venerdì 9 aprile 2010

L'indiano/2

Appena entriamo al ristorante quella Alta è agitata per due motivi:
1) lo stato di salute della Bassa
2) ha mangiato poco a pranzo "per lasciare spazio al cibo indiano" e ora è nella sua tipica crisi ipoglicemica pre-pasto che ha come sintomi nervosismo, intolleranza e inflessione acida nella voce riconoscibile dal suono "gnnnn"
3) (avevo detto due?) Di fronte all'amletico dilemma "menù degustazione vegetariano" o "menù degustazione carne speciale" ha deciso che io ne avrei preso uno, lei l'altro, e poi si sarebbe fatto a metà. Ma poi si è pentita perchè sa che fare a metà con me non è mai una buona idea in quanto mangio più di lei e più in fretta di lei.

Finalmente arriva il cibo, siamo sommersi da tonnellate di pane naan, pollo tandoori, gamberetti al curry, riso bianco, riso bianco speziato, lenticchie, piovono litri di birra indiana... quella Alta placa la fame e dalla Base giungono notizie confortanti sullo stato di salute basso (che comunque aveva 37.5 di febbre e, come dice il mio saggio collega: nella scala dei bambini fino ai 38 non si considera neanche febbre).

Tra i partecipanti al mondano evento c'è anche il mio ex pseudo capo che è andato in pensione a dicembre, quello con l'animo da cabarettista, . Quello che è più impegnato ora di quando lavorava, che segue corsi di tai chi e di chitarra, che va alle terme, alle mostre e al cinema, e che ha uno stuolo di donne ai suoi piedi e che dopo pranzo, caschi il mondo, si fa la penichella. Quello che, tanti anni fa, diede ben 10mila lire a una zingara perchè l'aveva apostrofato dicendo in tono sincero: "Cavolo, ma sei uguale a Marlon Prando". ("Se li era meritati tutti!")

Appena lo vedo, fuori dal ristorante, non posso non notare quanto è in forma. Sfoggia il capello lungo bianco neve, il pizzetto coordinato e la sciarpina d'ordinanza.
"Cavolo, sembri ancora più giovane dell'altra volta"
"Grazie. Però adesso entriamo che ho il raffreddore..."

In Cina hanno molto riso (anche in India, per la verità...).

8 commenti:

  1. il collega anonimo9 aprile 2010 09:51

    Tutto molto buono e ottima compagnia, Marlon Prando in primis! I liquori poi mi hanno dato la botta finale... altro che digestivi...

    Namastè a tutti

    RispondiElimina
  2. Ahaha bhe l'apparenza inganna..un pò troppo spesso vedo!

    RispondiElimina
  3. @ collega anonimo: immagino tu ti riferisca al liquore chiamato "kamasutra"...

    @bismama: eh eh è vero. ma anche questa è un'arte!

    RispondiElimina
  4. il collega anonimo9 aprile 2010 14:18

    Sì... io immaginavo chissà quali risultati... mi ha fatto venire sonno... ehm...

    RispondiElimina
  5. La zingara era una gran dritta! Io mi sento sempre come tua moglie prima di mangiare, uguale a un neonato affamato al quale girano le balle per l'ingiustificato ritardo!

    RispondiElimina
  6. L'EX Dirimpettaio12 aprile 2010 08:53

    La storia della zingara è una delle più classsiche leggende metropolitane che sconfinano nel vero. Stiamo parlando di 18/20 anni fa e allora quella somma era veramente notevole. Almeno 15 euro di oggi. Per amor di cronaca occorre aggiungere che esistono due versioni, una con "Marlo Pranto" e l'altra con "Marlò Pranto". Ma poco inporta ... o no?

    RispondiElimina
  7. l'EX Dirimpettaio (2)12 aprile 2010 10:19

    Devo dire che il nostro "ex pseudo capo che è andato in pensione a dicembre, quello con l'animo da cabarettista" sta proprio diventando un mito. Gli ultimi mesi che ha passato in ufficio era visto come un mezzo sovversivo, per via della teoria rivoluzionaria che andava predicando "MAKE LOVE NOT JOB"

    RispondiElimina
  8. @extramamma: mi hanno detto che è un comportamento diffuso tra le donne (e tra qualche soggetto maschio, vedi il mio collega anonimo), quello dell'irritabilità pre-pasto. Ma non è possibile!
    C'è solo da imparare, dalla zingara!!!!

    @EX dirimpettaio: solo LUI poteva regalare una perla del genere alla storia!
    sono sicuro che ci darà molte altre soddisfazioni...

    RispondiElimina