mercoledì 11 novembre 2009

Il mostro del papà

Può accadere che tutti ti dicano di fare una cosa ma tu, spinto da una forza interiore, decidi di fare di testa tua.
Può accadere che ti informi da ormai un anno su un acquisto, che vagli tutte le possibilità, che valuti attentamente le caratteristiche della concorrenza e poi, con certezza, sai qual è il prodotto giusto per te.
Può accadere che qualcuno ti insinui il dubbio che forse quello che hai scelto non è proprio l'ideale, che magari può essere bello in senso assoluto ma non in senso relativo, per te e la tua casa.
Può accadere che tu abbia un momento di tentennamento, che quasi ti lasci convincere, ma in fondo non vuoi cedere perchè comprare un televisore 32 pollici sarebbe una sconfitta personale. Tu vuoi il magnifico 40 pollici, con tutta la potenza dell'HD, lo vuoi lì, in una parete in cui ci sta giusto giusto e a chi ti dice: "Ma non è un po' troppo?!" tu obietti sicuro: "No, c'è scritto che la distanza dev'essere di un metro e venticinque dallo schermo e noi ce li abbiamo".
Può accadere che, dopo anni in cui la televisione con tubo catodico è stata relegata in camera da letto, disturbando il sonno tuo e della Alta, finalmente ti decidi all'acquisto del televisore piatto per la sala e può accadere che nel frattempo tutte le congiunture astrali siano favorevoli: esce una mega offerta in cui paghi a rate e ti danno anche i canali satellitari, piovono dei soldi dal cielo e il tuo modello è anche disponibile in magazzino. E tu vuoi accontentarti di un piccolo, misero 32 pollici?!
No, tu vai avanti per la tua strada.
Quando porti a casa lo scatolone, qualche dubbio inizia a venirti. Quando lo tiri fuori dalla scatola, ne sei quasi certo. Quando lo metti dove dovrebbe stare, e fuori dalla sala appare il cartello "sala numero 9 del multisala", ne sei sicuro: hai fatto una cazzata.

martedì 10 novembre 2009

I denti del venerdì notte

C'è chi ha la febbre del sabato sera. Quella Bassa invece ha i denti del venerdì notte. Inspiegabilmente ma con crudele puntualità, da due mesi a questa parte si sveglia tutte le notti tra il venerdì e il sabato piangendo disperata, probabilmente per problemi legati alla dentizione. é già gentile, perchè almeno il giorno dopo si può dormire e non si va al lavoro. E come dice mia suocera, non dovrebbe neanche lamentarsi così tanto "perchè questi denti sono gli unici che le nascono gratis".
Imperscrutabili restano i motivi di questa puntualità settimanale nella dentizione.

venerdì 6 novembre 2009

La cimice milanista

"AHHHHHHHH"
E che succede?!?
"MARRRRITO! CORRI CORRI! UNO SCARAFAGGIO IN BAGNO"
"Perdinci, presto esci, chiudi la porta e raccontami!"
"Allora, ho fatto la doccia e ho appoggiato i vestiti sul mobile... quando sono uscita ho visto un orribile mostro sui miei pantaloni neri".
"Ma che insetto era?"
"Era come una cimice, però nera con i puntini rossi"
"Bah, mai visti..."
"Ma sì dai, li conosci... e comunque non stare qui a perdere tempo. QUella cosa è lì sui miei vestiti... a proposito, chissà come ci è arrivato".
"Beh, probabilmente l'avevi addosso da prima, non credo fosse già qui"
"Che schifo... vuol dire che io ho camminato portandomi appresso l'immonda creatura... BLEAH BLEAH! Cancellala da questa terra subito... ma dove vai, il bagno è di qua"
"Vado ad armarmi di asciugone"
"Bravo, sette strappi credo possano bastare..."
"Mai sottovalutare l'avversario!"
"GIusto, vai mio eroe"
Entro nel bagno e mi chiude la porta alle spalle. A noi, marrano. Guardo sui pantaloni, niente. Guardo in giro: niente.
"EHi ma qua non c'è niente"
"Ecco come al solito non vedi le cose. è lì, sui pantaloni"
"NOn c'è"
"Fammi entrare a controllare... ma sì è lì, non vedi!?"
"Cara, quella è la cucitura del vestito..."

giovedì 5 novembre 2009

Chi ha versato il latte?

Mattina. Colazione. Improvvisamente uno scroscio di latte invade la cucina. Cade sul tavolo, finisce sul pavimento, sporca vestiti puliti appena indossati: maglione, camicia, pantaloni.
Quella Alta, che era al lavandino, si gira e il suo sguardo incrocia due volti: la Bassa, seduta sul seggiolone, con gli occhioni sgranati, e il mio, che trasuda innocenza da tutti i pori.
"Chi è stato?" tuona la Alta.
Valuto velocemente tutte le possibilità che ho davanti:
1) Potrei dare la colpa alla Bassa, tanto è ancora piccola non sa discolparsi.
2) Però era latte e caffè, con tanto di cereali. Va bene che quella Bassa mangia tutto, ma non ci crederebbe mai.
3) E poi quello tutto sporco di latte sono io.
Anche questa giornata non inizia nel migliore dei modi...

mercoledì 4 novembre 2009

Perchè solo due copie di chiavi?

Uggiosa giornata di inizio novembre. Sto sonnecchioso sull'autobus della speranza che, come ogni mattina, mi accompagna nel lungo tragitto verso il lavoro. Sono quasi arrivato al primo traguardo, manca "solo" la metropolitana e il pezzo a piedi, quando squilla il telefono. è il numero di casa, dettaglio che a quest'ora è quasi sempre presagio di sventura.
"Pronto?"
"Marrrrrrito!!!!!"
Ecco...
"Dove sono le chiavi della macchina?"
"Beh, ma dove vuoi che siano, di fianco o nei pressi del porta-chiavi-della-macchina" che domande, come se ancora non mi conoscesse.
"Ho già guardato (sottinteso: sono una donna, io, mica un uomo che chiama sempre facendo domande inutili e scontate solo perchè è troppo pigro per pensare una risposta)".
"Ah boh... allora non so"
"Ma ieri sera, dopo che siamo tornati e hai messo la macchina in garage, non è che hai tenuto le chiavi nella giacca!?!"
Metto la mano in tasca... ohibò, sono qui. "Beh effettivamente... però ci sono quelle di scorta!!!"
"Quelle che tieni sempre nella tua valigetta del lavoro così quando cinque mattine su sette decidi di andare in macchina anzichè in bus puoi scendere e fare l'arrocco delle macchine nel nostro fetente garage stretto e lungo senza problemi?"
Guardo nella valigetta... questa donna è una veggente! "Ora, non ti arrabbiare, però potrebbe essere incidentalmente accaduto che entrambe le chiavi siano in mio possesso... ma se vuoi torno indietro!" (Bisogna sempre mostrarsi disponibili a risolvere il problema, anche se è un'ipotesi impraticabile)
"No, no lascia stare (= Eh già! Ci ho messo tre ore a vestire la bambina per uscire, adesso è qui imbottita come l'omino michelin e sta sudando, io sono in mega-ritardo per il lavoro... e devo stare ad aspettare te che per oggi hai già fatto fin troppo!)
"Ma non sei arrabbiata vero?".
"Certo che no (= chetepossino... ma è ovvio che sono arrabbiata, e te la farò pagare in comode rate settimanali!)"
"Buona giornata..."

martedì 3 novembre 2009

Formichina, ciao ciao

Addio formichina che mangiava il pancino. Addio scarpine. Addio pure al cappellino, alla manina, al piedino e di conseguenza a tutti i Nino e Nina che la Bassa ha conosciuto fino a oggi, visto che ripete solo la finale delle parole. La causa siamo noi, genitori senza arte nè parte, che fino a oggi ci siamo abbandonati spudoratamente e senza ritegno alcuno alla scriteriata pratica di mettere il diminutivo a tutti i nomi.
Da oggi, si cambia: ed ecco le scarpe, il cappello, la mano e il piede.
La zia C., insegnante di asilo nido, è stata perentoria: le nuove frontiere della puericultura sono queste. Anche quella Alta ha confessato che i milioni di libri che ha letto sull'argomento dicevano lo stesso, ma tra il leggere e il fare...
Armati di buona volontà nel parlare a nostra figlia come a una persona grande e non come a una bambina piccolina (anzi, piccola!), ci siamo subito imbattuti in un ostacolo apparentemente insormontabile: la formichina che mangia il pancino, l'unico metodo conosciuto al mondo per farla star buona durante il cambio di pannolino. La formichina, peraltro, è entrata a fare parte del mondo della Bassa proprio per merito della zia C., che ora se ne lava le mani e si professa nemica dei diminutivi... un conflitto d'interessi bello e buono, insomma. Interrogata sulla questione, la zia C. ne è uscita con classe: "Si possono usare in caso di filastrocche o canzone già esistente". Va beh, dai la formichina la salviamo lo stesso anche se non è una vera e propria canzone: è questione di autoconservazione!

lunedì 2 novembre 2009

Non c'è sabato nè domenica...

Il lavoro nei campi non conosce Natale, feste o pause: ogni giorno ci si deve alzare per dare da mangiare agli animali, raccogliere i frutti, seminare...
La stessa cosa succede quando si diventa genitori. Domenica non solo era domenica, ma era anche Festa, quella dei Morti, quindi c'era un doppio motivo per dormire fino a tardi. E invece alle 7 la-sveglia-che-non-può-essere-spenta ha iniziato a squillare: "MAMMAAA, MAMMMAAAAAAAA". E già mi è andata bene che non ha chiamato me.
Così la mia coinquilina Alta si è alzata e ha somministrato all'altra mia coinquilina Bassa il quotidiano lattino del buongiorno, tentando contemporaneamente di ipnotizzarla e di farla riaddormentare. Inutilmente.
"SCENDE, SCENDEEEEE". è scesa dal lettone e ha iniziato a scorazzare libera e indisturbata per la casa.
"Ma secondo te se ci riaddormentiamo e lei è sveglia e libera è tanto grave?" mi ha chiesto la Alta, combattuta tra responsabilità e pigrizia.
"Certo che lo è, già vedo i titoli sui giornali: "Madre scriteriata abbandona minore in casa mentre dorme. La giustificazione: "Era domenica, e anche Festa! Volevo dormire un'ora in più"".
"Guarda che c'era anche il papà..."
"Non si è MAI visto che si alzi il papà, da nessuna parte. Era scritto così anche nel contratto matrimoniale che ho firmato (la legge è una cosa che intimorisce sempre, ndr)"alzati tu che sei la mamma"
"Eh già, mi devo SEMPRE alzare io. No, vai te".
BATABOM.
Si sente dalla sala. Quella Alta finalmente rompe gli indugi, si alza e io riprendo a dormire.

ZZZZ.....

"Maritoooo, Maritooo"
"Accidempoli... che succede?"
"AIUTO! Maritooo... AIUTO!"

Apro gli occhi e visualizzo quella Alta con in braccio la Bassa che urla "AHIA AHIAAAAAAAAAAAAAAA" con una spazzola davanti alla faccia.
Che accade?
"La Bassa si stava spazzolando i capelli (due peli, ma è donna quindi vanitosa, ndr), quando improvvisamente ha deciso di metterla in bocca e morderla... oltre al dolore, le è rimasto incastrato un dente della spazzola tra i dentini sotto"
Il mattino ha la spazzola in bocca, da queste parti. Andiamo bene...
Risolvo la questione poi quella Alta si mette a letto e mi dice che adesso devo alzarmi io. Farnetica qualcosa su "pari opportunità", "ingiustizie sociali".
Va beh, decido di alzarmi.
Anche perchè sono già le nove!