Sera, in cucina. Dialogo tra me e la mia coinquilina Alta.
"gnnnnn (inconfondibile inflessione acida nella voce, ndr) ho capito per quale motivo TUA figlia la sera non vuole MAI addormentarsi, meno che mai da sola e comunque mai prima delle 10.30"
Ecco, scommetto che è colpa mia, come sempre.
"Sentiamo, come mai?"
"Perchè non ha un oggetto transizionale!" annuncia orgogliona la Alta
"Eh?"
"L'oggetto transizionale, ossia un pupazzetto, un qualcosa che abbia la funzione di feticcio di mamma e papà e le trasmetta sicurezza, aiutandola così ad accompagnarla nella fase del sonno"
"..."
"E sai perchè la Bassa non ha un oggetto transizionale?"
"Perchè?"
"Perchè quando era appena nata non volevi lasciare nessun oggetto nella culla per evitare che soffocasse. Quindi è colpa tua"
Eh te pareva!
"ma questa teoria da che parte arriva?"
"Da nessuna parte, è mia!"
Andiamo bene adesso, non ci bastavano le teorie propinate dai libri di puericultura! Aggiungiamoci pure le teorie private...!
Per la cronaca adesso la nostra coinquilina Bassa non si addormenta più sul lettone. Ma in sala, sul divano con me o più spesso sul pavimento, mai prima delle 10.30. A quell'ora l'altra coinquilina, quella Alta, giace già da tempo addormentata nella nostra stanza.
Le mirabolanti avventure di quella bassa che da un anno vive con noi e le cui prime parole sono state "ciao", "cacao" e, finalmente, "papà"...
mercoledì 30 giugno 2010
martedì 29 giugno 2010
Il picchio di Homer
Bzzzzz..zzzzz....zzzzz....zzzzzzzzzzzzzzzzzz
Notte tra sabato e domenica.
Un rumore nella notte mi risveglia dal sonno profondo.
Ma cosa diavolo è? Sembra una motosega... oddio che si sia impazzita quella Alta?
Ma no, è un rasoio elettrico.... devo ricordarmi di dire alla Alta di cambiare la sua suoneria dei messaggi sul cellulare.
Ma che ore sono?
Guardo la sveglia. Le cinque.
Chi è che manda messaggi alla Alta alle cinque?
"Alta... sei sveglia? Ti è arrivato un messaggio!"
"Mmmmh...."
Aspetto un po' e attendo una reazione. Niente.
Mi alzo e le porto la borsa, dove c'è il cellulare.
"Toh!"
"mmmmh..."
"Allora?"
"Niente, è l'ING Direct, dice che il mio PIN è stato modificato correttamente. Ora lasciami dormire, però"
"Il PIN? Ma tu non hai modificato il PIN".
"Mmmmmh...."
"Questo potrebbe significare che qualcuno sta cercando di entrare nel tuo conto corrente on line"
"Mmmmh... sì, ma ora dormiamo"
"Un hacker... ma dovrebbe avere anche la carta coi codici... tu ce l'hai la carta coi codici, giusto?!"
"Non lo so, non sono mai entrata da internet..."
"Dov'è la carta coi codici?"
"Boh, se ce l'ho è lì"
Mi alzo e vado a guardare. E' lì.
"Ma poi Alto, anche se qualcuno entrasse, non abbiamo soldi sul conto. Che danni potrebbero fare?"
E' vero. Ma il tarlo si è insinuato.
Mi rialzo e vado su internet. Il sito è inagibile per aggiornamenti. E mi arriva anche a me lo stesso messaggio.
Credo che qualche mio collega informatico stia passando un brutto quarto d'ora. Deve avere fatto una cazzata inviando a tutti questo messaggio.
Probabilmente è colpa del Picchio di Homer (Mi riferisco a quella puntata in cui Homer Simpson - un faro nella notte e un modello per noi uomini tutti - decide di ingrassare per poter usufruire del telelavoro. Mangiando solo cibo che, se strofinato, lascia un bell'alone di unto, mette su in breve tempo i chili necessari per guadagnarsi il diritto al telelavoro. Una volta a casa si accorge che quello che deve fare non è altro che schiacciare sempre lo stesso tasto del computer. Così decide di prendere un picchio di legno che fa su e giù schiacciando sempre la "y" di "yes" mentre lui può godersi la vita: ossia stare sul divano a bere birra e guardare la tv. A un certo punto però compare la domanda: "Vuoi far esplodere la centrale nucleare?". E il picchio schiaccia "yes". Doh!).
Per la cronaca, lunedì la ING ha mandato un altro sms di scuse per l'erroneo invio dei messaggi inviati tra le 12 e le 7 di mattina.
Nulla è stato reso noto invece a proposito del destino dell'incauto informatico.
Notte tra sabato e domenica.
Un rumore nella notte mi risveglia dal sonno profondo.
Ma cosa diavolo è? Sembra una motosega... oddio che si sia impazzita quella Alta?
Ma no, è un rasoio elettrico.... devo ricordarmi di dire alla Alta di cambiare la sua suoneria dei messaggi sul cellulare.
Ma che ore sono?
Guardo la sveglia. Le cinque.
Chi è che manda messaggi alla Alta alle cinque?
"Alta... sei sveglia? Ti è arrivato un messaggio!"
"Mmmmh...."
Aspetto un po' e attendo una reazione. Niente.
Mi alzo e le porto la borsa, dove c'è il cellulare.
"Toh!"
"mmmmh..."
"Allora?"
"Niente, è l'ING Direct, dice che il mio PIN è stato modificato correttamente. Ora lasciami dormire, però"
"Il PIN? Ma tu non hai modificato il PIN".
"Mmmmmh...."
"Questo potrebbe significare che qualcuno sta cercando di entrare nel tuo conto corrente on line"
"Mmmmh... sì, ma ora dormiamo"
"Un hacker... ma dovrebbe avere anche la carta coi codici... tu ce l'hai la carta coi codici, giusto?!"
"Non lo so, non sono mai entrata da internet..."
"Dov'è la carta coi codici?"
"Boh, se ce l'ho è lì"
Mi alzo e vado a guardare. E' lì.
"Ma poi Alto, anche se qualcuno entrasse, non abbiamo soldi sul conto. Che danni potrebbero fare?"
E' vero. Ma il tarlo si è insinuato.
Mi rialzo e vado su internet. Il sito è inagibile per aggiornamenti. E mi arriva anche a me lo stesso messaggio.
Credo che qualche mio collega informatico stia passando un brutto quarto d'ora. Deve avere fatto una cazzata inviando a tutti questo messaggio.
Probabilmente è colpa del Picchio di Homer (Mi riferisco a quella puntata in cui Homer Simpson - un faro nella notte e un modello per noi uomini tutti - decide di ingrassare per poter usufruire del telelavoro. Mangiando solo cibo che, se strofinato, lascia un bell'alone di unto, mette su in breve tempo i chili necessari per guadagnarsi il diritto al telelavoro. Una volta a casa si accorge che quello che deve fare non è altro che schiacciare sempre lo stesso tasto del computer. Così decide di prendere un picchio di legno che fa su e giù schiacciando sempre la "y" di "yes" mentre lui può godersi la vita: ossia stare sul divano a bere birra e guardare la tv. A un certo punto però compare la domanda: "Vuoi far esplodere la centrale nucleare?". E il picchio schiaccia "yes". Doh!).
Per la cronaca, lunedì la ING ha mandato un altro sms di scuse per l'erroneo invio dei messaggi inviati tra le 12 e le 7 di mattina.
Nulla è stato reso noto invece a proposito del destino dell'incauto informatico.
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lunedì 28 giugno 2010
Dialogo tra Plautmasch

Puntuale come le zanzare d'estate, ecco a voi il settimanale contributo del professor Plautmasch* a codesto blog. Dopo aver dissertato, nelle scorse settimane, di temi legati alla famiglia (che peraltro si possono ritrovare nella sua opera omnia "La famiglia non vive nella conchiglia"), questa settimana il nostro Plautmasch è alle prese con un argomento di scottante attualità.
“Allora, è pronto il pezzo?”
“No, questa volta non so cosa scrivere ..”
“Come non sai cosa scrivere?”
“Sono stravolto dal dolore … non so cosa scrivere … cosa vuoi che ti dica? Non ho idee ..”
“Ma non è possibile, lui fa affidamento su di te, ti ha consegnato il “suo” lunedì, non puoi tradirlo”
“Capirà. E’ un giovanotto simpatico e intelligente, sebbene bizzarro, quindi comprenderà perché questa volta non gli manderò nulla”
“ Ma … che dici? Siamo impazziti?”
“Sono distrutto, non lo capisci? D-I-S-T-R-U-T-T-O, affranto, stravolto: kaputt”
“Non puoi fare così: devi reagire. Tu sei un illustre accademico!”
“Ultimi! Siamo arrivati ultimi del girone! Che umiliazione … è la fine …”
“Non puoi farti coinvolgere in codesto modo! E’ pazzesco! Tu sei uno studioso, devi essere freddo e distaccato. E’ un occasione per analizzare questa situazione dal punto di vista socio-culturale. Che so, i soliti miliardari viziati che sono stati strapazzati dalla classe operaia”
“Ecchissenefrega da chi siamo stati strapazzati! Abbiamo pareggiato con la Nuova Zelanda, non lo capisci? La Nuova Zelanda!!!! Chi immaginava fino al mese scorso che in Nuova Zelanda giocassero anche a calcio? Nessuno!!!! E’ pazzesco!!!”
“Ma tu sei un premio Nobel, un premio Pulitzer, un premium Saiwa!!!”
“Già .. ma adesso bramo l’oblio, il nulla, un silenzio assoluto che mi circondi e che mi avvolga completamente. Tre gol dalla Slovacchia! Santi numi: dalla Slovacchia! Scommetto che quasi nessuno sa dove si trova questa Slovacchia!!! La vita adesso non ha più alcun senso”
“Pensa ai risvolti positivi, qualcuno esulta: radio Padania ..”
“Per la barba di Giove! Radio Padania … Bossi … Borghezio … la Trota ….Calderoli … ah, come soffro … condannati a una sofferenza sconfinata e devastante! Che cosa abbiamo mai fatto di così brutto per meritarci tutto questo?”
“Suvvia Plautmasch non puoi farti prendere da codeste banali emozioni”
“Mio caro Plautmasch le emozioni non sono mai banali … la passione non è banale, la passione è … passione. Dannazione Marcello: perché non hai convocato un Plautmasch?”
“Su questo ti do ragione: un Plautmasch avrebbe decisamente evitato un tale disastro …oh insomma: basta! Che intenzioni hai?”
“In codesto momento? Essere completamente solo … la vita alle volte assume il sapore dell’amaro assoluto”
“E il pezzo?”
“Lunedì prossimo, non oggi … e fammi un favore quanto te ne vai: portati via le mie vuvuzelas”
“Allora, è pronto il pezzo?”
“No, questa volta non so cosa scrivere ..”
“Come non sai cosa scrivere?”
“Sono stravolto dal dolore … non so cosa scrivere … cosa vuoi che ti dica? Non ho idee ..”
“Ma non è possibile, lui fa affidamento su di te, ti ha consegnato il “suo” lunedì, non puoi tradirlo”
“Capirà. E’ un giovanotto simpatico e intelligente, sebbene bizzarro, quindi comprenderà perché questa volta non gli manderò nulla”
“ Ma … che dici? Siamo impazziti?”
“Sono distrutto, non lo capisci? D-I-S-T-R-U-T-T-O, affranto, stravolto: kaputt”
“Non puoi fare così: devi reagire. Tu sei un illustre accademico!”
“Ultimi! Siamo arrivati ultimi del girone! Che umiliazione … è la fine …”
“Non puoi farti coinvolgere in codesto modo! E’ pazzesco! Tu sei uno studioso, devi essere freddo e distaccato. E’ un occasione per analizzare questa situazione dal punto di vista socio-culturale. Che so, i soliti miliardari viziati che sono stati strapazzati dalla classe operaia”
“Ecchissenefrega da chi siamo stati strapazzati! Abbiamo pareggiato con la Nuova Zelanda, non lo capisci? La Nuova Zelanda!!!! Chi immaginava fino al mese scorso che in Nuova Zelanda giocassero anche a calcio? Nessuno!!!! E’ pazzesco!!!”
“Ma tu sei un premio Nobel, un premio Pulitzer, un premium Saiwa!!!”
“Già .. ma adesso bramo l’oblio, il nulla, un silenzio assoluto che mi circondi e che mi avvolga completamente. Tre gol dalla Slovacchia! Santi numi: dalla Slovacchia! Scommetto che quasi nessuno sa dove si trova questa Slovacchia!!! La vita adesso non ha più alcun senso”
“Pensa ai risvolti positivi, qualcuno esulta: radio Padania ..”
“Per la barba di Giove! Radio Padania … Bossi … Borghezio … la Trota ….Calderoli … ah, come soffro … condannati a una sofferenza sconfinata e devastante! Che cosa abbiamo mai fatto di così brutto per meritarci tutto questo?”
“Suvvia Plautmasch non puoi farti prendere da codeste banali emozioni”
“Mio caro Plautmasch le emozioni non sono mai banali … la passione non è banale, la passione è … passione. Dannazione Marcello: perché non hai convocato un Plautmasch?”
“Su questo ti do ragione: un Plautmasch avrebbe decisamente evitato un tale disastro …oh insomma: basta! Che intenzioni hai?”
“In codesto momento? Essere completamente solo … la vita alle volte assume il sapore dell’amaro assoluto”
“E il pezzo?”
“Lunedì prossimo, non oggi … e fammi un favore quanto te ne vai: portati via le mie vuvuzelas”
*Di lunedì il Corriere della Sera ha Alberoni, Beppe Grillo ha Marco Travaglio e questo Blog ha l'onore di ospitare il contributo del prof. Wildebrando Apollonius Plautmasch. Esperto in "Scienza del comportamento umano", il prof. Plautmasch di professione è tuttologo nonchè autore di molti trattati e libri che lui stesso non saprebbe probabilmente elencare al completo.
venerdì 25 giugno 2010
Bausettete
"Ora voi contate fino a 10 e io vado a nascondermi".
"Uno, due, tre.... arriviamo!"
"Ma dove sarà il papà, Bassa? Proviamo nella camerAAAAAAAHHHHH! ma cavolo mi hai fatto prendere un colpo!!!"
Giocare a nascondino in una microcasa ha degli enormi svantaggi. Ad esempio che i posti dove nascondersi sono sempre i soliti, anche per un professionista dei nascondigli come me: dietro la porta, sotto al letto, dentro la doccia, dietro il mobile in camera.
Detto questo, ogni santa volta, quella Alta si spaventa quando salto fuori come se fosse la prima volta, anche se ha già visto che sono nascosto lì. Fa proprio il salto. Io non riesco a capacitarmene. Sono arrivato a sperare che facesse finta.
Ma è tutto vero.
"Uno, due, tre.... arriviamo!"
"Ma dove sarà il papà, Bassa? Proviamo nella camerAAAAAAAHHHHH! ma cavolo mi hai fatto prendere un colpo!!!"
Giocare a nascondino in una microcasa ha degli enormi svantaggi. Ad esempio che i posti dove nascondersi sono sempre i soliti, anche per un professionista dei nascondigli come me: dietro la porta, sotto al letto, dentro la doccia, dietro il mobile in camera.
Detto questo, ogni santa volta, quella Alta si spaventa quando salto fuori come se fosse la prima volta, anche se ha già visto che sono nascosto lì. Fa proprio il salto. Io non riesco a capacitarmene. Sono arrivato a sperare che facesse finta.
Ma è tutto vero.
giovedì 24 giugno 2010
Smetto quando voglio
"E' successo solo una volta"
Non è vero, sei ricaduto nel tunnel. Credevi di esserne uscito e invece è bastata una volta e ci sei dentro ancora. Come prima. Con tutta la fatica che avevi fatto per smettere...
"No, stavolta è diverso. Posso smettere quando voglio"
Oggi?
"No, oggi no. Ho ancora il mal di gola, i colpi di aria potrebbero peggiorare la situazione"
Allora domani?
"No, domani è venerdì, non si smette di venerdì. E poi c'è anche sciopero"
Avevi detto che lo avresti fatto solo ad agosto, quando c'è meno traffico
"Eh lo so. Però è così comodo, tu da solo, con la musica. Niente autisti cocainomani, niente vicini sudati o che urlano al cellulare, niente aria condizionata, niente aria corrente. Niente attese, niente caldo o freddo..."
E tu che fai tanto l'ecologista, lo sai quanta anidride carbonica produci?
"Ma suvvia una più, una meno. Non sarà mica colpa mia se si allarga il buco dell'ozono?"
E quanto ti costa? Solo considerando benzina e casello vai quasi in pareggio con lo stipendio...
"Ma io tutte le volte che pago con la viacard guardo fisso la telecamera e glielo urlo: LADRI, SIETE DEI LADRI. E' catartico"
E le multe? quante ne hai prese l'altra volta, quando lo facevi tutti i giorni? Per non considerare i punti sulla patente... con quelli rimasti non ci prendi neanche il pallone di calcio dell'Esselunga...
"Non è colpa mia se ogni dannato semaforo ha la telecamera. E poi io ero passato con l'arancione, mica col rosso"
E quell'altra volta, quando parlavi con il cellulare al volante?
"Lì era stata sfiga. Fermato da una macchina normale con i poliziotti in borghese. Per rifarmi pensavo di farlo anch'io nel week end: fermare gli automobilisti che parlano al cellulare, fare la finta multa e poi consegnare un bollettino con il numero del mio conto corrente..."
Quindi lo farai ancora?
"Lunedì. Lunedì giuro che smetto"
Per un pendolare utilizzare la propria macchina al posto dei mezzi pubblici è un miglioramento pericoloso. L'anno scorso l'ho fatto per mesi, ostinandomi a non considerare che, con tutte le spese che ho avuto tra benzina, casello e multe, sono andato a lavorare praticamente in perdita.
Questa settimana, per un brutto mal di gola (che peraltro mi conferisce un tono di voce particolarmente secsi, ndr) ho deciso di andare al lavoro un giorno (uno solo) in macchina per evitare colpi d'aria e non riesco più a smettere. Rispetto al mio abituale tragitto (piedi, autobus, metropolitana, piedi), l'utilizzo del mezzo proprio con tanto di parcheggio riservato una volta arrivato a destinazione presenta considerevoli vantaggi, tra cui quello non trascurabile di metterci una abbondante manciata di minuti in meno. Anche le code e il traffico milanese non mi spaventano più, anzi lo padroneggio come se fossi un vero milanese.
Tra l'altro, la mia macchina è sprovvista di quel congegno con cui vengono vendute le macchine dei veri milanesi, quello per cui non appena scatta il verde del semaforo si suona automaticamente il clacson, per sollecitare le macchine ferme a muoversi non appena c'è il cambio di colore, senza neanche un'esitazione. Ormai sono talmente allenato che quasi non si nota.
Non è vero, sei ricaduto nel tunnel. Credevi di esserne uscito e invece è bastata una volta e ci sei dentro ancora. Come prima. Con tutta la fatica che avevi fatto per smettere...
"No, stavolta è diverso. Posso smettere quando voglio"
Oggi?
"No, oggi no. Ho ancora il mal di gola, i colpi di aria potrebbero peggiorare la situazione"
Allora domani?
"No, domani è venerdì, non si smette di venerdì. E poi c'è anche sciopero"
Avevi detto che lo avresti fatto solo ad agosto, quando c'è meno traffico
"Eh lo so. Però è così comodo, tu da solo, con la musica. Niente autisti cocainomani, niente vicini sudati o che urlano al cellulare, niente aria condizionata, niente aria corrente. Niente attese, niente caldo o freddo..."
E tu che fai tanto l'ecologista, lo sai quanta anidride carbonica produci?
"Ma suvvia una più, una meno. Non sarà mica colpa mia se si allarga il buco dell'ozono?"
E quanto ti costa? Solo considerando benzina e casello vai quasi in pareggio con lo stipendio...
"Ma io tutte le volte che pago con la viacard guardo fisso la telecamera e glielo urlo: LADRI, SIETE DEI LADRI. E' catartico"
E le multe? quante ne hai prese l'altra volta, quando lo facevi tutti i giorni? Per non considerare i punti sulla patente... con quelli rimasti non ci prendi neanche il pallone di calcio dell'Esselunga...
"Non è colpa mia se ogni dannato semaforo ha la telecamera. E poi io ero passato con l'arancione, mica col rosso"
E quell'altra volta, quando parlavi con il cellulare al volante?
"Lì era stata sfiga. Fermato da una macchina normale con i poliziotti in borghese. Per rifarmi pensavo di farlo anch'io nel week end: fermare gli automobilisti che parlano al cellulare, fare la finta multa e poi consegnare un bollettino con il numero del mio conto corrente..."
Quindi lo farai ancora?
"Lunedì. Lunedì giuro che smetto"
Per un pendolare utilizzare la propria macchina al posto dei mezzi pubblici è un miglioramento pericoloso. L'anno scorso l'ho fatto per mesi, ostinandomi a non considerare che, con tutte le spese che ho avuto tra benzina, casello e multe, sono andato a lavorare praticamente in perdita.
Questa settimana, per un brutto mal di gola (che peraltro mi conferisce un tono di voce particolarmente secsi, ndr) ho deciso di andare al lavoro un giorno (uno solo) in macchina per evitare colpi d'aria e non riesco più a smettere. Rispetto al mio abituale tragitto (piedi, autobus, metropolitana, piedi), l'utilizzo del mezzo proprio con tanto di parcheggio riservato una volta arrivato a destinazione presenta considerevoli vantaggi, tra cui quello non trascurabile di metterci una abbondante manciata di minuti in meno. Anche le code e il traffico milanese non mi spaventano più, anzi lo padroneggio come se fossi un vero milanese.
Tra l'altro, la mia macchina è sprovvista di quel congegno con cui vengono vendute le macchine dei veri milanesi, quello per cui non appena scatta il verde del semaforo si suona automaticamente il clacson, per sollecitare le macchine ferme a muoversi non appena c'è il cambio di colore, senza neanche un'esitazione. Ormai sono talmente allenato che quasi non si nota.
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mercoledì 23 giugno 2010
Una luna
Sera, a casa.
In classico stile Homer Simpson (un faro nella notte e una guida per noi uomini tutti), mi trovo stravaccato sul divano a guardare, con una birra fredda in mano, una partita di calcio del Mondiale in full HD (canale 501) sulla mia televisione LCD ribattezzata amichevolmente "Il mostro" . E' il giusto epilogo della mia giornata lavorativa.
"Vieni, papà"
Ultimamente la Bassa è rientrata nella fase "Adoro il mio papà", dopo aver attraverso quelle "Non sopporto il mio papà", "Non posso neanche vederlo" e "Papà chi?".
Ora è tornata ad adorarmi e a voler dormire sulla mia pancia (che tanto poi non dorme, perchè lei non dorme mai... ma basta il pensiero). Io invece di adorarla non ho mai smesso, anche adesso che la notte continua a svegliarsi... però i Mondiali sono sempre i Mondiali e un uomo ha le sue priorità.
Mi attardo sul divano fingendo di non sentirla, con la tipica capacità contenuta nel cromosoma Y che mi consente di sentire senza ascoltare qualsiasi suono estraneo mentre guardo la tivvù.
"Vieni, papà. Devo farti vedere cosa ho trovato".
Giuro, parla proprio così, a neanche due anni, non è che traduco per licenza poetica o orgoglio paterno. Visto che fingo di non sentire, la Bassa passa all'azione: mi prende la manina e mi porta con decisione sul micro-balcone (ormai quasi interamente occupato dal mio orto pensile composto da: tre cassette di insalata, piantine taglia gigante di pomodori, una super zucchina. Il tutto addirittura dotato di impianto di irrigazione ad ala gocciolante: perchè sono pigro, ma ingegnoso).
Alza lo sguardo e indica con il ditino:
"Ho trovato una luna".
È vero: nel cielo ancora azzurro si vede un pezzo di luna, vicino al campanile della chiesa.
La stella invece ce l'ho qui da parte.
E brilla come mai.
In classico stile Homer Simpson (un faro nella notte e una guida per noi uomini tutti), mi trovo stravaccato sul divano a guardare, con una birra fredda in mano, una partita di calcio del Mondiale in full HD (canale 501) sulla mia televisione LCD ribattezzata amichevolmente "Il mostro" . E' il giusto epilogo della mia giornata lavorativa.
"Vieni, papà"
Ultimamente la Bassa è rientrata nella fase "Adoro il mio papà", dopo aver attraverso quelle "Non sopporto il mio papà", "Non posso neanche vederlo" e "Papà chi?".
Ora è tornata ad adorarmi e a voler dormire sulla mia pancia (che tanto poi non dorme, perchè lei non dorme mai... ma basta il pensiero). Io invece di adorarla non ho mai smesso, anche adesso che la notte continua a svegliarsi... però i Mondiali sono sempre i Mondiali e un uomo ha le sue priorità.
Mi attardo sul divano fingendo di non sentirla, con la tipica capacità contenuta nel cromosoma Y che mi consente di sentire senza ascoltare qualsiasi suono estraneo mentre guardo la tivvù.
"Vieni, papà. Devo farti vedere cosa ho trovato".
Giuro, parla proprio così, a neanche due anni, non è che traduco per licenza poetica o orgoglio paterno. Visto che fingo di non sentire, la Bassa passa all'azione: mi prende la manina e mi porta con decisione sul micro-balcone (ormai quasi interamente occupato dal mio orto pensile composto da: tre cassette di insalata, piantine taglia gigante di pomodori, una super zucchina. Il tutto addirittura dotato di impianto di irrigazione ad ala gocciolante: perchè sono pigro, ma ingegnoso).
Alza lo sguardo e indica con il ditino:
"Ho trovato una luna".
È vero: nel cielo ancora azzurro si vede un pezzo di luna, vicino al campanile della chiesa.
La stella invece ce l'ho qui da parte.
E brilla come mai.
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martedì 22 giugno 2010
La cattiva Alta e la perfida Bassa
Driiin.
Nella vita ho poche certezze. Una di queste è che quando la Alta chiama prima delle 10 di mattina, c'è sempre uno scazzo in agguato, più o meno serio.
"Cosa è successo, stavolta?"
Voce affranta. Affrantissima. "Un disastro, un disastro. Lei mi odia"
"Chi lei?"
"La Bassa"
"Va beh, ci dovrai fare l'abitudine. Siete madre e figlia".
"No, tu non capisci, sono tristissima..."
"Ma su dai, non ha ancora due anni... cosa può avere fatto?"
"E' che lei voleva giocare alle costruzioni, io dovevo andare al lavoro e portarla da mia mamma ed ero in ritardo. E le ho detto "Portati dietro le costruzioni" ma lei niente. Allora l'ho lasciata giocare un po', ma alla fine l'ho sollevata di peso e l'ho portata via".
"Giusto, hai fatto valere la matria potestà"
"Già, ma lei piangeva e piangeva, per le scale, in macchina. Poi, mentre guidavo, ha smesso e mi ha detto "Sono arrabbiata". Proprio così"
"Bene. Esterna le proprie emozioni, è positivo"
"Sì, ma poi mi ha detto "Cattiva". E io devo aver fatto un faccia... e lei ha iniziato a fare un sorrisetto furbo e l'ha ripetuto "cattivacattivacattivacattiva". Ma io cattiva?!?! Perchè!?!"
"Ma ha capito che aveva colpito un punto debole e ha infierito. Ha aperto un varco e si è infilata... non farti abbindolare, quella è furba. "
"Ma io non me lo meritavo, capisci? io non me lo meritavo! l'ho portato in grembo 9 mesi, l'ho partorita, l'ho accudita e poi le costruzioni volevo portarle dietro!"
"Ma guarda che quella ha già capito tutto: lei ti dice che sei cattiva così tu ti intristisci e le fai fare quello che ha voglia"
"Ma io stasera glielo dico, che sono triste"
"No! Così lei fa la brava e non ti dice più cattiverie per compassione. E' tale e quale al suo ricatto"
"E quindi, cosa devo fare?"
"Mantieni questa linea: se ti fai mettere i piedi in testa è l'anarchia"
"Ma io non riesco, questo è il fallimento della mia linea pedagogica, sono una mamma cattiva"
"Non è che la stai mettendo giù un tantino dura?"
"No, tu non puoi capire. Sei cattivo".
Nella vita ho poche certezze. Una di queste è che quando la Alta chiama prima delle 10 di mattina, c'è sempre uno scazzo in agguato, più o meno serio.
"Cosa è successo, stavolta?"
Voce affranta. Affrantissima. "Un disastro, un disastro. Lei mi odia"
"Chi lei?"
"La Bassa"
"Va beh, ci dovrai fare l'abitudine. Siete madre e figlia".
"No, tu non capisci, sono tristissima..."
"Ma su dai, non ha ancora due anni... cosa può avere fatto?"
"E' che lei voleva giocare alle costruzioni, io dovevo andare al lavoro e portarla da mia mamma ed ero in ritardo. E le ho detto "Portati dietro le costruzioni" ma lei niente. Allora l'ho lasciata giocare un po', ma alla fine l'ho sollevata di peso e l'ho portata via".
"Giusto, hai fatto valere la matria potestà"
"Già, ma lei piangeva e piangeva, per le scale, in macchina. Poi, mentre guidavo, ha smesso e mi ha detto "Sono arrabbiata". Proprio così"
"Bene. Esterna le proprie emozioni, è positivo"
"Sì, ma poi mi ha detto "Cattiva". E io devo aver fatto un faccia... e lei ha iniziato a fare un sorrisetto furbo e l'ha ripetuto "cattivacattivacattivacattiva". Ma io cattiva?!?! Perchè!?!"
"Ma ha capito che aveva colpito un punto debole e ha infierito. Ha aperto un varco e si è infilata... non farti abbindolare, quella è furba. "
"Ma io non me lo meritavo, capisci? io non me lo meritavo! l'ho portato in grembo 9 mesi, l'ho partorita, l'ho accudita e poi le costruzioni volevo portarle dietro!"
"Ma guarda che quella ha già capito tutto: lei ti dice che sei cattiva così tu ti intristisci e le fai fare quello che ha voglia"
"Ma io stasera glielo dico, che sono triste"
"No! Così lei fa la brava e non ti dice più cattiverie per compassione. E' tale e quale al suo ricatto"
"E quindi, cosa devo fare?"
"Mantieni questa linea: se ti fai mettere i piedi in testa è l'anarchia"
"Ma io non riesco, questo è il fallimento della mia linea pedagogica, sono una mamma cattiva"
"Non è che la stai mettendo giù un tantino dura?"
"No, tu non puoi capire. Sei cattivo".
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