domenica 13 giugno 2010

I lunedì del Prof. Plautmasch


L'angolo del Prof. Plautmasch

Avevo 4 forse 5 anni quando chiesi a mio padre “Come nascono i bambini?”. Gamelius Agamennone Plautmasch era un uomo di poche parole e non amava molto rispondere alle domande, specialmente a quelle inutili. Le conseguenze furono devastanti e da allora non gliene posi mai più una. Quell’esperienza, oltre a non importunare il severo Gamelius, mi insegnò moltissimo.

Con questo non voglio suggerire di seguire l’esempio di mio padre, voglio suggerire proprio il contrario. L’attuale generazione, diciamola tutta, è abbastanza sfortunata. Quelle precedenti, chi più e chi meno, tendevano a dare ben poche risposte.

Come nascono i bambini? E che ne so io …

Come? Non ho ben capito! Ok, aspetta che mi informo ..

Adesso ho da fare: chiedi alla mamma!

Le generazioni che verranno invece non avranno bisogno di dare risposte, ma di riceverne. I loro figli a 3/4 anni andranno direttamente su Wikipedia o frequenteranno social-baby-network, molti di loro avranno anche un blog.

Quella attuale paga lo scotto di trovarsi in una sorta di via di mezzo e deve rispondere a imbarazzanti domande su sesso, morte e perfino sul modello 730.

La tentazione di bluffare, benché molto forte, dev’essere a mio avviso accantonata. Si è subito sgamati, ne abbiamo avuto un esempio anche su codesto blog. I bambini di oggi sono molto più intelligenti di noi.

La tentazione di tergiversare deve essere presa seria in considerazione a patto che si abbia piena padronanza del politichese e anche una buona forma fisica. Il “dire tutto senza dire nulla” e “il dire nulla dicendo tutto” permette di prendere tempo. Dopo 2 o 3 ore di autentica conferenza si raggiungerà una ragionevole situazione di parità.

In definitiva la ricetta giusta non esiste, ciascun genitore deve trovare il suo metodo. Ci vuole pazienza, coraggio e molte, moltissime prove.

Quello che consiglio è di avere sempre una focaccina o una merendina a portata di mano.

Come nascono i bambini?

Ti ho sempre detto di non parlare con la bocca piena!

Ma se non sto mangiando ..

Prendi questa focaccina, allora …

Economico e molto efficace.


Lunga vita e prosperità


8 commenti:

  1. Devo dire che su questo punto mia madre è stata grande. Io ero una bambina curiosa e di domande ne ho sempre fatto a bizzeffe. Ho avuto il mio primo libricino scientifico "come nascono i bambini" a 7 anni. Era fatto veramente bene e spiegava tutto in modo chiaro e preciso.
    A 11 mia mamma mi ha portato a visitare il consultorio adolescenti e mi ha messo in mano una guida alla contraccezione, dove venivano spiegate tutte le malattie sessualmente trasmissibili e tutti i vari strumenti contraccettivi, con tanto di tabellina "pro e contro" e di istruzioni per l'uso. Lo conservo ancora!

    In terza media la scuola ha deciso che eravamo abbastanza grandi per apprendere i misteri della procreazione, ed è arrivato il momento della fantomatica "educazione sessuale".
    Consisteva in pratica nel mostrarci un video per bambini 3-5 anni dove due orsetti spiegavano in modo decisamente approssimativo come funziona il nostro apparato riproduttivo, e in una visita al consultorio adolescenti, dove due dottoresse ci hanno messo davanti a due gigantografie di un metro per due dei nostri apparati sessuali (conati di vomito da tutta la classe) e poi hanno regalato a ciascuno di noi un preservativo Durex con un cuore disegnato sulla confezione. Anche quello lo conservo ancora.

    Direi che Mamma ha battuto Scuola 10 a 0.

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  2. Io ho risparmiato ai miei moooolto lavoro.
    Innanzitutto quando ero piccola, maximo cum gaudio io e mia cugina portavamo la vacca prescelta dal nonno alla monta stagionale, c'era solo da prendere la cavezzina e farla camminare per le due vie che sepearavano la nostra stalla da quella del vicino che possedeva il toro (chissà perchè 25 anni fa non faceva tutta questa impressione affidare un animale di qualche quintale nelle mani di 2 bambine di 5 di 7). Il processo fisico della riproduzione mammifera aveva perciò pochissimi misteri.
    Indi, verso i 10/11 anni avendo terminato tutti i libri di Wilbur Smith presenti nella biblioteca materna (grazie Euroclub...) ne ho pescato un altro, del tale autore Harold Robbins...
    Fine di tutti i dubbi che potessero mai essermi venuti sulla sessualità.
    Verso i 14 anni, ricordo, al telegiornale una sera si parlava di educazione sessuale e ragazzini, del fatto che tante ragazze rimangono incinte giovanissime perché non hanno idea di cosa stiano facendo etc; commento di mia mamma:
    "Tu con tutto quello che leggi dovresti saperne abbastanza, o no?"
    Fine del discorso.
    Spero che anche i miei bimbini siano portati per la lettura.
    Peccato non avere più l'allevamento...
    LaCherry
    (-18 h al parto... a proposito dei misteri della procreazione)

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  3. Ah... sia chiaro: le bambine si intendevano di 5 e 7 anni, no quintali :-)
    Allora non c'era neanche il problema dell'obesità infantile...
    LaCHerry

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  4. @Bia. Non c'è che dire, sua mamma è stata davvero una donna molto coraggiosa. Per quanto riguarda la scuola ... beh ... non so che cosa dire. Il punteggio mi sembra molto appropriato.

    @La Cherry. Innanzitutto AUGURONI! Una testimonianza molto interessante anche la sua. Si, peccato che non ci siano più allevamentio, molte cose le si imparava sul campo. Agricolo naturalmente (Senza doppi sensi).

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  5. Credo che il problema dei bambini obesi potrebbe essere una conseguenza del Metodo Plautmasch per evitare gli argomenti "scottanti"!!!

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  6. collega anonimo17 giugno 2010 10:51

    Commovente questo spaccato sull'infanzia del professore. Tutti siamo stati bambini.

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  7. PS La Cherry: forza che manca poco!!! facci sapere dopo, eh!

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  8. è vero, l'immagine di plautmaschino davanti a gamelius agamennone resta impressa nella mente...

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