lunedì 19 luglio 2010

I lunedì di Plautmasch

IL LATO OSCURO

Carissimo editore, l’argomento di questa settimana è stato proprio lei a suggerirmelo, durante il nostro ultimo incontro. Se ben ricorda ci eravamo incontrati a pranzo per discutere la nuova linea editoriale.

“Colore professore, qui ci vuole più colore”

“Che cosa intende, giovanotto?”

“Gossip! La gente vuole gossip ... gossip e notizie reali.”

“Uhmmm ... capisco ... cercherò di adeguarmi ... posso chiederle una cosa?”

“Si, certo”

“La vedo un po’ pensieroso, benedetto ragazzo: c’è qualcosa che non va?”

“Beh ... si ... sto per intraprendere un viaggio.”

“Che bello, anticipa le vacanze? Formentera? Forte dei Marmi? Forte Apache?”

“No ... no ... nulla di tutto questo professore ... voglio esplorare il mio lato oscuro”

“Ne è sicuro? E’ molto pericoloso farlo: è mio dovere invitarla a desistere.”

“Oramai ho deciso ...”

“Giovanotto, non lo faccia ... la prego ... se serve farò un appello pubblico ... sono sicuro che firmerà anche la mia amica Margherita (HACK n.d.P.)”

Il pranzo finì con una mia totale sconfitta: è ampiamente documentata la risolutezza con la quale LEI inizia le cose.

Il lato oscuro, cominciai a pensare.

Tutti noi ne abbiamo uno. Abbiamo un lato bianco, molti lati grigi, ma anche un lato oscuro che la maggior parte di noi evita di attraversare. Anche io ne ho uno. Venne fuori nel 2006 quando alla premiazione del nobel per la chimica cercai di strangolare il vincitore: Roger D. Kornberg. Quel premio lo meritavo io! Le “puzzette Plautmasch” di mia recente invenzione erano qualcosa di meraviglioso: fialette puzzolenti personalizzabili. Certo, forse non portavano nessun contributo alla ricerca scientifica, ma potevano allietare feste e celebrazioni.

Maledetto lato oscuro dei Plautmasch!!! The dark side of the Plautmasch. Nelle mie “Cronache dei Plautmasch” ne parlo con discrezione poichè si tratta di bui e raccapriccianti capitoli della storia della mia famiglia. Come quello di Arcibald Nelson Plautmasch. Una fredda sera del dicembre del 1971 usci sconvolto dalla sua abitazione di Londra. Aveva appena litigato con la moglie minacciandola di strangolarla con un suo calzino usato.

“Ho letteralmente perso la testa” Confidò a uno sconociuto davanti a un PUB, avevano entrambi dei grossi bicchieri colmi di birra.

“Il mio maledetto lato oscuro!” L’altro annuì sorseggiando la sua birra.

“Tutti ne abbiamo, sicuramente anche lei, mio caro. Del resto anche la luna, quella magnifica luna che ci sta osservando adesso dal cielo, ha il suo lato oscuro che non ci mostra mai ...”

L’altro smise di bere e senza dire una parola se ne andò.

Il suo nome era Roger Waters.

Lunga vita e ... alt ancora un attimo di pazienza. Un paio di giorni fa, al telefono.

“Buon giorno Professore, ha pronto il pezzo?”

“Si, quasi ... ci sto lavorando.

“Benissimo!”

“Lo vedo ... la sento molto bene, come sta procedendo il suo viaggio?”

“Viaggio? Quale viaggio?”

“Quello attraverso il suo lato oscuro ...”

“Ah, quel viaggio ... ho finito quasi subito: troppo pericoloso e troppo faticoso”

“Capisco ...”

Perchè non mi stupisco affatto?

Adesso si: lunga vita e prosperità a tutti.

4 commenti:

  1. Ma Roger Waters ha versato parte dei diritti al Professore? O almeno una birretta gliel'ha offerta?

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  2. collega anonimo20 luglio 2010 14:44

    Shine on you crazy Plautmasch!

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  3. Mi scuso per il ritardo con cui rispondo,
    @Jane, Considerando che le copie vendute ammontano a oltre 45 milioni, in effetti il caro Roger poteva essere magnanimo con il mio parente Arcibald. (Profondo sospiro a forma di euro)

    @ collega anonimo. Apprezzo quello che io ho rilevato essere un complimento. O no?

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  4. Collega anonimo22 luglio 2010 11:06

    E' un grande complimento! Listen to this: http://www.youtube.com/watch?v=8huJlIzQCn4

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