Le mirabolanti avventure di quella bassa che da un anno vive con noi e le cui prime parole sono state "ciao", "cacao" e, finalmente, "papà"...
giovedì 23 settembre 2010
venerdì 17 settembre 2010
Chiuso per inventario*
lunedì 13 settembre 2010
I lunedì di Plautmasch: la nuova stagione

Buon giorno, carissimo editore, l'argomento odierno prende spunto da un episodio della settimana capitato alla sua famigliola. Sto parlando del preciso momento in cui vi siete incidentalmente imbattuti con il fantastico mondo dorato concesso ai pochi. Quel mondo misterioso che alberga nell'attico sopra le vostre capocce e a cui ogni tanto rivolgete sguardi sospiranti. In quel frangente vi siete accorti che il denaro non regala la f
Già in alcuni miei trattati (“Attici Apocalittici” è uno di questi) avevo più volte evidenziato l’amara verità che se è pur vero che anche i bambini ricchi piangono, essi piangono lacrime meno salate dei loro coetanei meno abbienti. Un discreto conto in banca contribuisce a modificare persino la chimica organica del nostro organismo.
E' triste ammetterlo, ma Il povero si diversifica dal ricco anche per le punizioni che infligge ai suoi pargoli. "Per punizione ti mando nella tua stanza!!! E adesso perché ridi? Ah già, viviamo in un monolocale ... allora andrai a letto senza cena. Come? Giusto, questo avviene già quasi tutte le sere ... bene allora domani non ti mando a quella scuola che ti piace molto, tanto il tuo insegnante era un precario e l'hanno licenziato."
Vi invito cortesemente a immaginare questa scena. Un nonno sta giocando a Monopoli col suo nipotino e a un certo punto si arrabbia per una mossa sbagliata di quest'ultimo. "Mi consenta, piccolo Pierpierisilvio. Non puoi andare in prigione senza passare dal via, Chiribbio questo è inammissibile!! Ti sei fatto fregare dalla solita magistratura comunista: per punizione ti rinchiudo un intero fine settimana nel garage della nostra villa alle Bahamas". Capirai che punizione.
Immaginate quest'altra scena. Estate 2016: siamo sul Force Blue, uno yacht le cui dimensioni lo avvicinano più a un cacciatorpediniere che a una nave da crociera. Il Piccolo Falco Nathan sta facendo i capricci e il padre lo sta riprendendo duramente. "Insomma, smettila di dare fuoco ai pantaloni dei marinai. Adesso mi hai stufato: ti rinchiudo un paio d'ore in garage. Come, cara? Ah già non abbiamo garage a bordo, allora ti rinchiudo in cambusa, tra le aragoste, il caviale e lo champagne." Capirai che punizione.
Non siete ancora convinti? Monza 2017, Gran Premio d'Italia. Il piccolo LUPO ne ha combinata un'altra delle sue e papà Luca, di solito paziente, questa volta si arrabbia. "Basta monello che non sei altro. Non ne posso davvero più. Questa volta ti rinchiudo tutta la sera nei box delle Ferrari." Capirai che punizione.
sabato 11 settembre 2010
Dimenticanze
giovedì 9 settembre 2010
Dalle stelle.... al garage
"E quindi?"
"E quindi sto un po' a sentire per capire se magari è qualche problema del congegno elettronico della basculante elettrica a essere impazzito... e invece a un certo punto inizia a muoversi la maniglia del garage e non ho più dubbi... c'è qualcuno "dentro" il garage che non riesce più a uscire!!!"
"E allora?"
"E allora chiedo "C'è qualcuno?". E i rumori si interrompono improvvisamente. Ho anche bussato e ho richiesto: "C'è qualcuno?". Ma niente".
"Ah"
"E adesso, adesso cosa facciamo? Vieni giù tu a vedere o vado dalla Pivia a dirglielo? Magari ho avuto un'allucinazione e mi prende per matta"
"Ma... vai su a dirglielo, magari è qualcuno dei figli che giocava ed è rimasto chiuso dentro"
"O forse era un ladro che provava a rubargli il Cayenne! Va beh senti. Io vado".
La mia coinquilina Alta va.
Torna dopo cinque minuti, ancora più sconvolta. E lo è per due motivi:
1) è stata invitata a entrare nella prestigiosa dimora dei Pivi, una vista consentita solo a pochi e selezionati esseri umani. L'appartamento Pivio, grande dieci volte il nostro, occupa due piani e ha l'ascensore che arriva direttamente in casa. Per entrare non c'è la chiave, ma uno speciale scanner che esamina l'iride prima di dare il via libera.
Gli occhi della mia coinquilina Alta hanno visto in quel frangente cose che noi umani non possiamo neanche immaginare: un tripudio di bianco, pareti ricoperte di pelle (umana?) argentata, quadri, suppellettili e tappeti dal valore inestimabile.
Ma la visione è stata solo parziale e confusa, in quanto il soggetto era troppo sbalordito a causa del punto 2.
2) La mia coinquilina Alta ha scoperto cosa stava accadendo nel garage del Pivius. La Pivia non si è stupita e non ha preso la Alta per pazza. Senza scomodarsi eccessivamente, ha detto:
"So quello che sta succedendo. Entra pure che prendiamo l'ascensore: ti lascio al tuo piano e poi scendo in garage"
"?!?"
"Eh sì. Capirai anche tu quando tua figlia sarà più grande"
"?!?"
"Nel garage ho lasciato mio figlio (Pierpivius, ndr)che è in punizione. Quando fa i capricci e mi fa disperare lo lascio giù cinque, dieci minuti così impara".
"Ma... quanti anni ha tuo figlio?"
"Dieci".
"Ah..."
"Vedrai, lo capirai anche tu quando tua figlia crescerà".
Forse un giorno la Alta capirà. Al momento è un po' sotto choc.
martedì 7 settembre 2010
tremate, tremate, le domande scomode sono arrivate
"Bassa, sei contenta che oggi hai fatto il bagnetto con il cuginetto G.?"
"SIIIII'"
"Allora qualche volta possiamo farlo ancora, magari viene qui lui stavolta!"
"SIII! E viene anche F."
"No, il tuo cugino F. è grande, ha 12 anni... non è il caso"
"E pecchè?"
"Perchè... è grande e non credo abbia piacere a fare il bagno con te"
"Pecchè?"
"Perchè a quell'età si è un po' pudichi, c'è bisogno di privacy..."
"Pecchè?"
Già, pecchè?
Scena 2. Cameretta Bassa. La Bassa e l'amica AvvocatA giocano ai Lego e s'intrattengono in un'amabile conversazione.
"E' nuova collana?"
"No, ce l'ho da un po' di anni"
"Dove l'hai compata?"
"Me l'ha regalata mia mamma"
"Come si chiama tua mamma?"
"NomeMamma" (omesso per motivi di privacy, che poi oltretutto sempre di un'avvocatA stiamo parlando e bisogna stare attenti, ndr)
"E come si chiama mamma dell'Architetto (fidanzato dell'AvvocatA e notoriamente un po'... come dire, restio nell'affrontare argomenti connessi con il tema "discendenza/prole/figliame", ndr)?"
"NomeMammaArchitetto"
"E come si chiama la figlia dell'Architetto?"
Pausa imbarazzata. "No, Bassa. Devi sapere che io e l'Architetto non abbiamo figli"
"E pecchè non avete figli?"
".... Ehm.... ARCHITETTTOOOOO!"
I segreti più reconditi stanno per essere svelati, gli scheletri nell'armadio vedranno presto la luce, le dita stanno per essere messe nelle piaghe.
Dopo la lunga, lunghissima stagione del COSSSSSSSSSSEEEEEEEEEEEEEEEE'''''', è iniziata ufficialmente quella del PECCHE'. Siete tutti avvisati.
lunedì 6 settembre 2010
I lunedì di Plautmasch: la nuova stagione

Da ragazzo era mia sorella che mi prendeva in giro per quello che mi scrivevano, ora è quella Alta che lo fa, con una inconfondibile nota acida nella voce che tradisce una certa gelosia. "..gnnn... ma guarda questa, che ti scrive: "Ciao figone..." E questa : "Come stai paul newman di Bassopoli" . E senti questa: "Qui al mare di bei ragazzi ce ne sono molti, ma non ho ancora trovato occhi azzurri più belli dei tuoi"".
E' stata quindi una piacevole coincidenza scoprire che l'intervento settimanale del nostro opinionista, il tuttologo professor Plautmasch, fosse incentrato proprio su questo tema....
Non so come ma è venuta a conoscenza che LEI, sprovveduto, ma simpatico giovanotto, oramai sa tutto riguardo l’amore che ELLA segretamente, da anni, nutre nei suoi confronti.
Orbene, mi ha chiesto di recapitarle alcune sue righe. All'inizio mi ero prontamente rifiutato. Siamo accademici e non ragazzini di prima superiore, ma poi ho dovuto cedere. Sia per le ombrellonate che ho ripetutamente ricevuto sia per sdebitarmi. Margherita questa estate mi ha salvato la vita: avevo incautamente fatto un bagno subito dopo aver abbondantemente pranzato con cozze, calamari, polipi e pesce spada".
Tu sei il mio amore Plutonico.
Ti avrei reso felice, molto felice. Per Natale non ti avrei regalato una cintura qualsiasi: ti avrei regalato la cintura di Orione. Ti avrei dedicato costellazioni, galassie, buchi neri.
Io sarei stata la tua Venere, tu il mio Giove . Per te avrei colmato la "Lacuna di Hertzsprung", insieme avremmo percorso gli immensi spazi intergalattici, visitato la "Chioma di Berenice", attraversato nane gialle, nane bianche, giganti rosse e visitato i Puffi BLU.
E non importa se l’incedere del tempo, freddo e inesorabile, sta lasciando segni evidenti su quel magnifico fisico che un tempo fu il terrore di tutti i tatami lombardi. Non mi importa se quel ventre, una volta piatto e definito come una testuggine marina, adesso vede la comparsa dei maniglioni antipanico dell’amore.
Io ti amo e ti amerò per sempre.
Tua M.
venerdì 3 settembre 2010
La gattina malefica
A due anni non vedi l'ora di mangiare la TOTTA (che a questo punto sarà ricoperta di sputacchi e cera, ma tutti saranno comunque felicissimi di mangiare) e ti si illuminano gli occhi quando tutti ti cantano stonando "Tanti auguri a te...", seguita dalla versione inglese "eppi bordei tu iu".
A due anni lo hai già capito che compleanno vuol dire regali.
Se compi gli anni ad agosto hai lo svantaggio che il giorno del tuo compleanno quasi tutti saranno in vacanza, ma hai il vantaggio che riceverai regali per i prossimi due mesi ogni volta che vedrai qualcuno e che magari, sei i tuoi genitori sono in vena, avrai almeno un paio di feste di compleanno con ospiti diversi.
A due anni, quello che non sai è che la vera protagonista della tua festa sarà lei, la gattina malefica, al secolo "Hello Kitty", che poi è quella che dal tuo compleanno ne trarrà i maggiori benefici. La ritroverai nello zainetto rosa, nel blocco e nei pennarelli (indelebili) lì contenuti; nel monopattino rosa "da grande" che con sprezzo del pericolo ti hanno regalato i tuoi genitori (anche se quella del negozio diceva "non è adatto per i bambini sotto i tre anni"); nella versione abilmente taroccata dell'ombrellino (rosa) "Heilà Ketty"; e ancora nel lucidalabbra; nella borsetta, nel fermacapelli; nella maglietta e in nonmiricordocos'altromacisarannoalmenodiecioggettichehodimenticato.
A due anni ricevi in regalo il primo computer parlante, che a dire la verità ha uno strano accento rumeno e anche un'insolita cortesia "Perfagore, premi un tasto".
A due anni c'è anche qualcuno che ti regala "la raganella" malefico e infernale strumento per produrre suono, suggerendo che puoi usarlo per svegliare papà.
E tu seguirai il consiglio.
Insomma... anche se in ritardo, buon compleanno, coinquilina Bassa
giovedì 2 settembre 2010
Quello che resta delle vacanze/2
"Guarda Bassa, la nostra nave che arriva!"
Il suo visino si illumina. Poi d'un tratto si rabbuia e mi chiede, preoccupata: "Ma tu... ce l'hai il costume?"
Queste vacanze, trascorse in una provincia sarda nuova di zecca che prende il nome da Topolinia e da un cantante anni '70, sono state le prime con una Bassa interattiva e parlante.
Di quest'estate in mi restano alcuni tormentoni, tipo la domanda "Dove andiamo?" seguita a ruota da "A cosa fare?" ripetute millesettecento volte al minuto; la sua vocina distorta mentre ci terrorizza facendo "ilmostrooo" il suo primo personaggio inventato; la gita alla miniera con il trenino, il caschetto giallo grande dieci volte la sua testa, le camminate a strapiombo sul mare e le gallerie buissime; la gita alle grotte delle fate, un ambiente magico e suggestivo, un'ora di visita in gruppo nel silenzio interrotto da una bambina che ripeteva a voce alta "ANDIAMO A GIOCARE AL PACCHETTO?".Lei che non riusciva mai a vedere le pecore quando eravamo in auto e che chiedeva mille volte "DOVEEEEEE?". Lei che ha iniziato a fare segnalazioni farlocche per prenderci in giro "PECOE PECOE!!!". E ancora: la visita in un'isola che non è un'isola, la gita col traghetto in un'isoletta che è in Sardegna ma sembra Liguria; la spiaggia enorme che d'inverno è chiusa e usano i militari per giocare alla guerra.
"Grazie, signor Giulio, ma da qui sono un po' scomode. Intendevo in zona"
"Hai ragione, il sardo è una lingua strana. Ad esempio la parola "piccigarrosataghegnopurturudduricchu" in italiano significa "bambino"".
E pure bella pratica eh, come lingua.