragano Katrina. La Bassa ha preso l'usanza di masticare i cibi e risputarli, e sovente li lancia in giro. Questo si somma al normale disordini di piatti e pentole da lavare, che io amo lasciare nel lavandino anzichè riporre in lavastoviglie. Fa più bohemien.
Camera nostra: il letto non viene mai fatto, se non 15 secondi prima di andare a letto, da me medesimo. Cumuli di vestiti giacciono sulle sedie, tanto che ultimamente mi viene da appoggiarli anche sul comò.
Bagno: ultimamente ho preso l'abitudine di non mettere i vestiti all'interno del cesto della lavanderia ma di lasciarli all'esterno. Mi sembrano facciano più "ambiente". Un po' come i cassonetti a Napoli dove si lascia l'immondizia fuori anzichè dentro.
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Effetto collaterale n°2
Ovvero: Circa le inaspettate conseguenze del mio diabbolico piano intitolato "regalo-un-cellulare-super-tecnologico-alla-Alta-per-Natale-così-lei-non-lo-usa-e-lo-passa-a-me".
Primo episodio: Mi chiamano i miei.
"Figlio, stamattina per caso hai chiamato tu a casa nostra?"
"No, perchè?"
"Perchè sono un po' di mattine che verso le 9-9.30 ci suona il telefono. Fa uno squillo e smette"
"Boh sarà qualche problema alla linea"
"..."
Secondo episodio: Dialogo tra me e la Alta.
"Che palle, sono un po' di mattine che faccio tardissimissimo al lavoro"
"Come mai?"
"Bah diversi motivi. Non ultimo, quando accompagno la Bassa a casa di miei di solito gli facevo uno squillo dal cellulare. Loro uscivano così io potevo rallentare e lanciare la bambina dalla macchina senza fermarmi e sgommare via. Da un po' di tempo invece non sentono il telefono, quindi devo scendere, citofonare ed entrare».
Riassunto delle puntate precedenti: Per Natale avevo regalato alla Alta un fighissimo cellulare bianco touch screen che lei, inaspettatamente, non ha saputo usare. Così lei ha preso il mio vecchio cellulare e io quello nuovo (che bei momenti, leggi qui). Ma siccome non esiste il delitto perfetto mi ero dimenticato di trasferire i numeri dalla rubrica, così lei si è imbattuta in nomi che considerava opportuno rimuovere (ce l'aveva in particolare con Diavoletto, se vuoi leggi qui). Poi la cosa è passata e la vita aveva ripreso il suo regolare corso.
Fino a quando, recentemente, ci sono stati un paio di singolari episodi che hanno turbato la quiete familiare.
C'è voluto un bel po' di tempo, qualche telefonata alla Telecom e un po' di acume per capire che quello che era registrato nel mio vecchio telefono come "Casa Genitrice" era effettivamente il numero di casa dei miei e non dei genitori della Alta. Ma alla fine ce l'abbiamo fatta.
Primo episodio: Mi chiamano i miei.
"Figlio, stamattina per caso hai chiamato tu a casa nostra?"
"No, perchè?"
"Perchè sono un po' di mattine che verso le 9-9.30 ci suona il telefono. Fa uno squillo e smette"
"Boh sarà qualche problema alla linea"
"..."
Secondo episodio: Dialogo tra me e la Alta.
"Che palle, sono un po' di mattine che faccio tardissimissimo al lavoro"
"Come mai?"
"Bah diversi motivi. Non ultimo, quando accompagno la Bassa a casa di miei di solito gli facevo uno squillo dal cellulare. Loro uscivano così io potevo rallentare e lanciare la bambina dalla macchina senza fermarmi e sgommare via. Da un po' di tempo invece non sentono il telefono, quindi devo scendere, citofonare ed entrare».
Riassunto delle puntate precedenti: Per Natale avevo regalato alla Alta un fighissimo cellulare bianco touch screen che lei, inaspettatamente, non ha saputo usare. Così lei ha preso il mio vecchio cellulare e io quello nuovo (che bei momenti, leggi qui). Ma siccome non esiste il delitto perfetto mi ero dimenticato di trasferire i numeri dalla rubrica, così lei si è imbattuta in nomi che considerava opportuno rimuovere (ce l'aveva in particolare con Diavoletto, se vuoi leggi qui). Poi la cosa è passata e la vita aveva ripreso il suo regolare corso.
Fino a quando, recentemente, ci sono stati un paio di singolari episodi che hanno turbato la quiete familiare.
C'è voluto un bel po' di tempo, qualche telefonata alla Telecom e un po' di acume per capire che quello che era registrato nel mio vecchio telefono come "Casa Genitrice" era effettivamente il numero di casa dei miei e non dei genitori della Alta. Ma alla fine ce l'abbiamo fatta.
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giovedì 25 marzo 2010
Chiamatela Houdini
Pomeriggio, casa della Suocera. Salotto.
"Nonnaaaa occhi chiudi"
La suocera obbedisce e chiude gli occhi.
Quando li riapre trova quella Bassa in piedi sul tavolino vicino al divano.
Un comportamento alquanto rischioso e dunque vietato.
Almeno quando si hanno gli occhi aperti.
"Nonnaaaa occhi chiudi"
La suocera obbedisce e chiude gli occhi.
Quando li riapre trova quella Bassa in piedi sul tavolino vicino al divano.
Un comportamento alquanto rischioso e dunque vietato.
Almeno quando si hanno gli occhi aperti.
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mercoledì 24 marzo 2010
Super-Bassi
Frequentiamo una sola coppia di amici con figli (gli altri non si riproducono o, nei rari casi in cui succede, hanno una tendenza all'isolamento).
Questi però sono più che sufficienti. Di coinquilini bassi ne hanno già due: una di quattro anni, N., e uno di 2 anni, G. (detto anche l'amico-nemico della Bassa, con cui la Bassa va in piscina, gioca ma soprattutto si picchia - anzi le prende - vedi qui).
L'altro giorno stavo parlando con il papà di G e N:
"Sai, per la Festa del papà la bimba mi ha regalato un disegno che ha colorato lei. è la prima volta che è stata nei bordi, ero molto orgoglioso e fiero del suo lavoro"
"Eri?"
"Sì. Mi sembrava un'impresa notevole per una bimba di 4 anni. Poi siamo andati a casa di alcuni nostri amici, che hanno un bimbo della sua stessa età. E ha letto l'ora da solo sull'orologio digitale: diciotto e quarantatrè".
"Ah però" Beh, con quello con le lancette però era più difficile...
"Pensa a quell'età riuscire a leggere proprio i numeri interi. E non è finita. La mamma gli ha chiesto: e quanto manca alle 19? E il bimbo ha detto: 17 minuti"
"Cavolo! questo sì che è impressionante". Credo che quella Alta non riuscerebbe ancora oggi a fare il conto senza calcolatrice.
"Già"
"Ma magari era un caso o una mossa preparata?"
"E, l'ho pensato anch'io. Sono stato tutta sera a fargli fare conti. Le sapeva tutte. Scriveva anche le parole con le lettere magnetiche appese al frigo"
"Ah" Noi sul frigo abbiamo un magnete a forma di boccale di birra e uno a forma di geco. Non ne verrà mai fuori niente di buono.
"E poi sa leggere le targhe e ti dice quanti anni ha una macchina: se c'è scritto 05 sa che ha 5 anni e così via".
"Impressionante". Chissà cosa ha regalato al suo papà per la festa del papà: una riproduzione in miniatura del Taj Mahal? un affresco in sala? Un sonetto?
"Già. Ho buttato via i pastelli e sto insegnando a N. le tabelline. Qui bisogna recuperare"
La Alta dopo un confronto diretto con una super-bassa aveva avuto la stessa reazione (vedi qui), con pessimi risultati.
Siccome non c'è limite al peggio, qualcuno mi aveva segnalato anche questo video su you tube di una super-super-Bassa che ha la stessa età della nostra Bassa (che, senza false modestie, mi sembra già piuttosto avanti con il linguaggio... ma qui siamo su un altro "livello"!!!!!) http://www.youtube.com/watch?v=ej2u6wA9O84
Questi però sono più che sufficienti. Di coinquilini bassi ne hanno già due: una di quattro anni, N., e uno di 2 anni, G. (detto anche l'amico-nemico della Bassa, con cui la Bassa va in piscina, gioca ma soprattutto si picchia - anzi le prende - vedi qui).
L'altro giorno stavo parlando con il papà di G e N:
"Sai, per la Festa del papà la bimba mi ha regalato un disegno che ha colorato lei. è la prima volta che è stata nei bordi, ero molto orgoglioso e fiero del suo lavoro"
"Eri?"
"Sì. Mi sembrava un'impresa notevole per una bimba di 4 anni. Poi siamo andati a casa di alcuni nostri amici, che hanno un bimbo della sua stessa età. E ha letto l'ora da solo sull'orologio digitale: diciotto e quarantatrè".
"Ah però" Beh, con quello con le lancette però era più difficile...
"Pensa a quell'età riuscire a leggere proprio i numeri interi. E non è finita. La mamma gli ha chiesto: e quanto manca alle 19? E il bimbo ha detto: 17 minuti"
"Cavolo! questo sì che è impressionante". Credo che quella Alta non riuscerebbe ancora oggi a fare il conto senza calcolatrice.
"Già"
"Ma magari era un caso o una mossa preparata?"
"E, l'ho pensato anch'io. Sono stato tutta sera a fargli fare conti. Le sapeva tutte. Scriveva anche le parole con le lettere magnetiche appese al frigo"
"Ah" Noi sul frigo abbiamo un magnete a forma di boccale di birra e uno a forma di geco. Non ne verrà mai fuori niente di buono.
"E poi sa leggere le targhe e ti dice quanti anni ha una macchina: se c'è scritto 05 sa che ha 5 anni e così via".
"Impressionante". Chissà cosa ha regalato al suo papà per la festa del papà: una riproduzione in miniatura del Taj Mahal? un affresco in sala? Un sonetto?
"Già. Ho buttato via i pastelli e sto insegnando a N. le tabelline. Qui bisogna recuperare"
La Alta dopo un confronto diretto con una super-bassa aveva avuto la stessa reazione (vedi qui), con pessimi risultati.
Siccome non c'è limite al peggio, qualcuno mi aveva segnalato anche questo video su you tube di una super-super-Bassa che ha la stessa età della nostra Bassa (che, senza false modestie, mi sembra già piuttosto avanti con il linguaggio... ma qui siamo su un altro "livello"!!!!!) http://www.youtube.com/watch?v=ej2u6wA9O84
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